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Come Visitare Siwa in Egitto

Come Visitare Siwa in Egitto

Guida all'oasi di Siwa: come arrivare dal Cairo o da Marsa Matrouh, saline dove galleggiare, laghi salati, tempio di Amon, Shali, datteri e olive, dove dormire e quanto costa.

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Scritto da Omar

Staff Buongiorno Egitto, ufficio di Sharm el Sheikh

Pubblicato: 28 aprile 2025

Aggiornato: 28 settembre 2026

In breve

Siwa è un'oasi berbera nel Deserto Occidentale, a 300 km dalla costa e a 50 dalla Libia, una ventina di metri sotto il livello del mare. Si arriva in bus o in auto dal Cairo (12-13 ore) o da Marsa Matrouh (4-5 ore) e servono almeno 3 notti. Da non perdere: le saline dove si galleggia, i laghi salati, il tempio dell'oracolo di Amon, la fortezza di Shali, il deserto in 4x4 e i giardini di datteri e olive.

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Dove si trova Siwa: la mappa con i posti migliori

Siwa non è facilissima da raggiungere, ma è proprio questo a renderla speciale, e in questa guida ti racconto come visitarla. L'oasi si trova nell'angolo più occidentale dell'Egitto, a circa 300 km a sud della costa mediterranea e a soli 50 km dal confine con la Libia, sul bordo del Grande Mare di Sabbia, la parte più impraticabile del Sahara egiziano.

Gli antichi chiamavano queste oasi le "Isole dei Beati": depressioni naturali scavate nell'altopiano libico, protette dalla sabbia che avanza da alte pareti di calcare e rese fertili da decine di sorgenti d'acqua dolce. Siwa in realtà è un piccolo gruppo di oasi dentro una conca lunga una cinquantina di chilometri e larga una decina, una ventina di metri sotto il livello del mare, circondata da un altopiano brullo dove non piove quasi mai. Non è lontana dalla Depressione di Qattara, il secondo punto più basso dell'Africa.

È per questo che l'acqua affiora dappertutto: sorgenti, laghi, paludi salate. E il clima secco e l'aria pulita fanno di Siwa un posto ottimo per trattamenti di benessere, sabbiature e bagni termali.

Chi sono i siwani

Nell'oasi vivono circa 20.000 persone, in gran parte berberi: sono loro, non gli arabi, i veri indigeni del Deserto Occidentale. Parlano una lingua tutta loro, il siwi, oltre all'arabo, e hanno tradizioni e un'architettura che non trovi in nessun altro posto dell'Egitto. Te ne accorgi subito: i ritmi, i carretti trainati dagli asini, i tuk tuk, le donne che in centro vedrai pochissimo. Siwa è stata annessa all'Egitto solo nel 1820 e per secoli è stata di fatto una repubblica indipendente.

Come arrivare a Siwa

Ci sono vari modi per arrivare a Siwa. La prima decisione è se partire dal Cairo, più comodo per chi vuole visitare anche la capitale ma anche più lungo e faticoso, da Alessandria, che si trova sulla costa, o da Marsa Matrouh, una località di mare nel nord dell'Egitto e anche la città più vicina all'oasi.

Mappa dell'Egitto con percorso in rosso che collega Siwa, Marsa Matruh, Alessandria e Il Cairo attraverso il deserto occidentale

Come andare dal Cairo a Siwa

In aereo

Il Cairo è l'unica località dalla quale partono voli per Siwa. Ci sono dei voli in piccoli aerei charter, il problema è che sono molto difficili da trovare e partono solo se ci sono gruppi e in certe date.

In bus

La maniera più economica per raggiungere Siwa è l'autobus. Ci sono bus che partono dal Cairo e da Alessandria: costano 10-20 euro a seconda della compagnia e partono alle 9:30 del mattino. Al Cairo partono dalla stazione Turgoman, puoi comprare i biglietti vicino all'entrata principale. Il viaggio dura circa 12-13 ore ed è la soluzione per chi ha tempo e spirito backpacker.

Strada asfaltata diritta che attraversa il deserto egiziano con campi irrigati e una collina rocciosa all'orizzonte sotto cielo azzurro

In macchina

Se vuoi stare comodo ed evitare i gruppi ti consiglio di andare in auto: è la scelta che abbiamo fatto noi. Puoi cercare autisti privati online o una volta arrivato al Cairo. I prezzi variano a seconda dell'affidabilità dell'autista, della qualità della vettura e del giorno del viaggio (venerdì e sabato sono giorni di festa e in genere c'è più richiesta). Per spostarti da solo puoi anche vedere i prezzi su InDrive.

Avevamo ricevuto varie offerte sui 100 euro, ma abbiamo deciso di viaggiare con un autista un po' più caro che ci dava più fiducia.

C'è anche una strada che collega il Deserto Bianco e il Deserto Nero a Siwa. È un itinerario perfetto per esplorare zone dell'Egitto poco conosciute ma splendide. Questa strada, però, non è sempre aperta: a volte viene chiusa dalle autorità, e per questo mettere insieme le due aree in un unico viaggio è spesso difficile.

Due persone sedute su una strada asfaltata al tramonto nel deserto egiziano con il sole all'orizzonte Foto immancabile in mezzo alla strada

Tre uomini sorridono sulla spiaggia al tramonto, con il sole sull'orizzonte e una barca a vela in lontananza Con il nostro autista nel deserto di Siwa

Come andare da Marsa Matrouh a Siwa (o da Alessandria a Siwa)

Sulla costa del Mediterraneo, a ovest, ci sono molte città tra cui Alessandria e Marsa Matrouh. Se parti da qui valgono le informazioni di prima: bus o macchina. Da Marsa Matrouh la strada è una sola, dritta verso sud nel deserto, e in 4-5 ore sei nell'oasi.

L'opzione extra: Cairo, Alessandria, Marsa Matrouh e Siwa

C'è un'altra soluzione che secondo me rende il viaggio vario e piacevole: volare prima al Cairo ed esplorare le sue meraviglie storiche e culturali, spostarsi poi a nord e fermarsi ad Alessandria (un paio di notti bastano), quindi proseguire in autobus o con un trasferimento privato verso Marsa Matrouh, dove puoi rilassarti qualche giorno e goderti il mare.

  • Da lì raggiungere Siwa diventa più semplice: la distanza è di circa 300 km, che si coprono in 4-5 ore di viaggio.

Attenzione: Marsa Matrouh è vivace e funzionante soprattutto da maggio a ottobre. Se viaggi in inverno troverai molti servizi chiusi e avrai meno cose da fare, quindi potrebbe essere meno interessante come tappa intermedia.

Qual è il periodo migliore per andare a Siwa?

Il periodo migliore per visitare Siwa va da ottobre ad aprile, grazie alle temperature più miti e al clima secco. In autunno, tra ottobre e novembre, c'è anche la raccolta dei datteri e l'oasi è al massimo. In estate si superano facilmente i 40 gradi e nei giorni peggiori si arriva a 50: l'oasi resta vivibile per via dei palmeti e delle sorgenti, ideali per rinfrescarsi, ma è consigliata solo a chi regge bene il caldo. Mi raccomando, portatevi anche uno spray per le zanzare. In primavera e a inizio autunno è comunque fattibile, ma portatevi un cappello per il deserto.

  • Alta stagione (autunno e inverno): clima fantastico, ideale per esplorare le saline e il deserto. Un po' più affollata e i prezzi sono relativamente più alti.

  • Estate (bassa stagione): puoi approfittare delle spiagge di Marsa Matrouh, che riapre al turismo e rende il tragitto per Siwa (poche ore) più breve rispetto alla partenza dalla capitale. Però fa molto caldo e non è indicata per chi soffre le temperature alte: è comunque fattibile, ma con protezione per il sole e tanta acqua.

Cosa vedere a Siwa

Le saline di Siwa

Diventate celebri su Instagram per i loro colori incredibili, i laghetti salati di Siwa hanno acque turchesi incastonate tra formazioni di sale bianco, uno spettacolo naturale unico. Si trovano all'interno della miniera di sale del Siwa Salt Group, a circa 12 km a est del centro di Siwa. Puoi arrivarci con un tuk tuk, i piccoli taxi locali che troverai ovunque in città: 15 euro è un prezzo giusto per una mattinata andata e ritorno ai laghi di sale.

Questa è una miniera di sale dove l'uomo scava per estrarre il sale dal terreno, e durante questo processo dal sottosuolo sgorgano sorgenti naturali che vanno a riempire le cavità scavate, formando così quelle famose vasche cristalline.

Il risultato è un paesaggio surreale: vasche naturali e artificiali si alternano, ognuna con colori diversi, riflessi cangianti e bordi bianchi di sale puro.

Una miniera in attività

Sappi che si tratta di una vera e propria salina in attività, quindi ci saranno gru e altri macchinari al lavoro nell'area, ma fanno il loro mestiere e sembrano abituati ai turisti. Puoi rilassarti, galleggiare nelle acque ipersaline (come nel Mar Morto!) e scattare foto incredibili. A volte incrocerai macchinari e operai al lavoro, ma è anche questo che rende l'esperienza autentica.

Se vuoi trovare le piscine più piccole, tranquille e perfette per una foto da sogno, chiedi al tuo autista di tuk tuk di portarti nei punti meno battuti.

Escavatore giallo che scava con la benna in un cantiere di estrazione, mucchi di sabbia bianca sullo sfondo e operaio nella cabina

Galleggiare nelle saline è un'esperienza da provare: l'acqua è talmente satura di sale che si resta a galla senza alcuno sforzo, la forza di gravità sembra un'altra. Se decidi di entrare in acqua non restarci più di un'ora per evitare di irritare la pelle, non aprire gli occhi sott'acqua e sciacquati con acqua dolce appena esci.

La Fortezza di Shali

Uno dei luoghi più incredibili di Siwa, che ne racconta la storia e regala viste uniche su tutta l'oasi: la Fortezza di Shali è iconica, e certamente uno dei motivi per visitare Siwa.

Nel 708 d.C. l'Islam arrivò all'oasi. I siwani, forse cristiani all'epoca, si rifugiarono nella loro fortezza e all'inizio respinsero l'esercito arabo (ricordate che i siwani sono berberi, non arabi). Nel 1203, a causa di continui attacchi e in particolare di una violenta incursione beduina, la popolazione si era ridotta a soli 40 uomini di sette famiglie. Per maggiore sicurezza gli abitanti abbandonarono l'antica città di Aghurmi e fondarono Shali ("città"), una nuova città fortificata con solo tre porte. Poco dopo la popolazione dell'oasi crebbe a circa 600 persone. In quel periodo Siwa potrebbe essere stata una repubblica indipendente.

Il karsheef: sabbia, sale e pietre

La fortezza di Shali era realizzata con il karsheef, una miscela di sale, argilla e sassi. I mattoni venivano modellati a mano e fatti asciugare al sole. Le pareti, spesse e senza grandi finestre, servivano a proteggere dal caldo e dal freddo. Il sale rendeva le case resistenti al clima secco, ma le indeboliva in caso di pioggia abbondante.

La pioggia del 1926

In un posto dove non piove quasi mai, nel 1926 piovve per tre giorni e tre notti di fila: le case di fango salato di Shali si squagliarono, costringendo gli abitanti a trasferirsi in nuove abitazioni nel piccolo villaggio ai piedi della collina. A tutti gli effetti è qui che si trovava anche il nostro hotel, che scopriremo più avanti.

I laghi salati

Una cosa che mi ha davvero stupito è che, quando si parla di Siwa, quasi nessuno nelle guide online nomina i grandi laghi salati naturali nel deserto. Sono enormi e se non sapessi che sono laghi avrei tranquillamente creduto fosse il mare, tanto sono larghi.

Nella depressione di Siwa ci sono circa diciotto laghi salati, di forme e dimensioni diverse. I più piccoli e bassi in estate si restringono parecchio o si prosciugano del tutto, lasciando croste bianche di sale. I tre più grandi sono:

  • Birket Siwa (il Lago di Siwa): a ovest del centro, è il più grande. È il lago dell'isola di Fatnas e degli ecolodge più famosi.

  • Birket al-Maraqi: ancora più a ovest, all'estremità dell'oasi verso il villaggio di Maraqi, il più selvaggio.

  • Birket Zeitun: a est del centro, il meno frequentato.

Intorno ai laghi ci sono strati di sale e paludi salmastre di canne, tamerici, giunchi e poche altre piante che resistono al sale. Non cresce molto altro spontaneamente, e con un clima quasi senza pioggia non c'è da stupirsi: tutto il verde che vedi a Siwa, i palmeti e gli uliveti, è coltivato dall'uomo.

Forse il motivo per cui se ne parla poco è che in queste zone non ci sono monumenti, quindi meno gente ci va, e poi sono un po' fuori mano e arrivarci può costare qualcosa in più. Onestamente qui i panorami sono davvero incredibili e tra i più belli che ho visto a Siwa. Come si può visitare Siwa e non scoprire questi luoghi?

Da sempre le persone arrivano da luoghi lontani per i laghi salati di Siwa, convinte che le loro acque abbiano proprietà benefiche e possano aiutare a lenire dolori o malattie. Non è solo una moda moderna: già nell'antichità questa zona attirava viaggiatori importanti. Uno dei visitatori più famosi fu Alessandro Magno, che nel 331 a.C. venne proprio qui per consultare il leggendario Tempio dell'Oracolo di Amon.

Tempio di Amon

Il Tempio dell'Oracolo di Amon è un luogo mitico che ha fatto la storia di Siwa. Era dedicato al dio Amon, la divinità solare che gli antichi egizi veneravano come signore dell'universo e padre dei faraoni.

Il tempio era famoso in tutto il mondo antico per il suo oracolo, considerato uno dei più potenti e rispettati dopo quello di Delfi in Grecia. Qui si veniva da lontano per porre domande agli dei, ricevere consigli politici o conferme sul proprio destino.

Alessandro Magno e Siwa

Alessandro conquistò l'Egitto nell'autunno del 332 a.C. e l'anno dopo, nel 331 a.C., attraversò il deserto fino a Siwa. Immagina camminare per centinaia di chilometri nel deserto solo per raggiungere questo tempio. Ci sono cronache di soldati persi nel deserto, vittime del caldo o della sete, in lunghe marce militari solo per arrivare al tempio di Amon. Alessandro voleva sapere se fosse davvero figlio di Zeus-Amon, e pare che il responso dell'oracolo fu positivo, rafforzando così il suo potere anche sul piano divino.

C'è un dettaglio buffo che ho trovato in Plinio il Vecchio, nella sua Storia Naturale: i soldati macedoni trovarono i datteri egiziani così buoni che molti morirono soffocati per averne mangiati troppi. Leggenda o no, ti dà l'idea di cosa fossero i datteri per chi arrivava da fuori. A Siwa lo capirai al primo assaggio.

Oggi del tempio restano rovine suggestive su una collina rocciosa, da cui si gode una vista spettacolare sull'oasi e sui laghi. Anche se il tempo ha cancellato buona parte delle sue strutture, il luogo conserva un'aura di mistero e sacralità. Passeggiare tra quei resti, nel silenzio del deserto, fa davvero sentire il peso della storia e della leggenda.

Tempio di Umm Ubayda

Vicino al tempio dell'oracolo c'è il Tempio di Umm Ubayda, anch'esso dedicato ad Amon. Sebbene sia piccolo ha un suo fascino e vale la pena visitarlo velocemente: non si paga il biglietto. Dell'antico tempio è rimasta in piedi solo una parete decorata con rilievi e iscrizioni geroglifiche. Risale all'epoca tolemaica, ma la sua storia è poco conosciuta. Ci sono poi alcune colonne dove sono ancora visibili le raffigurazioni di antiche divinità egizie.

Le Terme di Cleopatra e le altre sorgenti termali

Cominciamo dicendo che ci sono molte terme a Siwa. La sorgente più famosa dell'oasi è senza dubbio la Sorgente di Cleopatra, ma non è la mia preferita. La leggenda vuole che Cleopatra stessa abbia fatto il bagno qui, e oggi è diventata una tappa molto turistica.

È molto frequentata anche dalla gente del posto, anche se a nuotare sono soprattutto uomini. I locali sono abituati a vedere turisti, e ho visto anche donne occidentali fare il bagno in bikini, ma è comunque apprezzato se le donne scelgono un abbigliamento più discreto: ricordate che la popolazione locale segue tradizioni antiche, lontane dalle nostre. Questo non vuol dire che non potete uscire in calzoncini, ma evitate gli eccessi.

Oltre alla Sorgente di Cleopatra esistono molte altre sorgenti termali, anche all'interno dei camp o in pieno deserto, spesso meno affollate e persino più belle. Alcune offrono un'atmosfera più autentica e rilassante, ideali se vuoi goderti un momento di tranquillità immerso nella natura. Ce ne sono in molti ecolodge nel deserto, dove puoi fare il bagno caldo e goderti il panorama.

  • Alcune fonti offrono acqua calda pura, ideale per un bagno rilassante.

  • Altre sorgenti sono sulfuree (a circa 18 km dal centro di Siwa) e vengono utilizzate nel trattamento di diverse malattie della pelle, grazie alle proprietà antisettiche e mucolitiche.

  • L'aria secca e pura di Siwa è particolarmente favorevole per chi soffre di problemi respiratori.

Monte Dakrur

Se vuoi ammirare la vista più spettacolare di tutta Siwa, scala la montagna. Salendo fino in cima ti troverai davanti a un panorama incredibile: i laghi salati che brillano all'orizzonte, le palme dell'oasi che si estendono a perdita d'occhio e il deserto dorato che abbraccia tutto.

Il momento migliore per andarci? Al tramonto, quando la luce calda colora tutto di magia. È uno dei punti più belli per fare foto suggestive e vivere davvero l'anima di Siwa.

⚠️ Ma attenzione: la salita non è banale. Non ci sono transenne né sentieri segnalati, e in alcuni tratti può essere scivolosa o ripida. Ci sono guide disponibili, ma la nostra ci ha lasciati perché era Ramadan e doveva andare a mangiare, quindi abbiamo fatto la scalata da soli. Non è per tutti: in certi tratti è davvero difficile salire, non venite qui in ciabatte. Per questo ti consiglio vivamente di salire accompagnato da una guida locale, che conosce bene il percorso più sicuro.

Porta con te scarpe da trekking o comunque scarpe comode con buona aderenza: niente infradito o sandali!

Questo monte è anche famoso per i bagni di sabbia terapeutici, specie in luglio e agosto. Si dice che la sabbia del Monte Dakrur aiuti in caso di reumatismi, psoriasi e disturbi digestivi.

Montagna dei Morti

Visitare questo sito è davvero un'esperienza unica: una montagna nel cuore del deserto che ospita tombe millenarie, scavate nella roccia. Un luogo dove puoi entrare da solo, in silenzio, e restare faccia a faccia con le incredibili opere che l'uomo ha creato migliaia di anni fa.

Questa è Gebel al-Mawta, la "Montagna dei Morti", dove venivano sepolti i personaggi più ricchi e importanti dell'oasi di Siwa. La maggior parte delle tombe risale all'epoca tolemaica e romana, quindi a circa 2.500 anni fa.

Una delle più famose è la tomba di Si Amun, probabilmente appartenuta a un mercante greco. È un perfetto esempio di fusione culturale: all'interno ci sono straordinari dipinti di divinità egizie, ancora ben visibili.

Ma non è l'unica tomba interessante. Ce ne sono almeno altre tre che meritano una visita: una piccola tomba ha il dipinto del dio Sobek, il dio coccodrillo. Un dettaglio curioso, visto che a Siwa non ci sono coccodrilli e il Nilo si trova a 450 km di distanza!

Le tombe come rifugio nella Prima Guerra Mondiale

Durante la Prima Guerra Mondiale Siwa si trovò stretta tra forze opposte. Da una parte c'erano gli italiani, che avevano colonizzato la Libia, e i Senussi, ai quali i siwani erano più vicini e che si erano schierati con i turchi (non vedevano di buon occhio gli occidentali); dall'altra gli inglesi, che controllavano l'Egitto. Dopo vari tentativi falliti, i Senussi, che erano già entrati a Farafra e Bahariya, riuscirono a occupare anche Siwa il 1° aprile 1916. Mentre le altre oasi vennero rapidamente riprese dagli inglesi, Siwa rimase sotto controllo senusso fino al 5 febbraio 1917. Durante tutto questo periodo gli abitanti di Siwa sopravvissero rifugiandosi nelle tombe di Gebel al-Mawta e accogliendo di volta in volta chiunque controllasse la zona.

Safari nel deserto

La metto per ultima, non so perché neanche io, forse perché te la devi meritare. Ma se vai a Siwa DEVI fare l'escursione in 4x4 nel deserto: è un'esperienza indimenticabile. Forse è addirittura meglio delle saline.

Il deserto di Siwa è sabbioso, morbido, dorato, e regala paesaggi da film, di quelli che ti restano negli occhi per sempre. Non sono abbastanza bravo da descrivere quanto fosse incredibile questa enorme vastità di silenzio, deserto e cielo.

Oltre a regalarti momenti di introspezione, questo magnifico deserto ha dune alte più di 200 metri e le guide beduine sanno come guidarci sopra a bordo di un 4x4: le jeep sfrecciano su e giù tra le colline di sabbia come montagne russe naturali. Sembra di stare in un parco giochi, fenomenale! È un'esperienza piena di adrenalina, ma anche di meraviglia. Se il deserto ti affascina e passi da Sharm el Sheikh, un'esperienza simile la trovi con Le Mille Voci del Deserto.

Nel deserto puoi anche scoprire resti fossili, una roccia che assomiglia a un cammello e soprattutto, nel cuore del deserto, lontano da tutto, sorgenti termali naturali, alcune con una caratteristica tonalità rossastra, perfette per rilassarsi immersi nel silenzio. Al calar del sole tutto si trasforma: il cielo si colora di arancio e oro, e puoi divertirti con il sandboarding, una sorta di snowboard sulla sabbia.

Poi arriva il momento più magico: sedersi intorno al fuoco, mangiare datteri e frutta fresca, e ascoltare solo il vento e il crepitio delle fiamme, sotto un cielo pieno di stelle.

Fatnas Island (Isola di Fatnas)

Per goderti un tramonto fantastico sui laghi salati di cui parlavo prima, il luogo ideale è Fatnas Island, sulla riva del Birket Siwa. Questa piccola oasi circondata dalle palme e affacciata sul lago regala panorami mozzafiato, con il sole che cala lentamente dietro la distesa del deserto. Ci sono dei bar sulla riva dove puoi bere un succo di mango o un tè mentre ammiri la natura e il paesaggio.

I giardini di Siwa: datteri, olive e il "campo delle palme"

Per gli antichi egizi Siwa era Sekhet Amit, il campo delle palme da dattero. Chiunque sia arrivato qui, ieri come oggi, ha notato la stessa cosa: palme e ulivi ovunque. In un posto dove spontaneamente crescono solo canne e tamerici, i giardini sono tutto, e sono il vero motivo per cui l'oasi esiste.

Un ufficiale britannico che visse a Siwa negli anni Venti, Dalrymple Belgrave, li descrisse così: "I giardini consistono soprattutto in palmeti, con qualche uliveto. Ma tra le palme ci sono molti altri alberi: fichi, melograni, peri, peschi, susini, albicocchi, meli, fichi d'India, lime e limoni dolci. Le numerose vigne producono uva eccezionale che dura per mesi, così abbondante che gran parte marcisce sui rami". Un secolo dopo i giardini sono ancora così: ci cammini in mezzo andando alla Sorgente di Cleopatra o al tempio di Amon, tra muretti di fango e canali d'irrigazione.

Datteri e olive restano il prodotto principale di Siwa. La raccolta dei datteri è in autunno, tra ottobre e novembre, ed è il periodo in cui l'oasi è più viva. Al mercato del centro compri datteri e olio d'oliva a prezzi che in Italia ti sogni, insieme alle lampade e ai cristalli di sale delle saline: sono i souvenir giusti da portare a casa.

Perché la palma da dattero è sacra in Egitto

Ho letto in un libro sui deserti e le oasi d'Egitto una storia che mi ha colpito. Nessuno sa con certezza da dove venga la palma da dattero, perché è coltivata da tempi remotissimi: era già nei campi della valle dell'Eufrate nel quinto millennio a.C., più o meno quando compaiono le prime tracce di coltivazione nell'Egitto preistorico. Le palme che oggi crescono da sole nel Sahara sono quasi sempre figlie di noccioli sputati o superstiti di palmeti abbandonati.

Le prime mummie del Neolitico erano avvolte in stuoie di foglie di palma, e dallo stesso periodo arrivano i primi cesti e le prime stuoie. Della palma si usava ogni parte: il frutto fresco o secco, il vino di datteri, che non si beveva soltanto ma serviva anche a lavare il corpo durante la mummificazione, e la linfa estratta dal tronco, lasciata fermentare (spesso a costo della vita dell'albero).

Il boccone più prezioso però è il germoglio in cima alla palma, il cuore di palma, che sa di sedano. Si offriva solo agli ospiti più importanti, perché una palma senza il suo germoglio muore: mangiarlo significa sacrificare l'albero. In alcuni paesi del Nord Africa e del mondo arabo l'usanza esiste ancora. Quando a Siwa ti offrono i datteri con il tè, ora sai che stai ricevendo qualcosa di molto più antico di un semplice dolce.

Quanti giorni servono per visitare Siwa?

Alcuni propongono escursioni da Marsa Matrouh con una sola notte, ma come si fa a visitare Siwa in così poco tempo? L'ideale è dedicare almeno 3 notti all'oasi. Se hai più tempo, 4 o 5 giorni sono perfetti per esplorarla con calma.

  • Giorno 1 – Arrivo Se parti al mattino dal Cairo arriverai verso sera. Se ti senti in forma puoi lanciarti subito in un'escursione, oppure rilassarti nel camp e fare un giro nel piccolo centro della città.

  • Giorno 2 – Saline, Tempio di Amon e relax Sveglia presto per visitare le saline e poi il Tempio di Amon, che si trova lì vicino, e il tempio di Umm Ubayda. Nel pomeriggio concediti un po' di tempo nelle sorgenti termali.

  • Giorno 3 – Fortezza di Shali, tombe e deserto Esplora la Fortezza di Shali, un'antica città fortificata in fango e sale. Poi dirigiti verso la Montagna dei Morti e concludi la giornata con un avventuroso safari nel deserto.

  • Giorno 4 – Rientro o ulteriore relax Se devi ripartire, approfitta della mattinata per un'ultima passeggiata nei giardini o un bagno nelle sorgenti. Se hai tempo, prolunga il soggiorno a 5 giorni per goderti ancora di più la magia di Siwa.

Dove dormire a Siwa: scelte tra natura e tradizione

La prima scelta da fare è decidere se alloggiare nel villaggio, vicino a negozietti e qualche bar (ricorda che a Siwa puoi portare alcolici da fuori, ma non si trovano in vendita), oppure preferire i laghi nel deserto, immersi nella natura. Qui si trovano ecolodge romantici, spesso illuminati solo a lume di candela, perfetti per chi cerca un'esperienza più intima e suggestiva, anche se un po' più isolata.

Opzione 1: gli ecolodge sui laghi salati

Adrère Amellal L'ecolodge più iconico della zona, frequentato da celebrità di tutto il mondo, è in una posizione bellissima tra il lago salato e la montagna bianca da cui prende il nome, ed è costruito con tecniche tradizionali senza elettricità e connessione, illuminato solo da candele e lampade di sale. La sera accendono i fuochi e l'atmosfera diventa magica. Ogni stanza è unica, scavata nella pietra o affacciata sul lago.

Taziry Ecolodge Una struttura altrettanto affascinante, immersa tra montagne e lago. Qui regna la pace assoluta, ideale per coppie o viaggiatori in cerca di silenzio e natura.

Opzione 2: soggiornare nel centro di Siwa

Per chi vuole vivere il cuore dell'oasi, con i suoi bazar e la vita locale anche di sera.

  • Bet El Bahanshal Dello stesso proprietario dell'Adrère Amellal, è più spartano ma altrettanto suggestivo, con edifici in fango e sale e illuminazione soffusa. Si trova nel cuore della città, perfetto per spostarti a piedi.

Quanto costa visitare Siwa

Ovviamente i costi variano in base al punto di partenza, a dove decidi di dormire, alle visite che intendi fare... e a quanto sai contrattare.

Pacchetti dal Cairo a Siwa tutto incluso

Se vuoi un tour organizzato comprensivo di trasferimento, hotel e visite, ci sono agenzie online che offrono pacchetti: i prezzi si aggirano sui 700 euro, ma variano molto in base al tipo di sistemazione e ai luoghi che visiti. Controlla sempre i dettagli di ogni pacchetto.

Viaggio a Siwa fai da te

Come detto prima, in questo caso varia molto: ci sono campi economici a 10 euro a notte, sistemazioni di media fascia sui 70 euro, e hotel di lusso come Adrère Amellal dai 500 euro a notte a salire.

Per il transfer in bus da Alessandria o dal Cairo calcola 10-20 euro; se vai in macchina privata sui 100 euro (ne trovi a meno, ma consiglio di prendere autisti affidabili e con la macchina in buone condizioni). Per i trasporti dentro Siwa un tuk tuk costa dai 2 ai 20 euro in base a come contratti e a quanto l'autista deve stare con te.

Per mangiare nei ristoranti circa 10 euro a persona a pasto; se compri panini al supermercato anche meno.

Il biglietto per il Tempio di Amon è sui 10 euro. Se vuoi accedere alle terme che sono dentro gli agriturismi considera circa 10 euro per l'uso; tutto il resto non richiede biglietti.

Conclusione

Siwa è un'esperienza che va oltre la semplice vacanza. Che tu scelga le sue acque termali, i laghi salati o l'avventura nel deserto, l'oasi ti conquisterà con il suo fascino fuori dal tempo. Dalle saline dai colori surreali ai remoti ecolodge nel deserto, dai giardini di datteri alle tombe della Montagna dei Morti, tutto a Siwa invita a una riconnessione profonda con la natura... e con te stesso. Se cerchi un Egitto autentico, lontano dai luoghi comuni, tuffati in quest'avventura unica tra dune, sorgenti e tramonti infuocati. Benvenuto nel cuore più segreto dell'Egitto!

Domande frequenti

Come si arriva a Siwa?
Dal Cairo o da Alessandria in autobus (partenza al mattino, 12-13 ore, 10-20 euro) oppure con un autista privato, circa 100 euro a tratta per l'auto. La base più vicina è Marsa Matrouh, sulla costa: da lì sono 300 km e 4-5 ore di strada. I voli charter per Siwa esistono, ma partono solo per gruppi e in date sparse.
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Quanti giorni servono per visitare Siwa?
Almeno 3 notti: una giornata per le saline, il tempio di Amon e le sorgenti, una per la fortezza di Shali, la Montagna dei Morti e il safari nel deserto, più il tempo del viaggio. Con 4-5 giorni la vivi con calma. Le gite di un solo giorno da Marsa Matrouh non bastano.
O
Qual è il periodo migliore per andare a Siwa?
Da ottobre ad aprile, con giornate miti e notti fresche. In autunno c'è anche la raccolta dei datteri. D'estate si superano i 40 gradi e nei giorni peggiori si arriva a 50: fattibile solo per chi regge il caldo, con cappello, acqua e protezione solare.
O
Si può fare il bagno nelle saline di Siwa?
Sì. Le vasche della miniera di sale, a circa 12 km dal centro, hanno un'acqua così satura di sale che si galleggia senza sforzo, come nel Mar Morto. Non restare in acqua più di un'ora, non aprire gli occhi sott'acqua e sciacquati con acqua dolce appena esci.
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Dove si dorme a Siwa?
O nel centro, tra bazar e caffè, in edifici di fango e sale come il Bet El Bahanshal, oppure negli ecolodge sui laghi salati, senza elettricità e a lume di candela: Adrère Amellal è il più famoso, Taziry la sua alternativa. Si va dai campi a 10 euro a notte ai lodge di lusso da 500 euro in su.
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Quanto costa un viaggio a Siwa?
Fai da te: bus 10-20 euro a tratta o auto privata sui 100 euro, alloggio sui 70 euro a notte nella fascia media, 10 euro a pasto al ristorante, tuk tuk da 2 a 20 euro, biglietto del tempio di Amon circa 10 euro. I pacchetti tutto compreso dal Cairo partono da circa 700 euro.
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Cosa comprare a Siwa?
Datteri, olio d'oliva e sale. Siwa era il 'campo delle palme da dattero' già per gli antichi egizi e datteri e olive restano il prodotto principale dell'oasi: al mercato del centro li trovi a prezzi bassissimi, insieme alle lampade e ai cristalli di sale delle saline. Ci sono anche cesti e stuoie intrecciati con le foglie di palma.
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Chi sono i siwani?
Berberi, non arabi: circa 20.000 persone che parlano il siwi, una lingua propria, oltre all'arabo. Sono gli indigeni del Deserto Occidentale e Siwa è stata di fatto indipendente fino all'annessione all'Egitto nel 1820. Le tradizioni sono conservatrici: un abbigliamento discreto, soprattutto per le donne, è apprezzato.
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