Omar
Pubblicato il 29 settembre 2026
In breve
Quad singolo nel deserto — da 30 € a veicolo, 3 ore.
Richiedi preventivoIl deserto di Sharm el Sheikh non è quello delle dune. È il Sinai meridionale: montagne di granito, valli di pietra che qui si chiamano wadi, poca sabbia. Il campo dove ti portano a fare il quad sta a 15-30 minuti dall'hotel. Il deserto dei beduini comincia dopo Dahab, a 80-100 km di strada.
Vivo a Sharm da quasi trent'anni. In questa guida trovi cosa c'è davvero nel deserto di Sharm el Sheikh, chi sono i beduini che ci abitano, cosa include ogni escursione e quanto costa, in euro e in sterline egiziane. I prezzi li ho verificati a settembre 2026: cambiano spesso, ricontrollali prima di partire.
Prima i difetti. La polvere: tanta, e la kefiah, il foulard che ti copre naso e bocca, da sola non basta. Da novembre a marzo la sera fa freddo, non "fresco". E il tour da 15 euro, da quello che vedo io, è mezz'ora di quad in fila indiana dentro un'area recintata, più un "villaggio beduino" costruito per i turisti. Poi ti dico anche cosa merita, e per chi.
Il deserto di Sharm el Sheikh: dove sei davvero
Sharm sta sulla punta sud della penisola del Sinai. Alle spalle della città il deserto comincia subito: finisce l'asfalto e comincia la pietra. Montagne rosse e nere, piste di ghiaia e sabbia grossa, cespugli secchi. Se cerchi le dune morbide, quelle stanno nel deserto occidentale, dall'altra parte dell'Egitto, nel Deserto Bianco e Nero. Non lo dico solo io. Edward Palmer, che nel 1869 attraversò il Sinai a piedi per la carta inglese, scriveva che qui la sabbia è l'eccezione e il terreno "somiglia più a un sentiero di ghiaia dura che a una spiaggia morbida". Centocinquant'anni dopo, la ghiaia è ancora lì e ti entra nelle scarpe.
Il deserto alle spalle di Sharm: granito, pietrisco e montagne. Le dune sono da un'altra parte.
Il deserto ha due facce, e devi conoscerle prima di prenotare.
La prima è il deserto "da hotel": i centri safari a 15-30 minuti di minibus da Naama Bay, il centro turistico di Sharm, in zone come Wadi Mandar. Qui si fanno il quad, il buggy, il cammello, il tè e la cena beduina. La pietra è vera, il tramonto dietro le montagne è vero. Ma è una zona attrezzata: recinti, decine di quad allineati, tende fisse. In alcuni tracciati vedi i fili dell'alta tensione e, in un punto, una discarica. Nessun sito te lo scrive; una recensione italiana su TripAdvisor lo dice chiaro, e io te lo confermo.
La seconda è il Sinai centrale e la costa del Golfo di Aqaba: Dahab a 80-100 km, i canyon mezz'ora dopo Dahab, l'oasi di Hodra, i Nawamis a circa 160 km da Sharm. Qui i beduini ci vivono, non ci vengono solo a lavorare la sera. E comincia più vicino di quanto pensi. Il Sinai Trail, il sentiero che le tribù beduine gestiscono da sole, è nato nel 2015 come percorso di 220 km attraverso tre territori tribali; nel 2018 lo hanno allungato a 550 km e 42 giorni di cammino, toccando le terre di tutte e otto le tribù del Sud Sinai. La sua punta sud è a Wadi Sabbah, due giorni a piedi da Nabq, la zona di hotel più a nord di Sharm, dove finisce la città e comincia la riserva. Il deserto dei beduini inizia dove finisce il tuo resort; solo che nessuno ti ci porta in una sera.
Sharm, prima degli hotel, era questo. Lo svizzero Burckhardt ci arrivò nel 1816, tra i primi europei a girare questa costa, e descrisse due baie profonde, l'unico porto sicuro della costa occidentale del golfo, la tomba di uno sceicco con le lampade che i marinai accendevano, pozzi antichi rivestiti di pietra, e beduini Muzeina che aspettavano con i cammelli le navi dall'Arabia. Da Santa Caterina, guardando verso qui, vide "un deserto ininterrotto di montagne aride". È ancora quello, con la strada in mezzo.
Tende beduine a Wadi Feiran negli anni Trenta. Foto Matson Collection, Library of Congress, pubblico dominio.
Se ti chiedi come si chiama il deserto di Sharm el Sheikh: è il deserto del Sinai. Non è il Sahara, che è il nome del grande deserto del Nord Africa. Il Sinai è la penisola tra il Golfo di Suez e il Golfo di Aqaba, e Sharm sta sulla sua punta.
I beduini a Sharm: chi sono e come vivono oggi
Nel Sud Sinai vivono circa 38.000 beduini. Il numero viene da uno studio accademico del 2009 (Horiuchi, Museo Nazionale di Etnologia del Giappone): è la stima più citata, e i dati di campo sono ancora più vecchi della pubblicazione. Prendila come ordine di grandezza. Per capire quanto sono cresciuti: nel 1816 Burckhardt ne contava circa quattromila in tutta la penisola sud, e i due sceicchi più ricchi non arrivavano a più di otto cammelli a testa. Le tribù principali sono otto: Tarabin, Muzeina, Jebeliya, Awlad Said, Garasha, Sawalha, Hamada e Alegat, più alcune minori. Insieme formano un'alleanza antica che si chiama Towarah. Nel 2018, in una riunione vicino al monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, le otto tribù hanno giurato di lavorare di nuovo insieme su una via di viaggio, il Sinai Trail: era la prima volta in più di cent'anni.
Al Gharqana, riserva di Nabq: il villaggio di pescatori dei Muzeina, a venti minuti dagli hotel.
Le tribù non vivono isolate. Il pesce della costa si è sempre scambiato con la frutta dei giardini di montagna, e la grande riunione annuale delle tribù, cinquanta tende di pelo di capra per tre giorni e cinque o sette cammelli sacrificati, la organizzavano proprio i Muzeina.
Le tribù che incontri tu sono tre.
I Muzeina (o Mzeina) sono la tribù più numerosa e sono presenti in tutti i distretti del Sud Sinai, con le roccaforti a Sharm, Nabq, Dahab e Nuweiba sud. A Dahab i beduini ci sono da più di 800 anni. Oggi non sono nomadi: l'UNDP, l'agenzia dell'ONU per lo sviluppo, nel 2023 scrive che si sono sedentarizzati e "dipendono principalmente dalla pesca".
Non è una novità, ed è la cosa che più mi ha colpito leggendo Burckhardt. Nel 1816 incontrò due vecchi Muzeina vicini ai settant'anni che scendevano al mare a pescare con un sacchetto di farina e un otre d'acqua: uno era sordo, e i due si capivano con un vocabolario di gesti costruito in dieci anni di pesca insieme. A Nabq trovò solo pescatori, i più poveri della tribù, senza una barca su tutta la costa: reti a mano dalla riva e lance per il pesce grosso. Le donne filavano nelle tende mentre i mariti erano al mare. Il beduino di Sharm era già un pescatore duecento anni fa. Burckhardt racconta anche come arrivarono: quattro famiglie dall'Hegiaz, la costa araba di fronte, oltre il Mar Rosso, in fuga da una vendetta di sangue, sbarcate proprio a Sherm; rifiutarono di pagare ai Sawalha un tributo in pecore, si allearono con gli Alegat e vinsero una guerra di quarant'anni. E già allora Sherm era loro: Muzeina e Alegat avevano il diritto esclusivo di portare a cammello i pellegrini sbarcati dall'Arabia. Il villaggio di Al Gharqana, dentro la riserva di Nabq, è a maggioranza Muzeina e vive di pesca. Ad Asalah, il quartiere sud di Dahab, ci abitano da secoli. Il ragazzo che ti tiene il cammello al tramonto, molto probabilmente, è un Muzeina.
I Jebeliya stanno intorno al monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, da quasi 1.500 anni. Storicamente servivano il monastero: custodia, giardini, rifornimenti. Sono loro che trovi sulla salita del Monte Sinai. Sono tra i pochissimi beduini del Medio Oriente che fanno i contadini sul serio: circa 400 giardini murati in alta montagna, con il pozzo scavato lungo la vena scura nel granito, mandorli, olivi, meli e albicocchi, una tradizione ereditata dai monaci bizantini. La legge tribale sui frutti è precisa: un cammello di multa per ogni passo dal sentiero all'albero, sei cammelli in tutto per una manciata di albicocche rubate, a meno che tu non sia un viandante affamato e lasci un segno. E la Via Lattea, in quei giardini, si chiama "la linea della frutta", perché sale alta nelle notti d'estate, quando maturano uva e fichi. Tutto questo l'hanno scritto due biologi, Zalat e Gilbert, in un libro che trovi gratis in fondo all'articolo.
I Tarabin sono la tribù del nord, arrivata nel Sinai qualche secolo fa. Tarabeen è il quartiere a nord di Dahab, e la loro zona è Nuweiba.
Come vivono oggi: pesca, edilizia, insegnamento, taxi e camion, un po' di agricoltura (soprattutto palme da dattero) e sempre più turismo. Dopo il 1982, quando il Sinai è tornato egiziano, i lavori nei resort sono andati in gran parte agli egiziani della valle del Nilo, non a loro. È una storia di margine, non di cartolina. Le donne beduine gestiscono i propri soldi e hanno un peso nella famiglia più forte di quello che immagini.
Il villaggio beduino di Sharm: cosa vedi davvero
Il villaggio beduino dove ti portano la sera con il quad è una scenografia. Lo dico senza cinismo: le tende sono vere, il tè è vero, il pane cotto sulla lamiera lo fanno davanti a te. Ma nessuno ci abita. È un campo costruito per ricevere fino a 100 persone a sera, con bagni chimici, tavoli e un palco per lo spettacolo. Lo studio di Horiuchi lo chiama "invenzione della tradizione": il turismo vende i beduini come nomadi mentre loro, da decenni, fanno i pescatori e i tassisti.
Questo non lo rende una fregatura. Lo rende un prodotto. Se vai sapendolo, ti godi la parte buona: il tè con l'habak, la menta selvatica, il fuoco, il buio. Se vai pensando di dormire "con i beduini", resti deluso. I beduini li incontri a Dahab, ad Hodra, nei wadi. Più avanti ti dico come.
Escursione nel deserto a Sharm: cosa include ogni formato
Tutti i tour del deserto da Sharm sono combinazioni degli stessi sei pezzi: quad o buggy, cammello, tè nella tenda, cena, spettacolo, stelle. Cambia quanti pezzi ci sono e quanto durano. I minuti reali di una serata completa, cronometro alla mano: quad 60-80 minuti, cammello 2-10, tè 15, cena 60, spettacolo 45, stelle 20-30, più 20-30 minuti di attese tra una cosa e l'altra. Nessuno te lo scrive, ma è così. Le brochure sono fatte di aggettivi; le serate, di minuti.
AvventuraQuad singolo nel deserto
Quad singolo (1 persona per veicolo) nel deserto del Sinai da Sharm el Sheikh. Tramonto, tende beduini e villaggio Piccolo Egitto.
Da 30 € / veicolo
AvventuraBuggy del Deserto e Piccolo Egitto
Buggy nel deserto di Sharm: esplora il deserto del Sinai su questa macchina a 4 ruote, ideale anche per bambini. Tenda beduina, cammellatina e Piccolo Egitto inclusi.
Da 65 € / veicolo
DesertoLe Mille Voci del Deserto
Escursione di una giornata nel deserto del Sinai: Nawamis preistorici, canyon, iscrizioni antiche e oasi beduina. Guida egiziana che parla italiano, da Sharm el Sheikh.
Da 115 € / persona
Quad a Sharm el Sheikh: la motorata nel deserto
"Motorata" è la parola che usano i turisti italiani per il giro in quad, e su Google la cercano più della parola "safari". Nessun beduino la conosce, ma ormai la capiscono tutti. Ecco cosa succede.
La motorata: in fila indiana, velocità costante, kefiah fino agli occhi.
Ti passiamo a prendere in hotel verso le 16:00. Al centro safari fai il briefing, prendi il casco e parti in fila indiana dietro la guida. Nel nostro tour la motorata dura circa 80 minuti; nei tour da 13-15 euro, da quello che vedo, è spesso molto meno. Il deserto è di pietrisco: si va a velocità costante, uno dietro l'altro, per sicurezza. Se ti aspetti di sgommare sulle dune, non è questo il posto. Se vuoi stare più comodo e con le cinture, prendi il buggy: non si va più forte, la velocità di gruppo è la stessa.
Tappa fissa di quasi tutti: la Valle dell'Eco, dove il gruppo grida e la montagna risponde. Poi la tenda, il tè, il tramonto, e con noi il Piccolo Egitto, un parco con le repliche di Sfinge e piramidi (se è chiuso, rimborsiamo 2,50 euro a persona). Il sole tramonta dietro le montagne, non nel mare: chi si aspetta il sole nel Mar Rosso resta deluso, ma la luce sulla roccia rossa è la foto vera della serata.
Numeri. Quad singolo con noi: 30 euro a veicolo, quad doppio 45 euro per due persone, 3 ore in tutto, casco, guida beduina, tè e acqua inclusi, trasferimento andata e ritorno incluso. La kefiah non è inclusa: costa circa 1 euro vicino all'hotel, 3 euro al centro safari. Non comprarla lì.
Regole quad che applico io: sconsiglio la guida sotto i 18 anni e la vieto sotto i 15; tra 14 e 18 serve la fotocopia della patente. Sotto 1 metro e 40 di altezza non si sale sul quad nemmeno da passeggeri. Agli adulti la patente non serve.
Ci sono tempi morti. Il minibus fa il giro degli hotel, al centro safari si aspetta il gruppo: metti in conto 20-30 minuti per il pullmino e anche più di mezz'ora al centro safari: nessuno te lo dice, io sì. Usali per il tè.
Buggy nel deserto
Il buggy è la macchinina biposto con roll-bar e cinture. Costa più del quad: 65 euro a veicolo per due persone, 95 euro il family da quattro. Ha due vantaggi concreti: ci salgono anche i bambini sotto 1,20 m (sul quad sotto 1,40 no) ed è più stabile sul pietrisco, con le cinture, anche se la velocità di gruppo resta costante. Dura 3 ore e mezza, con Valle dell'Eco, tenda, tè, cammellata e Piccolo Egitto. Il biposto parte lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica; il family da quattro tutti i giorni.
Il Piccolo Egitto al tramonto: repliche, non monumenti, ma la luce è quella vera.
Il cammello
La cosa che delude tutti: nel tour serale la cammellata dura da 2 a 10 minuti. È un giro nel recinto, non una traversata. Sei fonti diverse, tra recensioni e schede tour, la chiamano "cammellatina" e "5 minuti di cammello". Il diminutivo è meritato. Con noi la cammellatina è inclusa nel buggy; con il quad, anche con la cena, non c'è. Va bene per la foto e per i bambini. Non pagare un supplemento per questo.
Il cammello della serata: bastano cinque minuti e una foto. Foto Spielvogel, CC0.
Il problema ricorrente nelle recensioni di gennaio 2026: i ragazzini che tengono il cammello chiedono la mancia prima di farlo alzare. In un caso, dopo un no, hanno fatto correre il cammello e la persona è caduta. Con noi la mancia non è mai un obbligo. Se vuoi lasciare qualcosa, sterline egiziane a tagli piccoli: 20-50 EGP, cioè 35-85 centesimi al cambio di settembre 2026, sono una mancia normale (la cifra è la mia abitudine, non una regola). Un'idea che funziona: matite colorate per i bambini invece dei soldi. Non è un'idea moderna. Burckhardt, nel 1816, scriveva che il denaro offerto a chi ti ospita "crea sempre un senso di umiliazione", mentre caffè e zucchero erano graditi in tutto il deserto, e che "sterline date in regalo contano meno di scellini spesi in cibo". Il turismo ha cambiato molto, non tutto.
Se vuoi il cammello lungo, quello nel wadi con un beduino che cammina davanti, si fa a Dahab o nel Sinai centrale, non a Sharm. Sul prezzo del cammello in Egitto ho scritto un pezzo a parte.
Cena beduina a Sharm
La cena beduina è il pacchetto serale: quad o buggy al tramonto, tenda, cena a buffet, spettacolo, stelle. Con noi si aggiunge al quad o al buggy per 25 euro a persona. In tutto sono 5 ore circa: torni in hotel verso le 21:00-21:30.
Il pane cotto sulla pietra: la parte vera della cena. Dahab, 2025. Foto Mona Helal, CC BY-SA 4.0.
Cosa mangi: pollo alla griglia, kofta, riso, pane arabo, hummus, tahina, insalata, tè. È una cena da campo, cucinata per cento persone. Buona, non memorabile. Chi scrive "cena deludente" nelle recensioni si aspettava un ristorante. Vegetariano? Dillo alla prenotazione: le opzioni ci sono, ma vanno chieste. Lavati le mani prima, e se hai lo stomaco delicato resta sui cibi che conosci.
Lo spettacolo è quasi sempre lo stesso: tanoura (la danza dei dervisci con la gonna che gira), un mangiafuoco, a volte danza del ventre. Dura 45 minuti. In alcuni campi tengono rettili in scatole o una scimmia legata per le foto (recensioni di marzo 2026): se il tema animali ti tocca, chiedimelo prima e ti dico com'è il campo dove andiamo.
La parte più autentica della serata non è lo show. È il tè. Il tè beduino si fa con l'habak, la menta selvatica del Sinai, pestata con le foglie di tè e bollita sulla brace. Habaq in arabo vuol dire "luogo profumato": i beduini chiamano così la pianta perché dove cresce c'è acqua, e dove c'è acqua ci si ferma. Con lo stomaco in disordine ti danno un tè di zaatar, l'origano; per il petto ci mettono il rosmarino. Quei 15 minuti nella tenda sono l'unico momento in cui parli con un beduino. Usa i tempi morti per questo. Il rito è vecchio: Palmer nel 1869 descrive il caffè tostato sulla brace, pestato con un bastone in un pentolino di coccio, e il padrone di casa che beve per primo, poi passa le tazzine agli ospiti. Se il beduino beve prima di te, non è maleducazione: è l'usanza.
Le stelle nel deserto del Sinai
Le stelle non sono garantite, e nessuno te lo dice. Dipendono da tre cose: la luna, l'orario e il tour.
Così si vede la Via Lattea con la luna nuova. La foto è dal Deserto Bianco, ma nel Sinai centrale il cielo è lo stesso.
La luna. Con la luna piena o quasi il cielo è "lavato" e vedi solo i pianeti. Vuoi la Via Lattea? Prenota la serata stelle nei cinque giorni intorno alla luna nuova, cioè le notti senza luna. Controlla la fase lunare prima di scegliere la data: è una ricerca di dieci secondi, e ti evita di pagare per guardare la luna, che vedi anche dal balcone.
L'orario. I tour serali finiscono verso le 21:00-21:30. Giove e Saturno, in certi mesi, salgono dopo mezzanotte (lo scrive un recensore nel luglio 2025). Il telescopio del campo è piccolo, e l'"astronomo" ti mostra le costellazioni principali. È un'introduzione, non un osservatorio.
Il tour. Nei pacchetti da 20 dollari le stelle sono una voce facoltativa, e quando il gruppo è piccolo la tappa salta. "Sono venuto per le stelle e mi hanno detto che non c'era lo stargazing", TripAdvisor, settembre 2023. Se le stelle sono il motivo del viaggio, il posto giusto è una notte nel Sinai centrale, dove le luci di Sharm non arrivano.
Discoteca nel deserto a Sharm
Esiste anche la serata "discoteca nel deserto": stesso tipo di campo, musica alta, pochi beduini. Io non la vendo e non la consiglio. Se vuoi ballare, Naama Bay è più vicina e costa meno.
Safari nel deserto di Sharm el Sheikh: la giornata intera nel Sinai, dove pochi portano
Questa parte è per chi ha una giornata intera e bambini dai 6-7 anni in su; se hai solo una sera, salta pure a "Quanto costa". Qui cambia tutto: distanza, prezzo, e quello che vedi. È il deserto che racconto sul canale da anni.
I Nawamis. Sono tombe circolari di pietra, alte 2 metri, larghe da 3 a 6, con la porta sempre rivolta a ovest. I resti umani trovati dentro sono datati tra il 4000 e il 3150 avanti Cristo: più vecchie delle piramidi di Giza di mille anni e più. Stanno nel Sinai centrale, sulla pista tra Nuweiba, l'oasi di Hodra e Santa Caterina, a circa 160 km da Sharm e 110 da Dahab. Non c'è biglietto, il sito è custodito dai beduini Muzeina. I beduini le chiamano nawamis, "case delle zanzare": raccontavano a Palmer, nel 1869, che le avevano costruite i figli d'Israele per ripararsi da una piaga di zanzare mandata dal cielo come punizione. Palmer le credeva case; oggi sappiamo che sono tombe. Ci si arriva solo in fuoristrada o in cammello, con una guida beduina e i permessi. Ci ho scritto una guida intera. Nel nostro tour Le Mille Voci del Deserto, la giornata intera nel Sinai centrale di cui parlo più sotto, i Nawamis sono la prima tappa: dentro, anche con 40 gradi fuori, fa fresco.
L'oasi di Hodra (Ain Khudra, "l'occhio verde"). Un'oasi con la sorgente, le palme, i giardini di datteri, mele e uva coltivati dai Muzeina. Uno dei primi europei a vederla fu Palmer nel 1869, prima di lui solo il reverendo Holland: arrivò alla fenditura nella roccia a fine giornata, in una tempesta di sabbia, e la chiamò "senza eccezione il paesaggio più bello e romantico del deserto". Trovò la sorgente che nasce nella roccia dietro il palmeto, un canale scavato nella pietra fino a una vasca, muri antichi, e due proprietari Muzeina che gli mostrarono una crepa nella roccia chiamata Bab er Rum, la porta dei Greci: secondo loro gli antichi abitanti avevano aperto una porta nella montagna, ci avevano nascosto un tesoro e l'avevano richiusa con la magia. Palmer pensava a una colonia di monaci. I proprietari, centocinquant'anni dopo, sono ancora Muzeina.
Sta a un'ora di cammino dalla strada asfaltata, più lunga la pista per il fuoristrada, e ci arrivi solo così: in fuoristrada o a piedi. Chi ci va senza tour lo scopre a sue spese: il punto di scarico è un caffè in disuso sulla strada, la Cafeteria Jomaa, che i tassisti venuti dal Cairo non conoscono; da lì si cammina un'ora nel deserto, e la guida beduina è obbligatoria. Usa un autista beduino. È il punto di partenza classico per i Nawamis e per la notte sotto le stelle: qui si dorme sotto le palme, si mangia il pane cotto sulla pietra, il bagno è un buco nel terreno. Se il tuo problema è la polvere e il bagno, fermati alla cena beduina. Se il tuo problema è il "villaggio finto", questa è la risposta.
Il Canyon Bianco. Una gola di arenaria chiara con pareti fino a 40 metri, in certi punti larga quanto le tue spalle. L'attraversamento dura da 45 minuti a un'ora e mezza, con un passaggio dove si scende con una corda corta e una scala. Nel nostro tour Vero Canyon e Dahab, il martedì, lo facciamo insieme al Canyon Rosso di Salama: due ore di strada dall'hotel, cambio sul 4x4 a Wadi Ghazala, poi pranzo sul mare a Dahab. Il difetto: i passaggi stretti. Se sei in forte sovrappeso o hai problemi respiratori, valuta bene; c'è un percorso alternativo con la guida, ma chiedilo alla prenotazione.
Canyon Rosso e Canyon Bianco, mezz'ora oltre Dahab. Seconda foto: Tommy from Arad, CC BY 2.0.
Dahab e i beduini: Wadi Gnai e Asalah
Wadi Gnai è una valle 10 km a sud di Dahab, mezz'ora dal centro: un palmeto, giardini beduini in parte abbandonati, cascate secche e, d'inverno, acqua che trasuda dalla roccia. Ci vanno gli arrampicatori e quasi nessun turista. Io ci porto i clienti nelle giornate private, combinandola con Dahab in un tour privato: il prezzo lo faccio su richiesta, perché dipende da quanti siete e da cosa mettiamo dentro. Ad Asalah, il quartiere beduino di Dahab, i Muzeina abitano da secoli: lì vedi le case, le barche, i bambini, non le tende. Dahab merita comunque una pagina a parte.
Dahab: a 80-100 km da Sharm, il primo posto dove i beduini abitano davvero.
La cosa da capire: da Sharm a Dahab sono 80-100 km, e a Hodra o ai Nawamis non arrivi in una sera. Questi posti costano una giornata intera, da 65 a 115 euro a persona con noi, e ti chiedono 2-3 ore di macchina e pista. In cambio vedi il Sinai che quasi nessun turista vede.
Quanto costa il deserto a Sharm el Sheikh: prezzi verificati settembre 2026
Cambio usato: 1 euro = 59,13 sterline egiziane (XE, 28 settembre 2026). Il cambio si muove: controlla.
| Escursione | Prezzo di mercato (siti di prenotazione come GetYourGuide, Viator, Civitatis e operatori locali, settembre 2026) | Con Buongiorno Egitto | Durata |
|---|---|---|---|
| Quad al tramonto | da 13 € (egyptra) a 15,60 $ (Civitatis) a 23-25 € (GetYourGuide); su alcune piattaforme più una "fee governativa" da 1 $ a 10 € in contanti | 30 € singolo, 45 € doppio, trasporto, casco, tè e acqua inclusi | 3 h |
| Buggy al tramonto | da 18 € (egyptra, con cammello e cena) | 65 € doppio, 95 € family | 3,5 h |
| Quad + cammello + cena + show + stelle | da 21,90 $ (Viator) a 30 € (egyptra) a 51 $ (Civitatis, guida italiana) | quad o buggy + 25 € a persona | 5 h |
| Cena beduina con cammellata, senza quad | 19 € (egyptra) - 35 € (Sharm Station) adulto; 20 € bambino 4-10 anni | su richiesta | 4-5 h |
| Canyon Bianco + Rosso + Dahab | da 19 $ (Viator) a 23 € (excursionmania) | 65 € adulto, 50 € 13-17 anni, 40 € 2-12 anni | 8 h |
| Nawamis, canyon Sakka Harun, Wadi Mukattab, pranzo in oasi | quasi nessuno lo vende | 115 € adulto, 90 € ragazzo, 70 € bambino | 9 h |
| Canyon e Dahab in privato | nessun prezzo di listino sul mercato | 150 € a testa in due, 115 in tre, 105 in quattro | giornata |
| Trekking di più giorni nel Sinai con i beduini | 85-220 $ a persona al giorno (operatori di Dahab e Santa Caterina) | su richiesta | 2-3 giorni |
Costiamo più della media: lo vedi dalla tabella. Ecco cosa comprende il prezzo e cosa non ti succede. Dentro: trasferimento dall'hotel e ritorno, guida nostra, tè, acqua e casco sul quad (sul buggy l'acqua alla tenda si paga a parte), e nel Sinai centrale il 4x4 e il pranzo. Non succede: nessuna "fee governativa" da pagare in contanti all'arrivo, nessuna sosta in un negozio, nessuna destinazione cambiata senza dirtelo prima. I fotografi al centro safari sono liberi professionisti, non nostri: se compri le foto, non pagare più di 15 euro a persona.
Gli extra che esistono ovunque, in loco: bibita alla sosta 100 EGP (1,70 €), kefiah 1 euro in strada, 3 euro al centro safari (nella tenda arrivano a chiederne 5 dollari), foto professionali da 5 a 50 dollari, mance. Porta acqua congelata dall'hotel e la kefiah comprata in strada.
I difetti prima: polvere, freddo, buio
La polvere. Il quad davanti a te alza una nuvola che non finisce. La kefiah da sola non basta: un utente italiano su TripAdvisor consiglia mascherina chirurgica sotto la kefiah e occhiali chiusi. Vestiti vecchi: la polvere rossa non viene via al primo lavaggio. Se soffri di asma, chiedi il posto in testa alla fila o scegli il buggy.
Il freddo. A Sharm, in gennaio, la minima media sulla costa sta tra 13 e 14 gradi. Nel deserto, con il vento e senza il mare, la sera scendi facilmente a 10-12. A Santa Caterina, a 1.600 metri, la minima media di gennaio sta intorno ai 2 gradi e quella di dicembre intorno ai 4, e certi inverni nevica sul serio: chi gestisce il Sinai Trail consiglia di finire le traversate entro fine novembre o di partire dopo fine febbraio. Burckhardt nel 1816 misurò 43 gradi sulla costa e mai più di 24 al monastero, e scrisse che d'inverno "tutto l'alto Sinai è coperto di neve, che chiude molti passi"; una notte nei wadi fece così freddo che dormirono tutti intorno al fuoco tenendolo acceso tutta la notte. Da novembre a marzo il piumino non è un eccesso, è il minimo (mese per mese, il periodo migliore per Sharm). Le foto del deserto sono a maniche corte; la sera no.
Il caldo. Ad agosto la massima media sulla costa di Sharm è 38 gradi; nel deserto interno, da giugno a settembre, si arriva a 45 di giorno. Il quad al tramonto va bene, il Sinai centrale a mezzogiorno no. Per Hodra e Nawamis il periodo giusto è da novembre a marzo.
Gli animali. Nel Sinai centrale, se dormi fuori, le scarpe chiuse valgono anche di notte: c'è uno scorpione giallo con una puntura seria e una vipera cornuta che ama la sabbia fine. Scuoti le scarpe la mattina e non infilare le mani nelle fessure delle rocce. I lupi esistono, ma li hanno visti solo le fototrappole in alta montagna: non sono un tuo problema.
Il buio. Se prenoti il turno più tardi del tramonto, la motorata di ritorno la fai al buio e "non vedi niente" (forum TripAdvisor Italia). Prendi il turno più presto o, meglio, l'alba: aria fresca, luce migliore, meno polvere alzata dai gruppi prima di te. All'alba però non ti garantisco la guida italiana.
Come riconosci la versione trappola
Il deserto è l'escursione dove le fregature sono più facili, perché il prodotto è semplice e i costi di chi lo vende sono bassi. Sette segnali, dalle recensioni degli ultimi due anni. Per le fregature di tutta Sharm, non solo del deserto, c'è la guida su come evitarle.
Il venditore a bordo piscina o in strada che ti offre il quad a 15 euro. Non ha un'assicurazione vera, fa guidare anche i minori di 16 anni, e gli incidenti nei forum sono frequenti. Se succede qualcosa, non esiste nessuno da chiamare.
Il quad che non frena. "I freni del mio amico non funzionavano" (marzo 2026). "Sterzi a destra e gira a sinistra" (settembre 2019). Prima di partire prova i freni sul posto e chiedi il cambio se qualcosa non va. Sul pietrisco frena prima con il freno posteriore e tieni il doppio della distanza.
Il tè "gratis" seguito dalla vendita. Nella tenda arrivano kefiah a 5 dollari, bracciali, foto. Il tè è incluso; il resto no, e non sei obbligato a niente. Se ti senti forzato, ti alzi ed esci dalla tenda: è permesso.
La destinazione cambiata. "Cena sotto le stelle" che finisce sotto un tetto, "villaggio beduino" che è un piazzale con tre tende, stelle saltate perché il gruppo è piccolo. Il programma lo devi avere per iscritto prima, con le tappe.
La recensione fotografata. Ti chiedono cinque stelle su TripAdvisor davanti alla guida, con il telefono in mano, prima di riportarti in hotel (gennaio 2026). Un operatore serio la recensione la chiede il giorno dopo, su WhatsApp, e accetta anche le quattro stelle.
La fee in contanti all'arrivo. La "tassa governativa del deserto" varia da 1 dollaro a 10 euro a seconda di chi te la chiede: è la voce più confusa del 2026. Il prezzo che vedi deve essere il prezzo che paghi. Se ti chiedono soldi in più all'arrivo, il prezzo di partenza era finto.
Il van che riparte senza di te. Succede (ottobre 2024). Salva il numero WhatsApp dell'operatore prima di partire: non del venditore, dell'operatore che ti verrà a prendere.
Cosa portare e come vestirsi
Lista corta, da esperienza.
- Scarpe chiuse, non sandali: il pietrisco entra ovunque.
- Pantaloni lunghi o leggings, anche d'estate: il motore del quad scalda e i rami graffiano.
- Kefiah comprata in strada a 1 euro, più mascherina chirurgica sotto per la polvere.
- Occhiali da sole di giorno e, se torni al buio, occhiali trasparenti o da moto.
- Felpa da aprile a ottobre, piumino da novembre a marzo.
- Acqua congelata dall'hotel: alla sosta la bibita costa 100 EGP.
- Contanti in sterline egiziane a tagli piccoli per le mance, non euro (come e dove cambiare).
- Crema solare anche alle 16:00.
- Il telefono carico e il numero WhatsApp di chi ti viene a prendere.
Cosa lasciare in hotel: gioielli, vestiti chiari che vuoi rimettere, aspettative da Sahara. Per la valigia in generale ho una guida completa.
Bambini, gravidanza, schiena: chi può e chi no
Bambini. Sul quad nessun bambino sotto 1 metro e 40, nemmeno da passeggero. Sotto i 15 anni non si guida. Il buggy è la risposta: i bambini sotto 1,20 m ci salgono con le cinture, e la famiglia sta nello stesso veicolo. La cena beduina piace ai bambini per il fuoco, il cammello (se prendete il buggy) e lo spettacolo; le stelle arrivano tardi e spesso li trovano addormentati. Il Sinai centrale (Mille Voci del Deserto) va bene dai 6-7 anni, solo se non soffrono di mal d'auto: sono 9 ore, con lunghi tratti di pista. Ho scritto una guida sulle escursioni con i bambini.
Gravidanza. Tutti gli operatori seri escludono il quad e il buggy in gravidanza: GetYourGuide, Viator, TripAdvisor lo scrivono nelle note piccole. Io te lo dico in grande: il pietrisco fa saltare, e il rischio non giustifica un'ora di giro. La cena beduina senza quad, arrivando in minibus, si può organizzare: chiedimelo prima.
Schiena e cuore. Stessa cosa: chi ha ernie, problemi lombari o cardiaci non sale sul quad. Un'ora e venti di vibrazioni su pietra è la cosa peggiore che puoi fare a una schiena che già fa male. Il buggy con le sospensioni è un po' meglio, non abbastanza. Il 4x4 verso i canyon è pista sconnessa: chi soffre di mal d'auto se lo ricorda per giorni.
Asma e claustrofobia. Il Canyon Bianco ha passaggi stretti e la polvere del 4x4. Il percorso alternativo esiste, ma chiedilo alla prenotazione, non sul posto.
Prima di prenotare: le domande che mi fanno sempre
Quando si parte. Il quad singolo parte tutti i giorni dalle 16:00 circa, il quad doppio alle 14:30 o alle 16:00, il buggy biposto lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica, il family da quattro tutti i giorni. Le Mille Voci del Deserto va dalle 9:00 alle 18:00 circa, il Vero Canyon e Dahab parte il martedì alle 8:00. Prenotare oggi per domani si può, se c'è posto: scrivimi e ti rispondo con l'orario del tuo hotel, perché il minibus fa il giro e da Nabq o da Sharm el Maya l'ora cambia.
Chi c'è con te. Nella serata in quad o buggy ci sono la guida beduina e un nostro rappresentante; la guida in italiano per tutta la giornata è nel Sinai centrale e nei canyon. All'alba la guida italiana non è garantita.
Bagni. Al centro safari ci sono panchine, tettoie e bagni; al campo della cena i bagni sono chimici. Con bambini piccoli, fateli andare prima di salire sul quad.
Cena senza quad. Si organizza su richiesta, arrivando in minibus: va bene per i nonni e per chi è in gravidanza.
Vento, pioggia, cancellazioni. Le condizioni te le scrivo nella conferma, nero su bianco, prima che tu paghi. Chiedile a chiunque prenoti: un venditore che non te le dà per iscritto è già una risposta.
Cosa scelgo io
Se hai una sera sola: quad singolo al tramonto con la cena beduina, 30 più 25 euro. Il quad lo fai per te, la cena la fai per il tè e il fuoco, e torni in hotel verso le 21:00-21:30 sapendo com'è il deserto di Sharm. Prenotalo in una settimana di luna nuova se vuoi le stelle. Niente cammello lungo, niente villaggio vero, e lo sai già.
Se hai una giornata: Le Mille Voci del Deserto. 115 euro, 9 ore, i Nawamis, il canyon di Sakka Harun, la Roccia del Fungo, le iscrizioni in nabateo, greco e copto di Wadi Mukattab, il pranzo in un'oasi con una famiglia beduina che ci abita. Su Wadi Mukattab due righe di storia: Burckhardt nel 1816 ci camminò due ore e mezza tra rocce coperte di scritte, e calcolò che a copiarle tutte un disegnatore avrebbe impiegato da sei a otto giorni; Palmer capì che erano per lo più nomi di mercanti e carovanieri, incisi con una pietra appuntita sempre dove c'era ombra per la sosta di mezzogiorno. Graffiti di duemila anni, in pratica: "sono passato di qui", firmato, come sui muri di oggi, solo che questi sono durati. È il tour che faccio per portarti fuori dal recinto. Il difetto lo dico prima: è lunga, la pista è sconnessa, all'oasi ci sono le mosche.
Se devi sceglierne una sola, io scelgo la seconda. Il quad lo trovi in tutto il mondo. I Nawamis no.
AvventuraQuad singolo nel deserto
Quad singolo (1 persona per veicolo) nel deserto del Sinai da Sharm el Sheikh. Tramonto, tende beduini e villaggio Piccolo Egitto.
Da 30 € / veicolo
DesertoLe Mille Voci del Deserto
Escursione di una giornata nel deserto del Sinai: Nawamis preistorici, canyon, iscrizioni antiche e oasi beduina. Guida egiziana che parla italiano, da Sharm el Sheikh.
Da 115 € / persona
AvventuraVero Canyon e Dahab
Scopri i veri canyon del Sinai: Canyon Rosso Salama e Canyon Bianco, poi relax e pranzo sul mare a Dahab.
Da 65 € / persona
Letture consigliate, quasi tutte gratis
Se il deserto ti resta in testa, questi sono i libri da cui ho preso le storie di questo articolo. Li ho scelti perché si leggono online e perché nessuna guida turistica li cita.
- John Lewis Burckhardt, Travels in Syria and the Holy Land (1822). L'ultimo capitolo è il Sinai del 1816: Sherm con due baie e nessun hotel, i Muzeina pescatori, i prezzi dei cammelli. Testo integrale gratis su archive.org (l'edizione su Project Gutenberg si ferma prima del Sinai).
- Edward Henry Palmer, The Desert of the Exodus (1871). Il Sinai a piedi, con le guide beduine. Hodra e i nawamis stanno tra la fine del primo volume e l'inizio del secondo; Wadi Mukattab nel primo. Gratis su archive.org e Google Books.
- Pierre Loti, Il deserto. Un viaggio attraverso il Sinai (1895). L'unico dei tre tradotto in italiano (Ibis, Editori Riuniti): la traversata in cammello da Suez, il freddo di notte, il ritmo della carovana. In francese è gratis su Wikisource.
- Samy Zalat e Francis Gilbert, Gardens of a Sacred Landscape (AUC Press, 2008). I giardini dei Jebeliya a Santa Caterina, gli animali, le piante del tè, la legge dei sei cammelli. Gli autori tengono online la versione a colori, gratis, sul sito di ecologia dell'Università di Nottingham. In inglese, con i disegni dal vero di Ahmed Gheith.
- Clinton Bailey, Bedouin Law from Sinai and the Negev (Yale, 2009). Come funzionano ospitalità, onore e giustizia tra i beduini. In prestito gratuito su archive.org.
- Ben Hoffler, Sinai: The Trekking Guide (Trailblazer, 2013). Settantaquattro mappe e le tribù raccontate da chi ha fondato il Sinai Trail con loro. A pagamento; le schede delle tribù sono gratis su sinaitrail.net.
- Smadar Lavie, The Poetics of Military Occupation (University of California Press, 1990). L'unico libro intero sui Muzeina, scritto da un'antropologa che ha vissuto con loro tra Dahab e Nuweiba. Solo a pagamento o in anteprima su Google Books, ma se vuoi capire davvero chi ti versa il tè, è questo.
Se hai ancora un dubbio
Il deserto è l'escursione più semplice da vendere e la più facile da fare male. Se non sai quale scegliere, dimmi con chi vieni, quanti giorni hai e se qualcuno ha problemi di schiena o soffre il mal d'auto. Scrivimi su WhatsApp, rispondo io.
Domande frequenti
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Scrivimi su WhatsApp: rispondo in italiano, sono a Sharm el Sheikh e conosco l'Egitto come le mie tasche.
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