Omar
Pubblicato il 30 agosto 2026
In breve
Il Dive Inn Resort sta vicino alla zona di Hadaba, a Sharm el-Sheikh: un alberghetto raccolto, molto tranquillo, con le camere a casette attorno all'unica piscina, tante aree giochi per bambini e ragazzi, camere e bagni davvero puliti. La piscina però non è riscaldata — d'inverno l'acqua è fredda — e il soggiorno è stato rovinato da un episodio spiacevole: lo staff del ristorante ha circondato Maia, la nostra ospite che stava filmando la recensione, intimandole di non riprendere, e il manager è stato scortese anche con me. La struttura in sé non è male; i modi di chi la gestisce, in quell'occasione, sì. Il video è stato girato durante un soggiorno nell'inverno 2025.
In questo articolo scopriamo la piscina, le aree giochi, la camera e il ristorante del Dive Inn Resort, un hotel vicino alla zona di Hadaba a Sharm el-Sheikh. Questa volta non vi racconto un mio soggiorno: in hotel ha dormito e filmato Maia, che collabora con il nostro canale e ha già recensito per noi altri alberghi come il Falcon Hills. Io c'ero, ma solo per la parte meno piacevole della storia — la trovate qui sotto. Se preferite vedere tutto con i vostri occhi, ecco il video completo.
Prima di tutto: cosa è successo
Partiamo dal fatto spiacevole, perché è giusto che lo sappiate prima di leggere il resto. Maia stava facendo tranquillamente colazione e fotografava il suo piatto — il suo cibo, i pancake che stava prendendo — come fa chiunque in vacanza. A un certo punto un addetto della cucina le ha detto che non poteva riprendere, e da lì l'hanno circondata facendole domande su domande: "Perché riprendi? Perché fai questo?". Quando l'ho raggiunta era quasi in lacrime.
Mettiamo subito un punto fermo: se un cliente ci chiede di non essere ripreso, non lo riprendiamo, sempre. Ma un ospite pagante ha tutto il diritto di fare una foto al proprio piatto, un video in piscina o al mare, esattamente come ognuno di voi in vacanza.
Sono quindi andato a parlare con il manager, cercando di spiegargli che dal punto di vista del marketing quella scelta non ha senso: sempre più persone fanno video e blog, e noi facciamo di fatto pubblicità gratuita — le recensioni di Maia, anche di alberghi da 30-40 a notte, sono sempre state positive. Per tutta risposta mi ha detto che il loro albergo è meglio del Four Seasons e che si sono comportati benissimo. Una risposta rude e per niente professionale: non gli interessava ascoltare le nostre motivazioni.
Da ricordare: episodio spiacevole con lo staff del ristorante e risposta scortese del manager; un ospite pagante ha il diritto di fotografare il proprio piatto e la propria vacanza.
La struttura: casette bianche attorno alla piscina
Detto questo, raccontiamo l'hotel per quello che è — perché, come dico anche nel video, l'alberghetto in sé non è neanche malissimo. Il Dive Inn è un resort raccolto: le camere sono distribuite in casette bianche che circondano la piscina, su un primo e un secondo piano, più un terzo livello con la terrazza. A Maia questo stile è piaciuto molto: casette carine, graziose, un colpo d'occhio piacevole.

Proprio sulla piscina si affaccia la sala da pranzo, con una parte interna e una parte esterna sotto pergola. Accanto c'è un mini parco giochi per i bimbi, molto colorato, e l'atmosfera generale è molto calma e tranquilla.
Nei giardini c'è anche un laghettino carino, e in giro per il resort trovate diverse zone verdi curate fra le casette.

Da ricordare: resort piccolo e tranquillo, camere a casette su due-tre livelli attorno alla piscina, ristorante con sala interna ed esterna, giardini con laghettino.
La piscina: carina, animata... ma non riscaldata
La piscina è una sola. Nella zona d'ingresso l'acqua è a 110 cm — Maia ci toccava — e andando più in là arriva a 170 cm, come segnalato a bordo vasca. Accanto c'è la piscinetta tonda per i bimbi, con la protezione attorno. Tutt'intorno le sdraio con i cuscinetti, comode, e gli asciugamani ve li danno alla casetta gialla.

Al suo arrivo Maia ha trovato un'atmosfera simpatica: stavano facendo acqua gym, gli animatori ridevano e scherzavano con i clienti, e visto che fra gli ospiti c'era qualche italiano hanno messo anche qualche canzone italiana — un gesto piacevole da vedere.

Ora la nota dolente: questa piscina non è riscaldata, e d'inverno l'acqua è fredda — per niente calda. Se siete freddolosi, non ve la consiglio. In zona piscina c'è anche un po' di vento: col sole alto si sta bene, ma man mano che si fa tardi rinfresca parecchio. E il consiglio vale in generale per chi viene a Sharm nei mesi invernali: prima di prenotare leggete bene le recensioni e verificate se le piscine sono riscaldate, perché il sole cala presto, le piscine chiudono alle 17 e con l'acqua fredda a una certa ora non riuscite più a godervela.
Da ricordare: unica piscina, da 110 a 170 cm più piscinetta bimbi protetta; animazione simpatica con acqua gym; acqua non riscaldata e zona ventilata — d'inverno informatevi sempre sulle piscine riscaldate.
Giochi e bambini: il vero punto forte
Se viaggiate con bambini o ragazzi, qui c'è parecchio da fare. Oltre al mini parco giochi vicino al ristorante, nel giardinetto di fronte alla piscina c'è un'area giochi completa: ping pong, calcetto, il gioco con i dischi da lanciare, il tris, e per i più piccoli porte da calcio e mini scivoli.
C'è anche un mini club con dentro tutti i giochini e perfino il biliardo. Maia definisce l'insieme "un'area molto molto bella", e in effetti è la parte del resort pensata meglio.

Da ricordare: ping pong, calcetto, air hockey, tris, mini club con biliardo, parco giochi e mini scivoli per i piccoli — per famiglie c'è tanto.
La camera e il bagno: luminosi e molto puliti
Al check-in la camera di Maia era pronta per le 14. La stanza è molto luminosa: le lampade interne, la luce del bagno, la finestra e la porta che si apre su una bellissima vista sulla piscina — di luce ce n'è davvero tanta.

Il bagno è stata la parte preferita di Maia: le mattonelle decorate le sono piaciute un sacco, e c'è uno specchietto tondo che ha trovato stupendo. La doccia ha la parete in plastica ma non la tendina; in compenso gli asciugamani sono appesi già dentro la doccia — cosa molto utile, perché non dovete bagnare il pavimento per andarli a prendere. In camera ci sono anche la cassaforte e un dettaglio che fa sorridere ma dice tanto: oltre al rotolo di carta igienica a metà ne hanno lasciato uno di scorta — "non come al Falcon", scherza Maia ripensando al Falcon Hills. La tavoletta era pulita e in generale, parole sue, "è tutto molto molto pulito".

Da ricordare: camera pronta alle 14, molto luminosa, bella vista sulla piscina; bagno curato e pulitissimo, doccia senza tendina ma con asciugamani a portata di mano.
Palestra e cibo
La palestra è molto piccola ma abbastanza attrezzata, con gli attrezzi più importanti. La vista dà sulla strada, quindi niente di che, ma come dice Maia: "come palestra pensavo peggio".

Sul cibo, per ovvie ragioni, il racconto è rimasto a metà: dopo l'episodio della colazione non è stato possibile documentare il ristorante come avremmo voluto. Quello che Maia ha fatto in tempo a vedere: un reparto salato con le solite cose che trovate in ogni buffet, tre formaggi segnalati dal personale, dei mini würstel che non l'hanno ispirata e delle patatine che sembravano quelle dei sacchetti ma erano fritte.

Da ricordare: palestra piccola ma con l'essenziale; sul buffet giudizio parziale — le prime impressioni non erano entusiasmanti, e non ci hanno permesso di documentarlo fino in fondo.
Vale la pena? Il verdetto
Sulla struttura in sé, il giudizio è onesto: l'alberghetto non è malissimo. È tranquillo, pulito, con casette graziose e un'ottima dotazione di giochi per bambini e ragazzi; i punti deboli oggettivi sono la piscina non riscaldata — pesante d'inverno — e un buffet che, dal poco visto, non promette granché.
Ma il problema qui non è la struttura: sono i modi. Hanno circondato una ragazza che fotografava il suo piatto, l'hanno spaventata senza motivo, e il manager ha risposto con arroganza invece di ascoltare. Come dico nel video: montando queste immagini penso a quanto non abbia senso prendersela con chi fa pubblicità gratuita a un hotel — una zappa sui piedi, dal punto di vista del marketing. Per come sono stati maleducati, il mio consiglio personale è di andare in un altro albergo. Avrò la libertà di dirlo: libertà di informazione. Poi, come sempre, guardate il video e fate voi.
Una nota di trasparenza, come sempre: questa recensione nasce dal soggiorno di Maia nell'inverno 2025 e da quello che lei ha visto e filmato in quei giorni — io ho curato il racconto e sono intervenuto di persona solo nell'episodio con il manager. Le strutture (e le gestioni) cambiano nel tempo: prima di prenotare fate sempre domande aggiornate.
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