Scritto da Omar
Staff Buongiorno Egitto, ufficio di Sharm el Sheikh
Pubblicato: 20 settembre 2026
Aggiornato: 20 settembre 2026
In breve
A Sharm la barriera corallina non è dappertutto e non si raggiunge allo stesso modo: in alcuni hotel si entra a nuoto dalla spiaggia, in altri solo dal pontile, e a Nabq il pontile può superare il chilometro. I reef migliori raggiungibili a piedi sono Ras Um Sid, Shark's Bay e i Garden; i più belli in assoluto, Ras Mohammed e Tiran, si vedono solo in barca.
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Vedi hotel e pacchetti"Qual è la barriera più bella di Sharm?" è la prima cosa che ci chiedono tutti. Ed è anche la domanda che frega, perché la risposta vera non riguarda il reef: riguarda l'hotel che hai prenotato.
A Sharm i reef non sono tutti uguali e non tutti gli hotel hanno lo stesso accesso al mare. In alcuni ti basta una breve nuotata dalla spiaggia e sei già sulla barriera. In altri, come al Rixos Premium Seagate, devi percorrere un pontile più lungo di un chilometro. In altri ancora una vera barriera davanti non c'è proprio, e allora conviene spostarsi con un'escursione o scegliere un beach club con accesso al reef.
Prima di dirti quali hotel hanno la barriera migliore, però, devi sapere com'è fatta la costa. Perché non è uguale da nessuna parte.
Come si entra in mare a Sharm: flat reef, sabbia, pontile
Il flat reef, quello che quasi nessuno ti spiega
In molti hotel di Sharm trovi un'entrata in mare degradante. La gente legge "entrata graduale" e pensa alla sabbia soffice delle spiagge italiane. Invece sotto i piedi ci sono roccette, sassi e piastre coralline: quello è l'inizio del flat reef.
Il flat reef è la parte piatta e poco profonda della barriera, quella vicina alla superficie, tra la costa e il bordo esterno. È la zona dove l'acqua arriva al ginocchio o alla vita.
Si forma per un motivo semplice: il corallo non può crescere fuori dall'acqua. Nella parte iniziale, dove l'acqua è bassa, crescono coralli piccoli — quelli che senti sotto i piedi entrando. Quando la barriera raggiunge il livello della bassa marea smette di crescere verso l'alto e si allarga verso il largo, formando un vero e proprio terrazzo sommerso.

Dopo qualche decina di metri il fondale si interrompe di colpo e scende in profondità: quello è il drop-off. Ed è lì che inizia la parte spettacolare, con pareti di corallo, branchi di pesci e l'azzurro che si fa sempre più intenso.

Il flat reef andrebbe sempre attraversato nuotando, mai camminando: è così che il corallo si rompe e che ci si ferisce. Nella realtà, in molti hotel la gente ci cammina sopra — anche perché sono gli hotel stessi a vendere come "spiaggia" quello che è un flat reef.
Le zone dove la sabbia è vera
La maggior parte degli hotel di Sharm ha il flat reef davanti, ma ci sono anche due zone con sabbia vera, tipo Jesolo o Fregene: Sharm el Maya e Naama Bay. Lì entri camminando, l'acqua sale piano e per un bel pezzo resti in piedi.
C'è però una cosa importante da sapere: in quelle due zone la barriera corallina non c'è. Se vieni per lo snorkeling, scegli altro.
Nabq, dove il flat reef è lungo un chilometro
Una particolarità di Sharm è che non tutti i flat reef sono lunghi 120 o 150 metri. Nella zona di Nabq possono arrivare al chilometro. Per raggiungere la barriera vera, in alcuni hotel serve un pontile lunghissimo.
Pontile e scalinata
Dal pontile ti ritrovi subito su acqua profonda. È comodissimo — niente flat reef da attraversare, zero rischio di calpestare il corallo — ma non è per tutti: chi ha paura dell'acqua alta o poca dimestichezza con la scaletta lo vive male. La scalinata sulla roccia è un'altra cosa ancora, e riguarda soprattutto Hadaba e Ras Um Sid, dove gli hotel stanno sopra una falesia.
Da ricordare: prima di prenotare chiedi se si entra da spiaggia, da pontile o da scalinata. Cambia tutto, e le foto sul sito dell'hotel non te lo dicono quasi mai.
Le tre domande da fare all'hotel prima di prenotare
La prima è com'è l'accesso al mare. Spiaggia sabbiosa, pontile con scaletta o scalinata sulla roccia non sono dettagli: decidono chi può entrare in acqua e come. Falla per iscritto.
La seconda è quanto dista il drop-off. Alcuni hotel hanno davanti un flat reef lunghissimo e per arrivare al bordo devi nuotare parecchio sopra acqua bassa. Altri ce l'hanno a venti metri dal pontile. È la differenza tra "faccio un salto in acqua" e "organizzo un'uscita".
La terza è quanto è esposta la zona. Alcune baie reggono quasi qualunque condizione, altre diventano inutilizzabili appena si alza il vento da nord. Se vai in un periodo ventoso questa domanda vale più di tutte le stelle dell'hotel: zona per zona lo trovi in Che tempo fa a Sharm, dove puoi cercare direttamente il nome del tuo albergo.
Hotel con la migliore barriera corallina a Sharm
Questa è la sezione che vale tutte le altre messe insieme. A Sharm l'hotel non decide solo dove dormi: decide quante volte entrerai in acqua. Chi ha il reef davanti ci va tre volte al giorno, anche solo mezz'ora prima di cena. Chi non ce l'ha finisce per fare due escursioni in una settimana e tornare a casa dicendo che il Mar Rosso era bello ma si vedeva poco.
Qui sotto ci sono gli hotel che abbiamo visitato e filmato uno per uno. Per ognuno trovi come si entra in acqua, perché è quello il dato che nessuno ti dà.
Montazah
Per noi una delle zone migliori di Sharm, e non è un'opinione di comodo: la barriera è bella davvero, piena di pesce, e ci arrivi direttamente dall'hotel senza nessuna procedura. È la zona dove il rapporto tra quanto cammini e cosa vedi è più conveniente di tutta la città.
- Sensatori — spiaggia enorme e curata, pontile per lo snorkeling, vista su Tiran. Il reef qui l'abbiamo definito un capolavoro, e non lo diciamo spesso.
- Baron Resort e Baron Palms — spiaggia enorme con vera privacy tra gli ombrelloni ed entrata graduale sabbiosa. Barriera fra le più belle di Sharm, ma attenzione: niente pontile, per arrivare al reef ci si nuota sopra.
- Sunrise Remal Beach — spiaggia lunghissima con tratti dove entri gradualmente, e più avanti il pontile per lo snorkeling. Basta spostarsi di pochi metri per trovare sabbia tranquilla.
- Charmillion Sea Life — spiaggia e pontile, barriera buona ma non la migliore di Sharm. Lo scriviamo come l'abbiamo visto.
Shark's Bay
Il nome spaventa, ma con gli squali non c'entra niente. È la baia con l'entrata più dolce che troverai, riparata, con piccole insenature e molti hotel eleganti dotati di pontile. È la zona da scegliere se viaggi con bambini, se nuoti poco o se è la tua prima volta con la maschera: qui entrano in acqua anche quelli che al momento di partire dicevano di no.

- Sheraton — al confine con il Domina, la "spiaggia" è costruita con sabbia portata sopra una barriera bellissima. Si entra dal pontile, illuminato anche di notte, e vicino c'è una spiaggetta sabbiosa per i bambini. Snorkeling di livello alto.
- Xperience Sea Breeze — la spiaggia è piccola e di sabbia portata, ma il punto di Shark's Bay in cui si trova è uno dei migliori di tutta Sharm: coralli e pesci in quantità già a pochi metri dalla riva. Il pontile è in legno vero, solido, non di quelli in plastica che ballano col mare mosso.
- Sunrise White Hills — si accede dal pontile, con una piccola spiaggia a entrata graduale come alternativa. Barriera fra le più belle che abbiamo visto, e a inizio dicembre si faceva snorkeling senza muta.
- Umbi Sharks Bay Diving Village — niente bagno diretto dalla spiaggia: si sale sul pontile, si scendono le scalette e si entra da lì, dentro un corridoio segnato da corde e boe. Reef tra i migliori visti nei resort di Sharm.
- Domina Coral Bay — il pontile più grande che abbiamo mai visto, con due piscine salate al centro, e una barriera fra le più belle del canale. Qui sembra di nuotare dentro un acquario.
- Hilton Sharks Bay — pontile galleggiante che attraversa il reef fino alla piattaforma delle attività.
- Royal Savoy — due spiagge, pontili e un'area di balneazione protetta da una rete, dove si nuota senza finire in acque aperte. Utile se viaggi con bambini.
- Sunrise Arabian Beach — ottimo per lo snorkeling, meno per chi cerca la spiaggia larga.
- Pyramiza — spiaggia e barriera sono il vero punto forte, con più tratti collegati e un pontile. Occhio alla corrente su un lato: conviene nuotare prima controcorrente, così al ritorno ti riporta lei.
Da segnalare anche il Grand Rotana, in questa stessa zona, che non abbiamo ancora recensito.
Ras Um Sid
È la baia più richiesta da chi viene a Sharm per la barriera, e il motivo è semplice: hai il reef davanti e ci entri direttamente, senza il mezzo chilometro di pontile di Nabq e senza dover prendere una barca. In più è la zona più riparata dal vento di tutta la città, cosa che in inverno e primavera pesa parecchio.
C'è però un paradosso da conoscere. Vista da fuori — dalla strada in alto, o dalla terrazza del Farsha — la barriera di Ras Um Sid regala forse i colori più belli di tutta Sharm: il disegno del reef si legge sotto il pelo dell'acqua senza nemmeno bagnarsi. Quando invece ci nuoti sopra, il pezzo migliore non sta davanti a nessun albergo. Sta sulla sinistra, nell'area dell'Al Fanar, che non appartiene a nessun hotel: c'è un pontile, c'è un diving, e lì la barriera è la più bella della baia.


Attenzione a non confonderli in fase di prenotazione: Al Fanar è quell'area di spiaggia, il Jaz Fanara è un hotel. Nomi quasi identici, nella stessa baia, per due posti diversi — a Sharm capita spesso.
Poi due cose dette per onestà. La prima: davanti agli hotel la barriera non è tra le più belle di Sharm, perché la baia è molto frequentata dalle barche e negli anni il passaggio continuo ha lasciato il segno sul corallo.
La seconda riguarda l'accesso, ed è il motivo per cui vale la pena leggere fin qui. Questa è esattamente una di quelle situazioni in cui ti dicono "si entra in acqua dalla spiaggia" ed è vero solo a metà: in diversi tratti non stai nuotando, stai camminando sul flat reef. Al Jaz Fanara trovi più sabbia; al Faraana molto più flat reef, con i piedi sulle piastre coralline dopo pochi passi. L'unico hotel della baia con il pontile è il Reef Oasis Beach: dagli altri due bisogna nuotare sopra il flat reef, più facile con l'alta marea, rischioso con la bassa.
- Reef Oasis Beach Sentido — spiaggia di sabbia adatta ai bambini e pontile flottante di un centinaio di metri per arrivare comodamente al reef. La baia è molto protetta, quindi difficilmente trovi onde che rendono difficile l'accesso. Il punto snorkeling si chiama Reef Garden.
- Faraana Reef — spiaggia privata che si raggiunge da una scalinata. L'entrata è sabbiosa ma con sassi, perché è flat reef: per arrivare all'acqua profonda bisogna nuotare sopra la barriera, e nei giorni di bassa marea è difficile o proprio impossibile. Niente pontile. È l'hotel della baia dove le scarpette servono di più.
- Jaz Fanara — più sabbia che flat reef, ed è uno degli hotel più amati dagli italiani. Il punto debole è che la spiaggia è la più piccola della baia: si sta accalcati. Se la privacy in spiaggia conta, guarda Faraana o Reef Oasis.
Da ricordare: "accesso diretto al mare" qui non vuol dire sabbia fino al drop-off. Chiedi all'hotel quanti metri di flat reef ci sono prima dell'acqua alta, e mettile in valigia, le scarpette.
Hadaba
Attaccata a Ras Um Sid, ma è un'altra zona e conviene non confonderle in fase di prenotazione. Qui il vento arriva a folate irregolari invece che quasi mai, e l'accesso al mare cambia parecchio da un hotel all'altro — c'è chi entra dalla spiaggia, chi da un pontile, chi deve scendere una scalinata. La differenza tra le due zone, vento compreso, è spiegata in Che tempo fa a Sharm.
- Albatros Sharm — qui non serve il pontile: si entra in acqua direttamente dalla spiaggia, cosa che in altri alberghi della zona non è possibile. La barriera non è subito davanti, ma poco più avanti verso Ras Mohammed.
- Queens Sharm Resort — a pochi minuti dal Farsha Café e dalla città vecchia. Il corpo centrale è direttamente sul mare: la barriera è bella quanto quella dei vicini più blasonati e per noi meglio di quella di Naama Bay. Dal pontile la vista è uno spettacolo, ma con le onde attraversarlo diventa una piccola avventura.
- Sharm Plaza — barriera e spiaggia sono il vero punto forte. C'è un pontile piccolo, solido nella prima parte, e una spiaggetta più raccolta.
Nabq
Reef ampio e pochissima gente in acqua: se cerchi spazio, è la tua zona. Ha però due limiti da mettere in conto. È la più esposta al vento, e in alcuni punti la bassa marea lascia il flat reef talmente basso da rendere l'ingresso scomodo in certe ore — non tanto per te, quanto per il corallo, che a quel punto è impossibile non toccare.
- Rixos Premium Seagate — il pontile più lungo di Sharm, oltre il chilometro. Una volta arrivato in fondo ti ritrovi circondato da pesci e coralli. Come contorno, un'area snack sul mare dove cucinano davanti a te.
- Royal Rehana — pontile e snorkeling, con la spiaggia che è il volto tipico di Nabq.
- Pickalbatros Laguna Vista — spiaggia e snorkeling sono il compromesso classico della zona.
Naama Bay
Il centro di Sharm: spiaggia sabbiosa, tutti i servizi, ristoranti, negozi, ed è da qui che parte la maggior parte delle barche. Il reef davanti alla baia però non è granché. Se vieni per lo snorkeling e basta, non è la scelta giusta. Se vuoi anche uscire la sera e avere tutto a portata di piedi, è imbattibile — e le escursioni le prenoti sotto casa.
- Mövenpick Naama Bay — la spiaggia è il vero punto forte dell'hotel.
- Approfondimento sulla zona: Naama Bay.
Sul nostro canale YouTube trovi le video-recensioni di questi hotel, con le riprese della barriera davanti a ciascuno: è il modo più rapido per vedere com'è fatto davvero l'accesso al mare prima di prenotare.
I reef dove arrivi a piedi
Trenta secondi per capire dove puoi arrivare a nuoto e dove no.
| Reef | Come ci arrivi | Per chi |
|---|---|---|
| Shark's Bay | A piedi, entrata dolce | Prima volta, bambini |
| Near Garden | A piedi, riparato | Famiglie, nuotatori tranquilli |
| White Knight Beach | A piedi | Chi cerca spazio e poca gente |
| Far Garden | A piedi, solo con mare calmo | Foto e action cam |
| Ras Um Sid | A piedi, flat reef da attraversare | Chi è già a suo agio |
| Ras Mohammed | Solo in barca | Tutti, il meglio in assoluto |
| Isola che Non C'è | Solo in barca | Principianti e famiglie |
| Jackson Reef (Tiran) | Solo in barca, con guida | Chi sa nuotare bene |
| Gordon, Woodhouse, Thomas | Solo in barca | Soprattutto subacquei |
| Shark Reef e Yolanda | Solo immersione | Brevettati con esperienza |
Shark's Bay è il posto dove mandiamo chi non l'ha mai fatto. Il fondale davanti agli hotel digrada piano, il mare è riparato e la barriera arriva vicina.
Near Garden è la versione riparata e tranquilla del Far Garden: il reef è più basso e più vicino, quindi stai comodo senza doverti allontanare. Buona alternativa con i bambini nei giorni in cui Shark's Bay è affollata.
Far Garden vale la pena solo con mare calmo, ma quando le condizioni ci sono è il posto delle foto.
White Knight Beach ha un reef buono e soprattutto spazio. Se nuotare in mezzo ad altre venti persone ti rovina l'esperienza, è l'indirizzo giusto.
Ras Um Sid ha la parete che parte a pochi metri dalla riva, ma prima c'è il flat reef da attraversare: con la bassa marea diventa scomodo e rischi di rovinare il corallo.
Da ricordare: Shark's Bay per iniziare, Ras Um Sid quando sei a tuo agio, Far Garden solo con mare calmo. E in tutti e tre le scarpette servono.
I reef dove serve la barca

L'Isola che Non C'è
Tra il reef davanti all'hotel e la giornata piena a Ras Mohammed c'è una via di mezzo che quasi nessuno considera. L'Isola che Non C'è non è un'isola: è una lingua di sabbia che affiora e cambia forma ogni giorno, dentro le acque del Parco di Ras Mohammed. Intorno il fondale è sabbia chiara e l'acqua è bassissima, ed è per questo che il turchese lì sembra finto anche nelle foto non ritoccate.
Per arrivare all'isolotto si nuota cinque minuti in acqua calma. Le due soste di snorkeling della giornata, invece, sono in acqua profonda: si fanno col salvagente, e chi non nuota viene accompagnato dalla guida tenendolo. È questo che la rende l'uscita giusta per la prima volta in mare aperto o per chi viaggia con bambini — non il fondale, ma il fatto che nessuno ti lascia solo.
L'escursione all'Isola che Non C'è · 10 cose da sapere prima di andarci
Parco Nazionale di Ras Mohammed
È il punto in cui il Sinai finisce e il mare si apre. Le pareti scendono a picco per decine di metri e la quantità di pesce non è paragonabile a niente di quello che vedi davanti all'hotel.
Per lo snorkeling i punti migliori sono le zone riparate del parco, dove la barca si ferma sopra un fondale già ricchissimo a pochi metri di profondità. Non serve scendere: il meglio sta nei primi cinque metri.

L'ingresso al parco si paga a parte, in contanti al cancello. Quasi tutte le escursioni lo includono già, ma chiedilo sempre prima di prenotare.
Tutti i punti di immersione e snorkeling, le spiagge e la parte via terra — Porta di Allah, Lago Magico, mangrovie — stanno nella guida completa a Ras Mohammed. L'uscita con guida in acqua e ingresso incluso è questa.
Isola di Tiran
Tiran sta nello stretto tra Egitto e Arabia Saudita, e l'acqua lì è più limpida che sotto costa. Il paesaggio è diverso da Ras Mohammed: meno pareti ripide, più giardini di corallo colorati e formazioni che arrivano quasi in superficie. È anche l'uscita in cui capita più spesso di incontrare tartarughe.
Attorno all'isola ci sono quattro reef, e non sono tutti per tutti. Jackson Reef è il più a nord, riconoscibile perché nella parte alta è ancora incastrato il relitto della Lara, una nave da trasporto finita sopra il reef all'inizio degli anni Ottanta; le correnti qui sono spesso forti, quindi si fa snorkeling solo con il mare giusto e con la guida in acqua, mai per conto proprio. Gordon, Woodhouse e Thomas hanno pareti spettacolari e correnti serie: sono soprattutto siti da immersione, e in snorkeling si vedono nelle giornate buone con gruppi accompagnati.

La giornata in barca tra i giardini di corallo dello stretto
Ras Mohammed o Tiran: quale scegliere
Ras Mohammed è il posto delle pareti verticali e del pesce grosso. Il fondale sparisce sotto di te e la sensazione è quella di stare sospeso sul vuoto: ad alcuni piace moltissimo, ad altri per niente.
Tiran è più orizzontale. I coralli stanno più vicini alla superficie, quindi sono più illuminati e più colorati, e per le foto è meglio. Il mare è spesso più limpido, perché sei lontano dalla costa.
Quindi: un solo giorno e voglia di spettacolo, Ras Mohammed. Colori, acqua trasparente e un'uscita più rilassata, Tiran — che con bambini piccoli è anche più gestibile. Se hai tempo per due uscite, falle in quest'ordine: prima Tiran per prendere confidenza, poi Ras Mohammed.
Shark's Bay non è Shark Reef
Qui c'è un equivoco che ogni stagione genera prenotazioni sbagliate, e nessuno lo spiega.
Shark's Bay è la baia tranquilla per principianti, quella degli hotel con il pontile. Shark Reef sta dentro Ras Mohammed, è una parete che precipita per centinaia di metri, ha corrente costante e si affronta in immersione intorno ai venti metri, lasciandosi trasportare. È roba per subacquei brevettati con esperienza.
Attaccato a Shark Reef c'è Yolanda Reef, dove nel 1980 affondò la nave Yolanda rovesciando il carico: sul fondale ci sono ancora sanitari, water e vasche da bagno sparsi tra il corallo. È uno dei siti più famosi del Mar Rosso, e si vede solo con le bombole.
Se in un'escursione ti propongono "Shark Reef in snorkeling", stai parlando con qualcuno che non sa di cosa parla.
Da ricordare: a Shark's Bay ci arrivi a piedi, a Shark Reef ci arrivi con un brevetto.
Cosa vedi nei primi cinque metri
Nei primi metri il reef è già pieno: pesci chirurgo in gruppi compatti, pesci pappagallo azzurro-verdi che mordicchiano il corallo — quel raschiamento che senti sott'acqua sono loro — farfalla e angelo, e negli anemoni i pesci pagliaccio, che non si spostano mai: se ne vedi uno, il giorno dopo è ancora lì. Verso il drop-off cambiano le taglie: cernie appoggiate sul fondo, qualche barracuda solitario, e con fortuna un banco di carangidi in caccia. Le dieci che incontri più spesso, con le foto, sono qui: i 10 pesci più simpatici del Mar Rosso.
La foto migliore che porti a casa, però, non è un pesce. È la Tridacna, la vongola gigante: incastrata nel corallo, larga anche mezzo metro, con le labbra di un blu-verde iridescente che sembra finto. Si richiude piano quando la tua ombra le passa sopra. Non toccarla e non provare a farla chiudere apposta — è un animale che vive decenni ed è protetto. Nessuno te la indica: la trovi solo se sai che esiste.
Le specie da non toccare
La regola pratica è una: quello che sta fermo e si lascia avvicinare è quasi sempre quello che punge. Pesce pietra, pesce leone, balestra titano e chirurgo sohal li trovi uno per uno — con cosa fare se ti caricano — qui: 10 pesci pericolosi del Mar Rosso.
Ne aggiungo uno che in quella lista non c'è, perché non è un pesce: il riccio diadema, nero, con gli aculei lunghi e sottili. Sta nelle fessure del reef e in controluce, col sole basso, si vede malissimo. È la seconda ragione per cui le scarpette contano. La prima è il pesce pietra.
Tartarughe, delfini e squali
Le tartarughe verdi si vedono, e si vedono spesso. I punti migliori sono Naama Bay e Nabq, dove ci sono le distese di posidonia di cui si nutrono.
Delfini e squali balena sono un'altra storia: passano, ma quando vogliono loro. Nessuno può garantirteli, e se qualcuno te li garantisce in fase di prenotazione stai parlando con la persona sbagliata.
Sugli squali di barriera: esistono, stanno al largo e in profondità, e non frequentano le baie dove si fa snorkeling. È un tema che genera molta ansia e merita una risposta seria, che trovi in Squali in Egitto e a Sharm.
Da ricordare: guardare va bene, toccare no. Vale per i coralli, per le tartarughe e per tutto il resto.
Perché il reef di Sharm è fatto così
La barriera del Mar Rosso è lunga più di 2.000 chilometri: parte dal Golfo di Aqaba e scende fino al Sudan. Sharm capita esattamente nel punto in cui questa striscia di corallo si avvicina di più alla riva — ed è tutta qui la ragione per cui ce l'hai davanti all'hotel.
Il motivo per cui qui c'è tanta vita è più banale di quanto sembri: acqua calda tutto l'anno e zero piogge, quindi nessun fiume che scarica fango e intorbida l'acqua. Il corallo campa di luce, e qui la luce arriva sempre. Per darti le proporzioni: tutte le barriere coralline del pianeta messe insieme coprono appena 280.000 chilometri quadrati, meno dell'Italia, e lì dentro vivono 4.000 delle 27.000 specie di pesci conosciute al mondo.
C'è poi una cosa che quasi nessuno sa. Quando diciamo "corallo del Mar Rosso" stiamo usando la parola sbagliata: il corallo vero, quello dei gioielli, è il Corallium rubrum e cresce nel Mediterraneo. Quello che vedi a Sharm sono madrepore e coralli molli, animali imparentati alla lontana con le meduse. Sembra una pignoleria, ma serve a mettere a fuoco una cosa: sono organismi vivi e fragili, non pietre colorate su cui appoggiare una pinna.
Sott'acqua riconoscerai due grandi famiglie. I coralli duri sono quelli rigidi, che costruiscono la barriera: rami, cupole, dischi. I coralli molli ondeggiano con la corrente, morbidi, spesso di colori più accesi, e sono loro a rendere il Mar Rosso così fotogenico. Non serve imparare i nomi latini: ti bastano tre forme che riconosci al primo colpo, quello a lattuga, che sembra davvero un cespo aperto, quello a cervello, tondo e pieno di solchi, e il corallo dito, rosato, a rametti corti. In tutto il Mar Rosso ci sono oltre 250 specie di corallo, e l'8% non esiste in nessun altro mare del pianeta.
Poi c'è una terza categoria che conviene imparare a riconoscere subito: il corallo di fuoco, genere Millepora. Giallo-crema, superficie liscia, bordi bianchi. Non è nemmeno un vero corallo ma un idrozoo, parente stretto delle meduse, e infatti punge. Non è pericoloso, però brucia parecchio e il bruciore dura ore. Se vedi quel giallo, stagli lontano.
I nomi che usano i pescatori
I locali hanno una parola precisa per ogni tipo di formazione, e sentirle in barca senza capirle è un peccato. Sha'ab è una grande barriera lungo la costa. Erg è un torrione isolato che arriva quasi in superficie, gota la stessa cosa ma più piccola, sha'abrur un reef stretto e lungo. E poi c'è l'habili, che significa "non nato": un torrione che resta sommerso, invisibile dalla superficie.

È esattamente il motivo per cui le barche serie non calano mai l'ancora a caso ma si attaccano alle boe fisse. Sotto potrebbe esserci un habili, e l'ancora lo distruggerebbe.
Il corallo è fragilissimo: le specie più veloci, come l'Acropora, crescono circa 15 centimetri l'anno, quelle massicce come le Porites meno di uno. Ogni danno si paga in anni.
Quando andare: il vento conta più della marea
Primavera e autunno danno il miglior equilibrio: acqua ancora calda, aria sopportabile, meno gente. D'estate l'acqua sta sui 28-30 gradi e puoi restare a mollo per ore, ma fuori si soffoca e i reef famosi sono pieni di barche. D'inverno l'acqua scende sui 21-23: gradevole per i primi dieci minuti, poi il freddino si fa sentire. Se fai più di un'uscita al giorno tra dicembre e febbraio, mettiti una muta da 3 millimetri; in tutte le altre stagioni una lycra a maniche lunghe basta e avanza.
Detto questo, a Sharm non è la stagione a decidere se entri in acqua: è il vento. Quello da nord alza l'onda, e quando soffia forte i reef esposti diventano inutilizzabili — acqua torbida, corrente lungo riva, visibilità azzerata. Le baie più riparate, come Ras Um Sid e Shark's Bay, reggono quasi sempre. Quanto soffia nella zona del tuo hotel, stagione per stagione, lo trovi in Che tempo fa a Sharm.
La marea conta in un caso solo, ma è un caso che riguarda molti hotel: le lagune basse e i flat reef lunghi, dove con la bassa l'acqua sopra il corallo si riduce a pochi centimetri. Lì il problema non sei tu, è il corallo — passarci sopra senza toccarlo diventa impossibile. Meglio aspettare qualche ora.
Sicurezza in acqua
La regola che conta di più: se nuoti in autonomia oltre l'area segnalata, la boa di segnalazione non è un optional. È prevista dalle norme CDWS, e il motivo non sono gli squali ma le barche, che dalla superficie una testa a pelo d'acqua non la vedono. Con la guida, la boa la porta lei.
C'è poi un rischio di cui non parla nessuno: le maschere granfacciali, quelle integrali che coprono tutto il viso e si trovano in qualunque negozio di sport. Sono comodissime in acqua bassa e vicino a riva. Diventano un problema quando ti allontani, perché in caso di panico non si tolgono in fretta come una maschera normale, non permettono di espirare in modo controllato e alcuni modelli economici accumulano anidride carbonica se il respiro accelera. Per un giro sul reef davanti all'hotel vanno bene. Per un'uscita in barca, meglio maschera e boccaglio tradizionali.
Se il tema sicurezza ti riguarda più in generale, la risposta completa è in È sicuro andare a Sharm el Sheikh.
Attrezzatura: cosa portare e quando servono le scarpette
Maschera e boccaglio tuoi, se ce li hai e se ci stanno in valigia: la maschera che fa il vuoto sul tuo viso non è sostituibile con quella del noleggio. Poi una lycra a maniche lunghe, le scarpette, un asciugamano. E se porti la action cam, portati anche un galleggiante da polso: sul fondo, a dieci metri, non la recupera nessuno. La lista completa è in cosa mettere in valigia.
Le scarpette servono quando entri dalla spiaggia camminando e incontri sassi o tratti di scoglio: a Ras Um Sid, Far Garden e White Knight sono caldamente consigliate, perché c'è del flat reef da attraversare. Non servono se entri da un pontile o dalla barca, mettendo le pinne da seduto, perché i piedi non toccano mai il fondo. Nel dubbio portale.
Le regole sul reef e gli errori più comuni
Mai toccare, mai appoggiarsi, mai calpestare — nemmeno "solo un secondo per sistemare la maschera". Se devi fermarti, torna verso l'acqua alta e resta a galla. Corpo orizzontale e pinne che si muovono in alto, non verso il basso. E niente flash ravvicinati agli animali.
L'errore più frequente, però, sta prima: scegliere l'hotel guardando le foto della spiaggia invece di chiedere com'è l'accesso al mare. Il secondo è comprare l'escursione dal primo che te la propone in strada, senza sapere se ha licenza, se la guida entra in acqua e se l'ingresso al parco è compreso.
Poi ce n'è uno che quasi nessuno considera: la crema solare. Le formulazioni comuni contengono filtri chimici che sul corallo fanno danni, e in acqua bassa la concentrazione non è trascurabile. Una lycra a maniche lunghe risolve il problema alla radice, perché ti copre senza doverti spalmare niente.
L'ultimo riguarda i souvenir. Raccogliere coralli, conchiglie o stelle marine e portarli fuori dall'Egitto è vietato, e ai controlli in aeroporto la cosa non finisce con una tirata d'orecchie. Il souvenir giusto è la foto.

Gli altri, uno per uno: 10 cose da non fare a Sharm.
Come sta il reef nel 2026
Su Internet leggerai ovunque la stessa frase: il Mar Rosso è immune al riscaldamento globale. È una mezza verità, e vale la pena raccontarla per intero.
Il Golfo di Aqaba, la lingua di mare a nord di Sharm, è considerato dagli scienziati un vero rifugio corallino: i suoi coralli sopportano temperature che altrove farebbero stragi. Per anni li hanno chiamati "supercoralli".
Poi, nell'estate del 2024, hanno sbiancato anche loro per la prima volta. Lo sbiancamento funziona così: dentro il corallo vivono alghe microscopiche che gli danno nutrimento e colore, e quando l'acqua resta troppo calda troppo a lungo il corallo le espelle e diventa bianco. Non è morto, è in emergenza — se la temperatura rientra le riprende, altrimenti muore.
In quel caso la maggior parte si è ripresa e solo una piccola parte è morta. Il messaggio corretto quindi non è né "va tutto bene" né "è finita": i reef del Mar Rosso settentrionale restano tra i più resistenti del pianeta, ma il margine si è ristretto anche qui.
E non è solo una questione ambientale. In Egitto il turismo legato ai coralli vale miliardi di dollari l'anno: la salute di questa barriera e il lavoro di migliaia di persone a Sharm sono esattamente la stessa cosa.
Se vuoi controllare la situazione prima di partire, la NOAA pubblica ogni giorno la temperatura del mare e il livello di allerta per l'Egitto.
Sharm, Hurghada o Marsa Alam
Sharm vince per varietà: reef sotto l'hotel, pareti scenografiche a mezz'ora di barca e tutti i servizi che vuoi. Hurghada ha un mare più calmo e piatto, ottimo per chi è alle primissime armi, ma i reef sotto costa sono meno ricchi e il meglio sta sulle isole, quindi la barca serve quasi sempre. Marsa Alam è la più selvaggia, con reef intatti e più possibilità di incontrare animali grandi, al prezzo di trasferimenti più lunghi e molti meno servizi.
E se sei a Sharm ma vuoi cambiare scenario per un giorno, c'è Dahab con il Blue Hole a un paio d'ore di strada.
Hurghada: cosa sapere · Marsa Alam: la guida onesta · Snorkeling e diving a Dahab · L'escursione a Dahab e Blue Hole
Alla fine il punto è sempre lo stesso: a Sharm la barriera è a portata di mano, ed è proprio per questo che è facile rovinarla senza accorgersene. Scegli l'hotel guardando l'accesso al mare e non le foto della spiaggia, mettiti la lycra, e non appoggiare i piedi.
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