Scritto da Omar
Staff Buongiorno Egitto, ufficio di Sharm el Sheikh
Pubblicato: 20 settembre 2026
Aggiornato: 11 ottobre 2026
In breve
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Vedi hotel e pacchetti"Qual è la barriera corallina più bella di Sharm el Sheikh?" è la prima cosa che mi chiedono tutti, su WhatsApp e sotto i video. Ed è anche la domanda che frega, perché la risposta vera non riguarda il reef: riguarda l'hotel che hai prenotato.
A Sharm i reef non sono tutti uguali e non tutti gli hotel hanno lo stesso accesso al mare. In alcuni ti basta una breve nuotata dalla spiaggia e sei già sulla barriera. In altri, come al Rixos Premium Seagate, devi percorrere un pontile più lungo di un chilometro. In altri ancora una vera barriera davanti non c'è proprio, e allora conviene spostarsi con un'escursione o scegliere un beach club con accesso al reef.
Prima di dirti quali hotel hanno la barriera migliore, però, devi sapere com'è fatta la costa. Perché non è uguale da nessuna parte. Non fare come quelli che leggono solo la lista degli hotel e poi mi scrivono dal pontile chiedendo dove sono finiti i pesci.
Cos'è la barriera corallina di Sharm e perché qui è speciale
La barriera del Mar Rosso è lunga più di 2.000 chilometri: parte dal Golfo di Aqaba e scende fino al Sudan. Sharm el Sheikh sta esattamente nel punto in cui questa striscia di corallo si avvicina di più alla riva. È tutta qui la ragione per cui ce l'hai davanti all'hotel, cosa che a Hurghada, per dire, non succede quasi mai.
Il motivo per cui qui c'è tanta vita è più banale di quanto sembri: acqua calda tutto l'anno, mai sotto i 22 gradi, e zero piogge, quindi nessun fiume che scarica fango e intorbida l'acqua. Il corallo campa di luce, e qui la luce arriva sempre. Per darti le proporzioni: tutte le barriere coralline del pianeta messe insieme coprono meno dell'Italia, e lì dentro vive un pesce su sette tra quelli conosciuti al mondo. Solo nel Parco di Ras Mohammed sono state contate più di 220 specie di corallo, e lungo la barriera egiziana vivono 325 specie di pesci di barriera, il 17% delle quali non esiste altrove.
Dal dicembre 2025, con il decreto del Primo Ministro n. 4419, l'Egitto ha dichiarato area marina protetta l'intera barriera frangente del Mar Rosso, tutti i 2.000 chilometri. Il turismo legato al reef vale circa 7 miliardi di dollari l'anno: la salute di questa barriera e il lavoro di migliaia di persone a Sharm sono esattamente la stessa cosa.
Una barriera frangente, a piedi dall'hotel
Quella di Sharm è una barriera frangente: una piattaforma dura che arriva quasi a riva, resta bassa per qualche decina di metri (o per un chilometro, a Nabq) e poi cade nel blu con una parete. Non è una laguna con l'isolotto di corallo al largo, come nelle foto della Polinesia. È questo che la rende comoda, perché ci arrivi a piedi dall'hotel, ed è questo che la rende fragile, perché la parte bassa è quella che tutti calpestano.
Frangente, barriera, atollo: i tre tipi di reef
Le barriere coralline del mondo si dividono in tre famiglie, e capire a quale appartiene Sharm spiega quasi tutto di come si fa il bagno qui.

La barriera frangente cresce attaccata alla costa: dalla spiaggia parte subito la piastra corallina, bassa e larga, e al suo bordo esterno il fondale precipita. È la forma tipica del Mar Rosso e di Sharm. Tra te e il corallo vivo non c'è acqua profonda da attraversare in barca, solo il flat reef da passare a nuoto.
La barriera vera e propria (quella che in inglese chiamano barrier reef) è separata dalla terra da una laguna, a volte larga chilometri e profonda decine di metri. Per raggiungere il reef serve un'imbarcazione, e la laguna in mezzo è sabbia e acqua calma. È il caso della Grande Barriera australiana. Secondo la teoria di Darwin è la fase successiva di una frangente, quando la costa lentamente sprofonda e il corallo, che cresce verso l'alto per restare nella luce, si stacca dalla riva.
L'atollo è l'ultimo stadio: un anello di corallo intorno a una laguna, con nessuna terra in mezzo. Sotto c'è un vulcano ormai sprofondato, e il reef ha continuato a crescere sui suoi fianchi per migliaia di anni. Le Maldive sono atolli. Nel Mar Rosso di atolli veri ce n'è praticamente uno solo, Sanganeb, al largo di Port Sudan.
Il Mar Rosso è quasi tutto frangente perché le sue coste sono giovani e ancora in sollevamento, non in sprofondamento: la spaccatura tra Africa e Arabia si sta allargando. Per te, turista, si traduce in una cosa semplice: la barriera è a pochi metri dalla spiaggia, ma la parte che attraversi a piedi è anche la più fragile.
Intorno a Sharm ci sono quattro barriere da distinguere subito, perché in barca te le venderanno con nomi confusi.
Ras Mohammed è il parco nazionale all'estremità sud del Sinai, il primo dell'Egitto, istituito nel 1983: 480 chilometri quadrati, di cui 345 di mare, a 12 chilometri da Sharm. Qui le pareti scendono a picco e il pesce è di un'altra categoria.
Lo stretto di Tiran, a nord-est, tra il Sinai e l'isola di Tiran: quattro reef in fila (Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon) in un canale largo 13 chilometri, con un passaggio, l'Enterprise Passage, che scende a 290 metri. Le correnti a volte fanno paura anche ai sub. È l'uscita dei colori, dell'acqua limpida e, per gli immersionisti, degli squali martello in estate.
Ras Um Sid, la punta sotto il faro, a dieci minuti da Naama Bay: il reef da riva più richiesto della città, riparato dal vento, con una parete che parte a pochi metri dalla spiaggia.
Naama Bay, il centro di Sharm: mare calmo, sabbia fine e un reef povero, calpestato per trent'anni. Due guide italiane che oggi stanno in prima pagina su Google la descrivono come "rinomata per la barriera corallina". Non è vero, e chi ci vive lo sa.
Corallo, madrepore e corallo di fuoco
Quando diciamo "corallo del Mar Rosso" stiamo usando la parola sbagliata: il corallo vero, quello dei gioielli, è il Corallium rubrum e cresce nel Mediterraneo. Quello che vedi a Sharm sono madrepore e coralli molli, animali imparentati alla lontana con le meduse. Sembra una pignoleria, ma serve a mettere a fuoco una cosa: sono organismi vivi e fragili, non pietre colorate su cui appoggiare una pinna.
Sott'acqua riconoscerai due grandi famiglie. I coralli duri sono quelli rigidi, che costruiscono la barriera: rami, cupole, dischi. I coralli molli ondeggiano con la corrente, morbidi, spesso di colori più accesi, e sono loro a rendere il Mar Rosso così fotogenico. Non serve imparare i nomi latini: ti bastano tre forme che riconosci al primo colpo, quello a lattuga, che sembra davvero un cespo aperto, quello a cervello, tondo e pieno di solchi, e il corallo dito, rosato, a rametti corti. In tutto il Mar Rosso ci sono oltre 250 specie di corallo, e l'8% non esiste in nessun altro mare del pianeta.
Poi c'è una terza categoria da imparare a riconoscere subito: il corallo di fuoco, genere Millepora. Giallo-crema, superficie liscia, bordi bianchi. Non è nemmeno un vero corallo ma un idrozoo, parente stretto delle meduse, e infatti punge. Non è pericoloso, però brucia parecchio e il bruciore dura ore. Se vedi quel giallo, stagli lontano. Se ti punge: esci dall'acqua, sciacqua con acqua di mare (mai dolce, peggiora il bruciore), non strofinare, avvisa la guida che ha il kit a bordo.
Il corallo è fragilissimo: le specie più veloci, come l'Acropora, crescono circa 15 centimetri l'anno, quelle massicce come le Porites meno di uno. Una pinnata distratta su una Porites cancella più tempo di quanto ne passerai tu a Sharm in tutta la vita.
I nomi che usano i pescatori
I locali hanno una parola precisa per ogni tipo di formazione, e sentirle in barca senza capirle è un peccato. Sha'ab è una grande barriera lungo la costa. Erg è un torrione isolato che arriva quasi in superficie, gota la stessa cosa ma più piccola, sha'abrur un reef stretto e lungo. E poi c'è l'habili, che significa "non nato": un torrione che resta sommerso, invisibile dalla superficie.

È esattamente il motivo per cui le barche serie non calano mai l'ancora a caso ma si attaccano alle boe fisse. Sotto potrebbe esserci un habili, e l'ancora lo distruggerebbe. Le regole CDWS, l'ente egiziano che controlla i centri diving e snorkeling, permettono al massimo tre barche per ogni boa. A Woodhouse, per dire, di boe fisse non ce ne sono: per questo lì ci vanno solo i sub, in deriva, e le barche di snorkeling non si fermano.
Come si entra in mare a Sharm: flat reef, sabbia, pontile
Il flat reef, quello che quasi nessuno ti spiega
In molti hotel di Sharm trovi un'entrata in mare degradante. La gente legge "entrata graduale" e pensa alla sabbia soffice delle spiagge italiane. Invece sotto i piedi ci sono roccette, sassi e piastre coralline: quello è l'inizio del flat reef.
Il flat reef è la parte piatta e poco profonda della barriera, quella vicina alla superficie, tra la costa e il bordo esterno. È la zona dove l'acqua arriva al ginocchio o alla vita.
Si forma per un motivo semplice: il corallo non può crescere fuori dall'acqua. Nella parte iniziale, dove l'acqua è bassa, crescono coralli piccoli, quelli che senti sotto i piedi entrando. Quando la barriera raggiunge il livello della bassa marea smette di crescere verso l'alto e si allarga verso il largo, formando un vero e proprio terrazzo sommerso.

Dopo qualche decina di metri il fondale si interrompe di colpo e scende in profondità: quello è il drop-off. Ed è lì che inizia la parte spettacolare, con pareti di corallo, branchi di pesci e l'azzurro che si fa sempre più intenso.

Il flat reef andrebbe sempre attraversato nuotando, mai camminando: è così che il corallo si rompe e che ci si ferisce. Nella realtà, in molti hotel la gente ci cammina sopra, anche perché sono gli hotel stessi a vendere come "spiaggia" quello che è un flat reef. Il pesce e il corallo vivo stanno al bordo, dove finisce la piattaforma. Chi resta nella secca vede poco e torna a casa dicendo che Sharm è finita. Non è finita: stava dieci metri più in là.
Un'altra cosa che conta, e vale soprattutto per le lagune basse e i flat reef lunghi: con la bassa marea del pomeriggio l'acqua sopra il corallo si riduce a pochi centimetri, e passarci sopra senza toccarlo diventa impossibile. Meglio aspettare qualche ora.
Le zone dove la sabbia è vera
La maggior parte degli hotel di Sharm ha il flat reef davanti, ma ci sono anche due zone con sabbia vera, tipo Jesolo o Fregene: Sharm el Maya e Naama Bay. Lì entri camminando, l'acqua sale piano e per un bel pezzo resti in piedi.
C'è però una cosa da sapere prima di prenotare: in quelle due zone la barriera corallina non c'è. Se vieni per lo snorkeling, scegli altro. Se invece cerchi la spiaggia di Sharm senza barriera corallina per entrare in acqua con un bambino di due anni, la risposta è proprio questa: Naama Bay o Sharm el Maya.
Nabq, dove il flat reef è lungo un chilometro
Una particolarità di Sharm è che non tutti i flat reef sono lunghi 120 o 150 metri. Nella zona di Nabq possono arrivare al chilometro. Per raggiungere la barriera vera, in alcuni hotel serve un pontile lunghissimo. Nel pomeriggio, con la bassa marea, la laguna può restare con 50 centimetri d'acqua: te lo dico perché le recensioni di chi ha prenotato a Nabq "per fare snorkeling" sono le più arrabbiate che leggo.
Pontile fisso, pontile galleggiante, scalinata
Dal pontile ti ritrovi subito su acqua profonda. È comodissimo, niente flat reef da attraversare, zero rischio di calpestare il corallo, ma non è per tutti: chi ha paura dell'acqua alta o poca dimestichezza con la scaletta lo vive male. C'è anche una differenza che nessun sito di hotel scrive: il pontile fisso, in legno o cemento, e quello galleggiante, che con l'onda balla. Per una persona di settant'anni o con un ginocchio malandato la differenza è tra fare il bagno ogni giorno e non farlo mai. La scalinata sulla roccia è un'altra cosa ancora, e riguarda soprattutto Hadaba e Ras Um Sid, dove gli hotel stanno sopra una falesia.
Da ricordare: prima di prenotare chiedi se si entra da spiaggia, da pontile fisso, da pontile galleggiante o da scalinata. Cambia tutto, e le foto sul sito dell'hotel non te lo dicono quasi mai.
Le tre domande da fare all'hotel prima di prenotare
La prima è com'è l'accesso al mare. Spiaggia sabbiosa, pontile con scaletta o scalinata sulla roccia non sono dettagli: decidono chi può entrare in acqua e come. Falla per iscritto, così la risposta resta.
La seconda è quanto dista il drop-off. Alcuni hotel hanno davanti un flat reef lunghissimo e per arrivare al bordo devi nuotare parecchio sopra acqua bassa. Altri ce l'hanno a venti metri dal pontile. È la differenza tra "faccio un salto in acqua" e "organizzo un'uscita".
La terza è quanto è esposta la zona. Alcune baie reggono quasi qualunque condizione, altre diventano inutilizzabili appena si alza il vento da nord, con la bandiera rossa e il pontile chiuso. Se vai in un periodo ventoso questa domanda vale più di tutte le stelle dell'hotel: zona per zona lo trovi in Che tempo fa a Sharm, dove puoi cercare direttamente il nome del tuo albergo.
Gli hotel con la barriera corallina davanti, zona per zona
Questa è la sezione che vale tutte le altre messe insieme. A Sharm l'hotel non decide solo dove dormi: decide quante volte entrerai in acqua. Chi ha il reef davanti ci va tre volte al giorno, anche solo mezz'ora prima di cena. Chi non ce l'ha finisce per fare due escursioni in una settimana e tornare a casa dicendo che il Mar Rosso era limpido ma di pesce se n'è visto poco.
Qui sotto trovi gli hotel che abbiamo visitato e filmato uno per uno. Per ognuno c'è come si entra in acqua, perché è quello il dato che nessuno ti dà. Prima, la mappa in una riga: reef davanti all'hotel a Montazah/Ras Nasrani, Shark's Bay, Ras Um Sid, Hadaba e Nabq (lontano); niente reef a Naama Bay e Sharm el Maya.
Montazah e Ras Nasrani
Il difetto prima di tutto: la zona è vicina all'aeroporto ed è più esposta al vento di Ras Um Sid, quindi da aprile a ottobre è perfetta, d'inverno qualche giorno di bandiera rossa lo devi mettere in conto. Detto questo, per me è una delle zone migliori di Sharm, e non è un'opinione di comodo: il reef è fitto di pesce e ci arrivi direttamente dall'hotel senza nessuna procedura. È la zona dove il rapporto tra quanto cammini e cosa vedi è il più conveniente di tutta la città.
- Sensatori — spiaggia enorme e curata, pontile per lo snorkeling, vista su Tiran. Il reef qui l'ho definito un capolavoro, e non lo dico spesso.
- Baron Resort e Baron Palms — spiaggia enorme con vera privacy tra gli ombrelloni, entrata graduale sabbiosa e pontile per arrivare sull'acqua profonda senza toccare il flat reef. Barriera fra le più ricche di pesce che ho filmato a Sharm.
- Sunrise Remal Beach — spiaggia lunghissima con tratti dove entri gradualmente, e più avanti il pontile per lo snorkeling. Basta spostarsi di pochi metri per trovare sabbia tranquilla.
- Charmillion Sea Life — spiaggia e pontile, barriera buona ma non la migliore di Sharm. Lo scrivo come l'ho visto.
Shark's Bay
Il nome spaventa, ma con gli squali non c'entra niente: il nome è rimasto, gli squali no, e l'animale più grosso che incontri davanti al pontile è il pesce Napoleone. È la baia con l'entrata più dolce che troverai, riparata, con piccole insenature e molti hotel eleganti dotati di pontile. È la zona da scegliere se viaggi con bambini, se nuoti poco o se è la tua prima volta con la maschera: qui entrano in acqua anche quelli che al momento di partire dicevano di no.

- Sheraton — al confine con il Domina, la "spiaggia" è costruita con sabbia portata sopra una barriera fitta e intatta. Si entra dal pontile, illuminato anche di notte, e vicino c'è una spiaggetta sabbiosa per i bambini. Snorkeling di livello alto.
- Xperience Sea Breeze — la spiaggia è piccola e di sabbia portata, ma il punto di Shark's Bay in cui si trova è uno dei migliori di tutta Sharm: coralli e pesci in quantità già a pochi metri dalla riva. Il pontile è in legno vero, solido, non di quelli in plastica che ballano col mare mosso.
- Sunrise White Hills — si accede dal pontile, con una piccola spiaggia a entrata graduale come alternativa. Barriera fra le più fitte che ho visto, e a inizio dicembre si faceva snorkeling senza muta.
- Umbi Sharks Bay Diving Village — niente bagno diretto dalla spiaggia: si sale sul pontile, si scendono le scalette e si entra da lì, dentro un corridoio segnato da corde e boe. Reef tra i migliori visti nei resort di Sharm.
- Domina Coral Bay — il pontile più grande che ho mai visto, con due piscine salate al centro, e una barriera fra le più ricche del canale. Qui sembra di nuotare dentro un acquario.
- Hilton Sharks Bay — pontile galleggiante che attraversa il reef fino alla piattaforma delle attività.
- Royal Savoy — due spiagge, pontili e un'area di balneazione protetta da una rete, dove si nuota senza finire in acque aperte. Utile se viaggi con bambini. La baia è il sito d'immersione White Knight: pianoro sabbioso da 6 a 18 metri, un canyon che scende a 38 e corrente quasi sempre assente.
- Sunrise Arabian Beach — ottimo per lo snorkeling, meno per chi cerca la spiaggia larga.
- V Hotel, ex Pyramiza — la barriera è il vero punto forte, con più tratti collegati e un pontile. Dal 2026 c'è anche una spiaggia nuova: entrando in acqua, sulla sinistra è tutta sabbia morbida e non flat reef, comoda con i bambini. Occhio alla corrente su un lato: conviene nuotare prima controcorrente, così al ritorno ti riporta lei. Qui c'è anche la recensione del vecchio Pyramiza.
- Grand Oasis — a due passi da Soho Square, spiaggia rocciosa e non sabbiosa, con un pontile corto per lo snorkeling. Zona ventilata d'inverno.
- Four Seasons — sul promontorio verso Ras Nasrani, con diverse spiagge e pontili, e un pontile che non balla come altri della zona. Mare pieno di pesci, barriera piacevole, spiagge senza venditori.
Da segnalare anche il Grand Rotana, in questa stessa zona, che non ho ancora recensito.
Ras Um Sid
È la baia più richiesta da chi viene a Sharm per la barriera, e il motivo è semplice: hai il reef davanti e ci entri direttamente, senza il mezzo chilometro di pontile di Nabq e senza dover prendere una barca. In più è la zona più riparata dal vento di tutta la città, cosa che in inverno e primavera pesa parecchio.
C'è però un paradosso da conoscere. Vista da fuori, dalla strada in alto o dalla terrazza del Farsha, la barriera di Ras Um Sid mostra forse i colori più netti di tutta Sharm: il disegno del reef si legge sotto il pelo dell'acqua senza nemmeno bagnarsi. Quando invece ci nuoti sopra, il pezzo migliore non sta davanti a nessun albergo. Sta sulla sinistra, nell'area dell'El Fanar, che non appartiene a nessun hotel: c'è un pontile, c'è un diving, e lì la barriera è la più ricca della baia. L'ingresso all'El Fanar nel 2025-2026 costa 200 sterline egiziane, circa 3,50 euro al cambio di settembre 2026, ma se paghi in euro ti chiedono 5. Porta le sterline. I gradini in fondo al pontile di destra sono rotti da mesi e i lettini migliori li ottieni con una mancia: non è la Costa Smeralda, è una spiaggia pubblica egiziana con la barriera più ricca della zona.


Attenzione a non confonderli in fase di prenotazione: El Fanar è quell'area di spiaggia, il Jaz Fanara è un hotel. Nomi quasi identici, nella stessa baia, per due posti diversi. A Sharm capita spesso.
Poi due cose dette per onestà. La prima: davanti agli hotel la barriera non è tra le più ricche di Sharm, perché la baia è molto frequentata dalle barche e negli anni il passaggio continuo ha lasciato il segno sul corallo.
La seconda riguarda l'accesso. Questa è esattamente una di quelle situazioni in cui ti dicono "si entra in acqua dalla spiaggia" ed è vero solo a metà: in diversi tratti non stai nuotando, stai camminando sul flat reef. Al Jaz Fanara trovi più sabbia; al Faraana molto più flat reef, con i piedi sulle piastre coralline dopo pochi passi. L'unico hotel della baia con il pontile è il Reef Oasis Beach: dagli altri due bisogna nuotare sopra il flat reef, più facile con l'alta marea, rischioso con la bassa.
- Reef Oasis Beach Sentido — spiaggia di sabbia adatta ai bambini e pontile flottante di un centinaio di metri per arrivare comodamente al reef. La baia è molto protetta, quindi difficilmente trovi onde che rendono difficile l'accesso. Il punto snorkeling si chiama Temple / Ras Um El Sid.
- Faraana Reef — spiaggia privata che si raggiunge da una scalinata. L'entrata è sabbiosa ma con sassi, perché è flat reef: per arrivare all'acqua profonda bisogna nuotare sopra la barriera, e nei giorni di bassa marea è difficile o proprio impossibile. Niente pontile. È l'hotel della baia dove le scarpette servono di più.
- Jaz Fanara — più sabbia che flat reef, ed è uno degli hotel più amati dagli italiani. Il reef davanti sta al sole tutto il giorno, cosa che non vale per tutta la baia. Il punto debole è che la spiaggia è la più piccola della baia: si sta accalcati. Se la privacy in spiaggia conta, guarda Faraana o Reef Oasis.
Da ricordare: "accesso diretto al mare" qui non vuol dire sabbia fino al drop-off. Chiedi all'hotel quanti metri di flat reef ci sono prima dell'acqua alta, e mettile in valigia, le scarpette.
Hadaba
Attaccata a Ras Um Sid, ma è un'altra zona e conviene non confonderle in fase di prenotazione. Qui il vento arriva a folate irregolari invece che quasi mai, e l'accesso al mare cambia parecchio da un hotel all'altro: c'è chi entra dalla spiaggia, chi da un pontile, chi deve scendere una scalinata. La differenza tra le due zone, vento compreso, è spiegata in Che tempo fa a Sharm.
- Albatros Sharm — qui non serve il pontile: si entra in acqua direttamente dalla spiaggia, cosa che in altri alberghi della zona non è possibile. La barriera non è subito davanti, ma poco più avanti verso Ras Mohammed.
- Queens Sharm Resort — a pochi minuti dal Farsha Café e dalla città vecchia. Il corpo centrale è direttamente sul mare: la barriera regge il confronto con quella dei vicini più blasonati e per me batte quella di Naama Bay. Dal pontile la vista è uno spettacolo, ma con le onde attraversarlo diventa una piccola avventura.
- Sharm Plaza — barriera e spiaggia sono il vero punto forte. C'è un pontile piccolo, solido nella prima parte, e una spiaggetta più raccolta.
Nabq
Reef ampio e pochissima gente in acqua: se cerchi spazio, è la tua zona. Ha però due limiti da mettere in conto. È la più esposta al vento della città (un vantaggio ad agosto, quando fuori ci sono 38 gradi, un problema da novembre a marzo), e in alcuni punti la bassa marea del pomeriggio lascia il flat reef talmente basso da rendere l'ingresso scomodo in certe ore, non tanto per te, quanto per il corallo, che a quel punto è impossibile non toccare. Il consiglio che do a chi ci sta: bagno alle 7 di mattina o al tramonto, quando il vento cala e la marea risale. La zona fa parte della Riserva di Nabq, istituita nel 1992: 600 chilometri quadrati con le mangrovie più a nord di tutto il Mar Rosso, 208 specie di corallo duro e 438 specie di pesci censite.
- Rixos Premium Seagate — il pontile più lungo di Sharm, oltre il chilometro: la prima volta lo percorri contando i passi, dalla seconda porti l'acqua. Una volta arrivato in fondo ti ritrovi circondato da pesci e coralli. Come contorno, un'area snack sul mare dove cucinano davanti a te.
- Royal Rehana — pontile e snorkeling, con la spiaggia che è il volto tipico di Nabq.
- Pickalbatros Laguna Vista — spiaggia e snorkeling sono il compromesso classico della zona.
Naama Bay: la spiaggia c'è, la barriera no
Il centro di Sharm: spiaggia sabbiosa, tutti i servizi, ristoranti, negozi, ed è da qui che parte la maggior parte delle barche. Il reef davanti alla baia però non è granché, e nella parte bassa è morto da anni per il calpestio. Se vieni per lo snorkeling e basta, non è la scelta giusta. Se vuoi anche uscire la sera e avere tutto a portata di piedi, è imbattibile, e le escursioni le prenoti sotto casa. Con un bambino piccolo che deve solo stare in acqua bassa, Naama va benissimo: vedrà comunque qualche pesce con l'acqua alle caviglie, e per il reef vero lo porti a Shark's Bay o in barca.
- Mövenpick Naama Bay — la spiaggia è il vero punto forte dell'hotel.
Tutto il resto sulla zona, dal lungomare ai prezzi dei taxi, sta in 10 cose da sapere su Naama Bay.
Sharm el Maya
Sabbia vera, la vecchia Sharm, il porto da cui partono molte barche. Niente barriera davanti. Se stai qui, il reef lo vedi in barca o all'El Fanar, che è a dieci minuti di taxi.
Sul nostro canale YouTube trovi le video-recensioni di questi hotel, con le riprese della barriera davanti a ciascuno: è il modo più rapido per vedere com'è fatto davvero l'accesso al mare prima di prenotare.
Snorkeling dalla spiaggia: i reef dove arrivi a piedi
Trenta secondi per capire dove puoi arrivare a nuoto e dove no.
Ogni punto della costa, con la mappa, l'hotel che c'è davanti e la corrente, è nella guida allo snorkeling a Sharm el Sheikh.
| Reef | Come ci arrivi | Per chi |
|---|---|---|
| Shark's Bay | A piedi, entrata dolce | Prima volta, bambini |
| Il tratto dopo l'Umbi (Shark's Bay) | A piedi dalla spiaggia, con mare calmo | Chi vuole una barriera fitta senza barca |
| Near Garden | In barca, 10 minuti da Naama Bay | Famiglie, nuotatori tranquilli |
| White Knight Beach | A piedi | Chi cerca spazio e poca gente |
| Far Garden | A piedi, solo con mare calmo | Foto e action cam |
| Ras Um Sid / El Fanar | A piedi, flat reef da attraversare (o pontile, 200 EGP) | Chi è già a suo agio |
| Ras Mohammed | In barca o via terra | Snorkeling per tutti, Yolanda Reef per immersionisti con brevetto |
| Isola che Non C'è | In barca | Principianti e famiglie |
| Jackson Reef (Tiran) | In barca, con guida | Chi sa nuotare bene |
| Gordon, Woodhouse, Thomas | In barca | Soprattutto immersionisti con brevetto |
| Shark Reef e Yolanda | Solo immersione | Brevettati con esperienza |
Il tratto subito dopo l'Umbi è il punto che quasi nessuno fuori dai diving conosce: uscendo dal corridoio di boe dell'Umbi e proseguendo lungo la costa, prima del Grand Oasis e del Four Seasons, c'è un tratto di barriera che per densità di corallo e di pesce vale la deviazione. Ci si arriva a piedi dalla spiaggia con il mare calmo; con l'onda da nord lascia stare.
Ras Um Sid ha la parete che parte a pochi metri dalla riva, ma prima c'è il flat reef da attraversare: con la bassa marea diventa scomodo e rischi di rovinare il corallo. All'El Fanar, con la bassa marea, usa il pontile di destra e poi nuota verso destra: la corrente forte sta all'angolo esterno, dove comincia il mare aperto, e lì non ti ci devi trovare da solo.
Un orario che pochi sfruttano: le 6 o le 7 di mattina. Mare piatto, nessuno in acqua, il pesce vicino a riva prima che la spiaggia si riempia. Chi lo fa una volta poi lo fa tutti i giorni della vacanza. Io lo faccio da trent'anni e il buffet della colazione, giuro, è ancora lì quando torno.
Da ricordare: Shark's Bay per iniziare, Ras Um Sid quando sei a tuo agio, Far Garden solo con mare calmo. E in tutti e tre le scarpette servono.
I reef dove serve la barca: Isola Bianca, Ras Mohammed e Tiran

Le barche partono dal porto di Sharm el Maya (dove c'è anche la marina Travco) e da Naama Bay. Per Ras Mohammed la navigazione è di 45-60 minuti, per Tiran circa un'ora, un'ora e mezza con mare contrario. È il tratto in cui chi soffre il mal di mare soffre: una volta arrivati sui reef si è quasi sempre in acqua calma. In primavera e in autunno il mare, di norma, è più tranquillo che d'estate.
L'Isola che Non C'è
Tra il reef davanti all'hotel e la giornata piena a Ras Mohammed c'è una via di mezzo che quasi nessuno considera. L'Isola che Non C'è (o Isola Bianca: è lo stesso posto) non è un'isola: è una lingua di sabbia che affiora con la bassa marea e cambia forma ogni giorno, dentro le acque del Parco di Ras Mohammed. Intorno il fondale è sabbia chiara e l'acqua è bassissima, ed è per questo che il turchese lì sembra finto anche nelle foto non ritoccate.
Per arrivare all'isolotto si nuota cinque minuti in acqua calma. Le due soste di snorkeling della giornata, invece, sono in acqua profonda: si fanno col salvagente, e chi non nuota viene accompagnato dalla guida tenendolo. È questo che la rende l'uscita giusta per la prima volta in mare aperto o per chi viaggia con bambini: non il fondale, ma il fatto che nessuno ti lascia solo. Il difetto, detto subito: è l'uscita in barca più venduta di Sharm, quindi trovi altre barche e altra gente. Se il mare è mosso le autorità possono vietare lo sbarco sull'isolotto e la giornata continua con le soste snorkeling a Ras Mohammed.
L'escursione all'Isola Bianca con snorkeling in barca · 10 cose da sapere prima di andarci
Ras Mohammed: via terra o in barca
È il punto in cui il Sinai finisce e il mare si apre. Le pareti scendono a picco per decine di metri e la quantità di pesce non è paragonabile a niente di quello che vedi davanti all'hotel.
Ras Mohammed confonde molti, per due motivi. Il primo: ci arrivi via terra o in barca, e sono due giornate diverse. In barca non vedi la Porta di Allah, il Lago Magico (una pozza d'acqua salata aperta da un terremoto, profonda più di 14 metri) e le mangrovie; via terra non arrivi ai reef al largo, ma entri in acqua dalla spiaggia di Marsa Bareika, con la sabbia sotto i piedi e senza un'ora di navigazione. Molti veterani dello snorkeling ti diranno che il miglior Ras Mohammed per chi resta in superficie è quello via terra, e io sono d'accordo: a Marsa Bareika il pesce c'è, l'acqua è calma e nessuno ti mette fretta perché la barca deve ripartire. La differenza completa è spiegata nella guida a Ras Mohammed.
Il secondo: anche in barca, non tutte le barche vanno negli stessi posti. Quelle per lo snorkeling si fermano nei punti dove si fermano tutte: tante barche insieme, corallo poco profondo e di qualità discreta. Quelle dei subacquei vanno sui siti di immersione come Yolanda Reef, dove si scende più in profondità e il corallo è di un'altra qualità.

L'ingresso al parco si paga a parte: 5 dollari a persona per gli stranieri, circa 260 sterline egiziane, in contanti al cancello, gratis per i bambini sotto i 7 anni. Il decreto 360 del 2025 l'ha portato a 15 dollari, ma a settembre 2026 per Ras Mohammed l'applicazione risulta ancora rinviata, senza una data: la cifra può cambiare da un giorno all'altro. Quasi tutte le escursioni organizzate lo includono già, chiedilo sempre prima di prenotare, e se te lo vendono "escluso" chiedi quanto. I cancelli via terra aprono alle 8 del mattino; l'orario di chiusura cambia con la stagione, quindi se vai da solo controlla prima.
Tutti i punti di immersione e snorkeling, le spiagge e la parte via terra (Porta di Allah, Lago Magico, mangrovie) stanno nella guida completa a Ras Mohammed. L'escursione via terra, con guida in acqua e ingresso incluso, è Ras Mohammed via terra e Porta di Allah.
Lo stretto di Tiran: Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon
Tiran sta nello stretto tra Egitto e Arabia Saudita, a circa 14 chilometri da Sharm, e l'acqua lì è più limpida che sotto costa: i diving parlano di 20-25 metri di visibilità nelle giornate normali. Sull'isola non si sbarca: è zona militare e dal 2017 appartiene all'Arabia Saudita, quindi le barche navigano intorno e si fa snorkeling sui reef. Il paesaggio è diverso da Ras Mohammed: meno pareti ripide, più giardini di corallo colorati e formazioni che arrivano quasi in superficie. È anche l'uscita in cui capita più spesso di incontrare tartarughe.
Attorno all'isola ci sono quattro reef, da nord a sud Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon, e non sono tutti per tutti. Jackson Reef è il più a nord, riconoscibile perché nella parte alta è ancora incastrata la carcassa della Lara, una nave da trasporto di 137 metri finita sopra il reef all'inizio degli anni Ottanta e in gran parte recuperata nel 1996; le correnti qui sono spesso forti, quindi si fa snorkeling solo con il mare giusto e con la guida in acqua, mai per conto proprio. Woodhouse è lungo e stretto, senza boe fisse: i sub lo fanno in corrente, per lo snorkeling non è un posto. Thomas è il più piccolo e il più colorato, ma anche quello con le correnti più imprevedibili. Gordon è il più a sud e il più vicino a Sharm, con un pianoro basso, tra i 3 e i 22 metri, e la boa: è il reef più facile dei quattro e quello dove le barche di snorkeling si fermano più spesso. Sopra Gordon c'è l'altro relitto, la Loullia, un mercantile di 107 metri incagliato il 29 settembre 1981, che si vede dalla barca.

Nelle giornate buone lo snorkeling a Tiran è tra i più ricchi di colore che puoi fare a Sharm. Nelle giornate di corrente è un posto per chi nuota bene e resta vicino alla guida: te lo dico perché le recensioni del 2025 di chi è andato a Tiran con la barca sbagliata parlano di trenta persone a bordo con "massimo quindici" dichiarato, di tre soste promesse e due fatte, di giubbotti "inclusi" fatti pagare a bordo. Il reef non c'entra: c'entra chi ti porta.
L'escursione snorkeling a Tiran
Gli squali a Tiran: cosa c'è davvero
La domanda arriva sempre, quindi rispondo con i fatti. Nello stretto di Tiran gli squali ci sono: squali grigi di barriera, pinna bianca di barriera e, tra luglio e settembre, gli squali martello smerlati che risalgono lungo la parete di Jackson Reef. Li vedono i subacquei, a 25-40 metri, sul lato esterno del reef dove la corrente porta il cibo. Chi fa snorkeling sul pianoro basso, dove ci si ferma con la barca, nella pratica non li incontra: stanno al largo e in profondità, non nelle zone dove si nuota con il giubbotto.
I numeri: a settembre 2026 non risulta nessun incidente con squali a Sharm, Tiran o Ras Mohammed nel 2025 e nel 2026. L'ultimo caso nella zona di Sharm è di Dahab, settembre 2023, e l'ultimo a Ras Mohammed è dell'ottobre 2020. L'incidente mortale che ricordi dai giornali, dicembre 2024, è successo a Marsa Alam, 400 chilometri più a sud, a un turista che nuotava fuori dall'area delimitata. Da maggio 2025 il Ministero dell'Ambiente egiziano ha reso obbligatorie per le barche una serie di regole: niente snorkeling nei siti da corrente, niente bagno con brutto tempo, niente cibo ai pesci (un equipaggio che attirava gli squali col cibo è stato multato di 50.000 sterline egiziane e ha perso le licenze). Ai resort, dalla stessa data, è chiesto di segnare con le boe il punto in cui l'acqua supera i 2 metri e di avere torrette di osservazione e mezzi di soccorso. Il tema completo, con le specie e cosa fare, è in Squali in Egitto e a Sharm el Sheikh.
Ras Mohammed o Tiran: quale scegliere
Ras Mohammed è il posto delle pareti verticali e del pesce grosso. Il fondale sparisce sotto di te e la sensazione è quella di stare sospeso sul vuoto: ad alcuni piace moltissimo, ad altri per niente.
Tiran è più orizzontale. I coralli stanno più vicini alla superficie, quindi sono più illuminati e più colorati, e per le foto è meglio. Il mare è spesso più limpido, perché sei lontano dalla costa. La traversata però è più lunga e più mossa: chi soffre il mal di mare lo sente all'andata, poi sui reef si sta quasi sempre fermi.
Quindi: un solo giorno e voglia di spettacolo, Ras Mohammed. Colori, acqua trasparente e un'uscita più rilassata, Tiran, che con bambini piccoli è anche più gestibile purché il mare sia calmo. Se hai tempo per due uscite, falle in quest'ordine: prima Tiran per prendere confidenza, poi Ras Mohammed.
Shark's Bay non è Shark Reef
Qui c'è un equivoco che ogni stagione genera prenotazioni sbagliate, e nessuno lo spiega.
Shark's Bay è la baia tranquilla per principianti, quella degli hotel con il pontile. Shark Reef sta dentro Ras Mohammed, è una parete che precipita per centinaia di metri, ha corrente costante e si affronta in immersione intorno ai venti metri, lasciandosi trasportare. È roba per subacquei brevettati con esperienza. Tra giugno e agosto, nel periodo della riproduzione, lungo quella parete si radunano banchi di lutiani e barracuda che i sub vengono a vedere da mezzo mondo.
Attaccato a Shark Reef c'è Yolanda Reef, dove nel 1980 affondò la nave Yolanda rovesciando il carico: sul fondale, a 15-20 metri, ci sono ancora sanitari, water e vasche da bagno sparsi tra il corallo. È uno dei siti più famosi del Mar Rosso, e si vede solo con le bombole.
Se in un'escursione ti propongono "Shark Reef in snorkeling", stai parlando con qualcuno che non sa di cosa parla.
Da ricordare: a Shark's Bay ci arrivi a piedi, a Shark Reef ci arrivi con un brevetto.
Cosa scelgo io: famiglie, nuotatori forti e chi non entra in acqua
Mi chiedono sempre "qual è la migliore", e io rispondo con una domanda: chi sei e con chi vieni. Poi scelgo, perché tre opzioni equivalenti non servono a nessuno.
Se vieni in famiglia con bambini sotto i dieci anni, o c'è qualcuno che nuota poco: dormi a Shark's Bay, in un hotel con pontile e spiaggetta sabbiosa, e fai una sola uscita, Ras Mohammed via terra. Sei ore, si entra dalla sabbia di Marsa Bareika, la guida sta in acqua con te e con i bambini, si vedono la Porta di Allah e il Lago Magico, e alle 13:30 sei in hotel per il pranzo. Niente ora di barca, niente mal di mare, niente giubbotto in mare aperto per un bambino di cinque anni. Se poi tutti hanno preso confidenza, la seconda uscita è l'Isola che Non C'è: acqua bassa intorno all'isolotto, le due soste in profondità col salvagente e la guida che tiene chi vuole essere tenuto. Tiran con bambini piccoli la faccio solo con mare piatto.
Se nuoti bene e vieni per il reef: dormi a Ras Um Sid o Montazah, così hai la parete davanti ogni mattina alle 7, e fai due uscite: Tiran il secondo o terzo giorno, Ras Mohammed in barca verso la fine. A Tiran chiedi alla guida di Jackson, se le condizioni lo permettono. Aggiungi un pomeriggio all'El Fanar e hai visto le tre barriere che contano. Se hai il brevetto, la giornata che ti cambia la vacanza è un'immersione a Shark Reef e Yolanda: lì lo snorkeling non arriva, e non deve arrivare.
Se non sai nuotare o non vuoi entrare in acqua: il sottomarino, che è una barca con la cabina panoramica sotto il livello del mare, un'ora in tutto, transfer compreso. Vedi il reef seduto e asciutto. Non è la stessa cosa, ma è mille volte meglio di restare a bordo piscina.
Quanto costa vedere la barriera corallina a Sharm (prezzi 2026)
Davanti all'hotel non costa niente: maschera, boccaglio e sei sul reef. I costi arrivano quando ti sposti. Prezzi verificati a settembre 2026, cambio 1 euro = 59 sterline egiziane (EGP), 1 dollaro = 52 EGP. Cambia in fretta, controlla prima di partire.
- Ingresso al Parco di Ras Mohammed: 5 dollari a persona (circa 260 EGP) per gli stranieri, in contanti al cancello, gratis sotto i 7 anni. Con il decreto 360/2025 dovrebbe salire a 15 dollari, ma l'applicazione a Ras Mohammed è rinviata. Sulle barche, invece, i centri diving applicano una "tassa parco marino" di 7-10 euro al giorno per Ras Mohammed e Tiran, che nelle escursioni serie è già dentro il prezzo.
- Spiagge a pagamento: El Fanar 200 EGP (3,50 euro) a settembre 2026, quasi il doppio di un anno fa. I beach club dei resort che fanno entrare esterni chiedono in genere 15-25 euro con lettino, ma cambia hotel per hotel: chiedi in reception il giorno prima.
- Noleggio attrezzatura: se fai da te, nei diving e al porto maschera e boccaglio si affittano per circa 4 euro al giorno (240 EGP), le pinne 3-4 euro, la muta intera 6 euro. Sulle barche economiche il set maschera-pinne può costare anche 14 dollari a testa: chiedilo prima di salire. Nelle escursioni serie maschera, boccaglio e giubbotto sono compresi; la muta di solito è a parte.
- Foto subacquee a bordo: i fotografi delle barche sono liberi professionisti e chiedono anche 100-130 dollari per il pacchetto. Non lavorano per noi e non guadagniamo nulla: se ti interessano chiedi il listino prima di entrare in acqua. Io le foto me le faccio col telefono nella custodia.
Le nostre uscite: prezzi e cosa è incluso
- Ras Mohammed via terra e Porta di Allah: 35 euro, bambini dai 2 anni 20 euro. Sei ore, tutti i giorni, dall'hotel alle 8:30 e rientro verso le 13:30. Inclusi transfer, guida italiana in acqua, maschera, boccaglio, salvagente, acqua e ingresso al parco. Pranzo e foto esclusi; pinne e muta si affittano sul posto. La versione privata con pranzo beduino parte da 90 euro a persona in base a quanti siete: Ras Mohammed privata.
- Snorkeling a Tiran: 50 euro, bambini dai 2 anni 35 euro. Otto ore e mezza, partenza dall'hotel alle 7:30 e rientro al porto verso le 16. Due soste, la prima sui reef di Tiran e la seconda sotto costa verso Montazah. Inclusi maschera, boccaglio, salvagente e pranzo a bordo. Muta e pinne vanno ordinate prima, a bordo non ci sono. Sull'isola non si sbarca.
- Isola Bianca e snorkeling in barca: 55 euro, bambini dai 2 anni 30 euro. Otto ore dalle 7:30, permessi pronti il giorno prima, quindi niente attesa al porto. Due soste snorkeling in acqua profonda, pranzo e bibite a bordo, guida in italiano. Inclusi maschera, boccaglio e salvagente; muta e pinne si noleggiano al porto la mattina stessa.
- Sottomarino: 40 euro, bambini 25 euro. Un'ora, partenza alle 10:30, transfer incluso, per chi non entra in acqua.
Con noi non ci sono fermate al negozio di souvenir, nessun costo scoperto a bordo, la guida è nostra e parla italiano, e le soste sono quelle che ti diciamo. Gli orari possono spostarsi di 30-60 minuti a seconda della stagione. Se hai un dubbio su quale uscita fa per te, scrivici prima di prenotare: preferisco dirti di no che venderti l'escursione sbagliata.
Quando andare: l'acqua mese per mese, il vento e le meduse
Primavera e autunno danno il miglior equilibrio: acqua ancora calda, aria sopportabile, meno gente. I periodi migliori per bagno e snorkeling sono aprile e la finestra da metà ottobre a metà novembre. D'estate l'acqua sta sui 28-30 gradi, ma fuori si soffoca e i reef famosi sono pieni di barche. D'inverno l'acqua scende sui 22-23: gradevole per i primi dieci minuti, poi il freddino si fa sentire. Se fai più di un'uscita al giorno tra dicembre e marzo, mettiti una muta da 3 millimetri; in tutte le altre stagioni una lycra a maniche lunghe basta e avanza.
| Mese | Acqua | Aria (massima) | Cosa aspettarti in acqua |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 23-24 °C | 22 °C | Muta consigliata, vento frequente, mare limpido |
| Febbraio | 22-23 °C | 24 °C | Il mese più freddo in acqua; muta; qualche medusa |
| Marzo | 23 °C | 27 °C | Muta o lycra spessa; vento e sabbia (khamsin) |
| Aprile | 23-24 °C | 30 °C | Lycra; il periodo in cui si segnalano più meduse |
| Maggio | 25 °C | 35 °C | Lycra; meduse possibili; poca gente |
| Giugno | 27 °C | 37 °C | Costume e lycra; reef affollati nel weekend |
| Luglio | 28-29 °C | 38 °C | Acqua perfetta, caldo pesante fuori |
| Agosto | 29-30 °C | 38 °C | Il mese più caldo; barche piene; vento gradito a Nabq |
| Settembre | 28 °C | 36 °C | Acqua ancora caldissima, meno gente da metà mese |
| Ottobre | 28 °C | 32 °C | Per me il mese migliore dell'anno |
| Novembre | 26 °C | 28 °C | Ottimo; le prime giornate di vento da nord |
| Dicembre | 25 °C | 24 °C | Lycra spessa o muta corta; feste piene |
Medie mensili da seatemperature.org e climatestotravel.com, consultati a settembre 2026.
Detto questo, a Sharm non è la stagione a decidere se entri in acqua: è il vento da nord. Alza l'onda, e quando soffia forte i reef esposti diventano inutilizzabili, con acqua torbida, corrente lungo riva e bandiera rossa sul pontile. Le baie più riparate, come Ras Um Sid e Shark's Bay, reggono quasi sempre; Nabq e Montazah soffrono di più tra novembre e marzo. Quanto soffia nella zona del tuo hotel, stagione per stagione, lo trovi in Che tempo fa a Sharm.
Le meduse: quando e quanto contano
Le meduse a Sharm sono episodiche, non stagionali come in Adriatico. Le segnalazioni si concentrano tra febbraio e inizio giugno, con il picco in aprile e maggio, e ogni tanto in ottobre; d'estate quasi nessuno le vede. Le più comuni sono quelle trasparenti o viola chiaro, che non pungono o lasciano al massimo un'irritazione come un'ortica che passa in un giorno. Una fioritura dura pochi giorni e in quel caso le guide spostano la sosta. Se stai partendo in primavera, chiedimelo su WhatsApp la settimana prima e ti dico cosa vedo in acqua.
Per scegliere il mese, con temperatura dell'acqua, vento e prezzi di tutto l'anno, c'è la guida al periodo migliore per andare a Sharm el Sheikh.
Sicurezza in acqua e regole del reef
Le regole prima, poi i pericoli veri, che non sono quelli che pensi.
Cosa dice la legge egiziana
Ras Mohammed, Nabq e le acque di Tiran sono aree protette, e dal dicembre 2025 lo è tutta la barriera frangente egiziana. La legge 102 del 1983 sulle riserve naturali vieta di danneggiare, raccogliere o trasportare coralli e organismi del reef e prevede multe e fino a un anno di carcere; non è teoria, perché ai controlli dell'aeroporto di Sharm i coralli e le conchiglie nel bagaglio li trovano. È vietato dare da mangiare ai pesci e attirarli in qualunque modo. Da maggio 2025 le istruzioni del Ministero dell'Ambiente per le barche vietano lo snorkeling nei siti da corrente (quelli "in deriva" dei sub, come Woodhouse o Shark Reef), il bagno con condizioni meteo avverse e lo scarico di rifiuti in mare. Le regole CDWS per i centri snorkeling prevedono una guida con tesserino, giubbotti per tutti i partecipanti, ossigeno di emergenza e kit di primo soccorso a bordo, e non più di tre barche per boa.
Sulle barche, una cosa in più. Nel febbraio 2025 l'ente britannico che indaga gli incidenti in mare, il MAIB, ha pubblicato un avviso sulle barche da immersione del Mar Rosso egiziano dopo tre affondamenti tra il 2023 e il 2024: dotazioni di sicurezza mancanti, vie di fuga bloccate, briefing saltati. Il consiglio è lo stesso che do io: scegli chi ha una licenza vera e pretendi il briefing di sicurezza prima di partire. Se non te lo fanno, la barca sbagliata l'hai già trovata.
Sull'isola di Tiran non si sbarca, e nel parco di Ras Mohammed si nuota solo nelle zone autorizzate: dove ci sono le boe e le corde, il perimetro è quello.
Le regole sul reef, una per una
Mai toccare, mai appoggiarsi, mai calpestare, nemmeno "solo un secondo per sistemare la maschera". Se devi fermarti, torna verso l'acqua alta e resta a galla. Corpo orizzontale e pinne che si muovono in alto, non verso il basso. Niente flash ravvicinati agli animali. Niente cibo ai pesci, anche se lo fanno tutti sulla barca accanto.
Poi la crema solare. Le formulazioni comuni contengono filtri chimici che sul corallo fanno danni, e in acqua bassa la concentrazione non è trascurabile. In Egitto non c'è un divieto di legge, ma una lycra a maniche lunghe risolve il problema alla radice, perché ti copre senza doverti spalmare niente.
L'ultimo riguarda i souvenir. Raccogliere coralli, conchiglie o stelle marine e portarli fuori dall'Egitto è vietato, e ai controlli in aeroporto la cosa non finisce con una tirata d'orecchie. Il souvenir giusto è la foto.

Correnti, boa e maschera integrale
Le correnti a Sharm sono di due tipi. Quelle degli stretti e delle punte (Tiran, Ras Mohammed, l'angolo esterno dell'El Fanar) possono essere forti e cambiare direzione: lì si nuota solo con la guida in acqua e si resta in gruppo. Quella lungo riva davanti agli hotel è più leggera, ma c'è: la regola che insegno a tutti è partire controcorrente, così quando sei stanco ti riporta lei. E se ti allontani dal gruppo o dal perimetro delle boe e non vedi più la barca, fermati, gonfia il giubbotto e alza un braccio.
Se nuoti in autonomia oltre l'area segnalata, la boa di segnalazione non è un optional. Il motivo non sono gli squali ma le barche, che dalla superficie una testa a pelo d'acqua non la vedono. Con la guida, la boa la porta lei.
C'è poi un rischio di cui non parla nessuno: le maschere granfacciali, quelle integrali che coprono tutto il viso e si trovano in qualunque negozio di sport. Sono comodissime in acqua bassa e vicino a riva. Diventano un problema quando ti allontani, perché in caso di panico non si tolgono in fretta come una maschera normale, non permettono di espirare in modo controllato, non ti lasciano scendere sotto la superficie e alcuni modelli economici accumulano anidride carbonica se il respiro accelera. Per un giro sul reef davanti all'hotel vanno bene. Per un'uscita in barca, meglio maschera e boccaglio tradizionali. E in ogni caso prova la maschera nella piscina dell'hotel il giorno prima: la prima volta, quella che entra un po' d'acqua fa venire il panico a più persone di quante ammettano.
Se il tema sicurezza ti riguarda più in generale, la risposta completa è in È sicuro andare a Sharm el Sheikh.
Attrezzatura: cosa portare da casa e quando servono le scarpette
Maschera e boccaglio tuoi, se ce li hai e se ci stanno in valigia: la maschera che fa il vuoto sul tuo viso non è sostituibile con quella del noleggio, e il boccaglio a noleggio, lo dico come sta, lo hanno usato tutti. Poi una lycra a maniche lunghe, un asciugamano, un cappello per Ras Mohammed via terra dove l'ombra non esiste, e qualche banconota egiziana spicciola per gli ingressi. Se porti la action cam, portati anche un galleggiante da polso: sul fondo, a dieci metri, non la recupera nessuno. La lista completa è in cosa mettere in valigia.
Le scarpette servono quando entri dalla spiaggia camminando e incontri sassi o tratti di scoglio: a Ras Um Sid, Far Garden e White Knight sono caldamente consigliate, e servono anche a Ras Mohammed via terra. Non servono se entri da un pontile o dalla barca, mettendo le pinne da seduto, perché i piedi non toccano mai il fondo. Nel dubbio portale: costano dieci euro e in valigia non pesano. Attenzione però al ragionamento sbagliato: le scarpette proteggono i tuoi piedi, non il corallo. Se le usi per camminare sul flat reef stai facendo il danno con più comodità.
Le pinne: per il reef davanti all'hotel non servono, anzi con l'acqua bassa fanno danni. In barca sì, e se non le hai le affitti per 3-4 euro al giorno. La muta corta o la lycra da 2 millimetri da dicembre a marzo, se stai in acqua più di venti minuti.
Cosa vedi nei primi cinque metri
Nei primi metri il reef è già pieno: pesci chirurgo in gruppi compatti, pesci pappagallo azzurro-verdi che mordicchiano il corallo (quel raschiamento che senti sott'acqua sono loro), farfalla e angelo, e negli anemoni i pesci pagliaccio, che non si spostano mai: se ne vedi uno, il giorno dopo è ancora lì. Verso il drop-off cambiano le taglie: cernie appoggiate sul fondo, il pesce Napoleone che ti guarda in faccia, qualche barracuda solitario, e con fortuna un banco di carangidi in caccia. Le dieci specie che incontri più spesso, con le foto, sono qui: i 10 pesci più simpatici del Mar Rosso.

La foto migliore che porti a casa, però, non è un pesce. È la Tridacna, la vongola gigante: incastrata nel corallo, larga anche mezzo metro, con le labbra di un blu-verde iridescente che sembra finto. Si richiude piano quando la tua ombra le passa sopra. Non toccarla e non provare a farla chiudere apposta: è un animale che vive decenni ed è protetto. Nessuno te la indica: la trovi solo se sai che esiste.

Le specie da non toccare
La regola pratica è una: quello che sta fermo e si lascia avvicinare è quasi sempre quello che punge. Pesce pietra, pesce leone, balestra titano e chirurgo sohal li trovi uno per uno, con cosa fare se ti caricano, qui: 10 pesci pericolosi del Mar Rosso.
Ne aggiungo uno che in quella lista non c'è, perché non è un pesce: il riccio diadema, nero, con gli aculei lunghi e sottili. Sta nelle fessure del reef e in controluce, col sole basso, si vede malissimo. È la seconda ragione per cui le scarpette contano. La prima è il pesce pietra.
Tartarughe e delfini
Le tartarughe verdi si vedono, e si vedono spesso. I punti migliori sono Naama Bay e Nabq, dove ci sono le distese di posidonia di cui si nutrono, e i reef di Tiran. Delfini e squali balena sono un'altra storia: passano, ma quando vogliono loro. Nessuno può garantirteli, e se qualcuno te li garantisce in fase di prenotazione stai parlando con la persona sbagliata. Degli squali di barriera ho scritto tutto nella sezione su Tiran: esistono, stanno al largo e in profondità, e non frequentano le baie dove si fa snorkeling.
Da ricordare: guardare va bene, toccare no. Vale per i coralli, per le tartarughe e per tutto il resto.
Come sta il reef nel 2026
Su Internet leggerai ovunque la stessa frase: il Mar Rosso è immune al riscaldamento globale. È una mezza verità, e te la racconto per intero.
Il Golfo di Aqaba, la lingua di mare a nord di Sharm, è considerato dagli scienziati un vero rifugio corallino: i suoi coralli sopportano temperature che altrove farebbero stragi. Per anni li hanno chiamati "supercoralli".
Nell'estate del 2024 il golfo ha subito lo stress termico più forte registrato nel mondo quell'anno, con l'acqua a 32,6 gradi in superficie, 3,4 gradi sopra la media del periodo, per un'ondata di caldo marino durata 113 giorni. Lo sbiancamento funziona così: dentro il corallo vivono alghe microscopiche che gli danno nutrimento e colore, e quando l'acqua resta troppo calda troppo a lungo il corallo le espelle e diventa bianco. Non è morto, è in emergenza: se la temperatura rientra le riprende, altrimenti muore.
Il risultato del 2024 è stato sorprendente: nel golfo ha sbiancato circa il 5% dei coralli monitorati e la quasi totalità si è ripresa nei mesi freddi. Più a sud, verso Marsa Alam, lo sbiancamento è stato molto più esteso e il recupero solo parziale. Gli studi più recenti sulle estati dal 2021 al 2024 concludono che i coralli del nord hanno resistito, ma che il rifugio si sta avvicinando al suo limite.
Il messaggio corretto quindi non è né "va tutto bene" né "è finita": i reef di Sharm, Tiran e Ras Mohammed restano tra i più resistenti del pianeta, e il danno che vedi tu, in acqua bassa davanti all'hotel, è quasi sempre da piedi e da ancore, non da clima. Quello lo puoi evitare da domani. Se vuoi controllare la situazione prima di partire, la NOAA pubblica ogni giorno la temperatura del mare e il livello di allerta per l'Egitto.
Sharm, Hurghada o Marsa Alam
Sharm vince per varietà: reef sotto l'hotel, pareti scenografiche a un'ora di barca e tutti i servizi che vuoi. Hurghada ha un mare più calmo e piatto, ottimo per chi è alle primissime armi, ma i reef sotto costa sono meno ricchi e il meglio sta sulle isole, quindi la barca serve quasi sempre. Marsa Alam è la più selvaggia, con reef intatti e più possibilità di incontrare animali grandi, al prezzo di trasferimenti più lunghi e molti meno servizi.
Se stai cercando la barriera corallina in Egitto e non hai ancora scelto la località, il criterio è questo: a Sharm el Sheikh, scritto spesso anche Sharm el Sheik, l'hotel pesa più che altrove, perché è qui che il reef può stare a venti metri dal pontile oppure a un'ora di barca, e lo decide la baia in cui dormi. A Hurghada e Marsa Alam la domanda cambia: non quale hotel, ma quante uscite in barca metti in conto.
E se sei a Sharm ma vuoi cambiare scenario per un giorno, c'è Dahab con il Blue Hole a un paio d'ore di strada.
Hurghada: cosa sapere · Marsa Alam: la guida onesta · Snorkeling e diving a Dahab · L'escursione a Dahab e Blue Hole
Alla fine il punto è sempre lo stesso: a Sharm la barriera corallina è a portata di mano, ed è proprio per questo che è facile rovinarla senza accorgersene. Gli errori li ho già elencati strada facendo: scegliere l'hotel dalle foto della spiaggia, prenotare a Nabq o Naama Bay "per la barriera", comprare l'escursione dal primo che te la propone, restare nella secca, camminare sul flat reef. Gli altri, uno per uno, sono in 10 cose da non fare a Sharm.
Se hai un dubbio sul tuo hotel, sulla zona o su quale uscita fare, scrivici su WhatsApp: rispondo io, dall'ufficio di Sharm, tutti i giorni dalle 9 alle 22.
Domande frequenti
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