Scritto da Omar
Staff Buongiorno Egitto, ufficio di Sharm el Sheikh
Pubblicato: 2 novembre 2026
Aggiornato: 2 novembre 2026
In breve
Rispondiamo in italiano dall'ufficio di Sharm el Sheikh, tutti i giorni.
Scrivi al nostro staff a SharmIl 28 ottobre 1925, in una tomba scavata nella roccia della Valle dei Re, Howard Carter solleva il coperchio di un sarcofago d'oro massiccio. Sotto, sul volto di un ragazzo morto più di tremila anni prima, c'è la maschera di Tutankhamon. Carter la descrive così: un volto d'oro "dall'espressione triste ma serena".
Quasi tutti conoscono quella faccia. Pochi conoscono la storia vera di come è venuta alla luce: tre anni dopo la scoperta della tomba, incollata alla testa del faraone da una resina dura come pece, staccata solo dopo diciannove giorni e con metodi che oggi farebbero inorridire qualsiasi archeologo. E quasi nessuno, tra gli articoli che trovi online, ti dice dove si trova adesso. Se leggi che è al "Museo Egizio di piazza Tahrir", quell'informazione è vecchia: dal 2025 la maschera è al Grand Egyptian Museum di Giza.
Ti raccontiamo tutto, dal ragazzo che si chiamava ancora Tutankhaten fino alla teca del nuovo museo.
La maschera di Tutankhamon in breve
| Cos'è | La maschera funeraria che copriva la testa e le spalle della mummia di Tutankhamon |
| Datazione | Circa 1323 a.C., XVIII dinastia |
| Peso | Oltre 10 kg d'oro (10,23 kg è il dato più citato, il museo arrotonda a circa 11) |
| Misure | 54 cm di altezza, 39,3 cm di larghezza, 49 cm di profondità |
| Oro | Superficie a 18,4 carati su viso e collo, a 22,5 carati sul resto |
| Pietre e paste | Lapislazzuli, quarzo, ossidiana, corniola, amazzonite, turchese, pasta vitrea |
| Scoperta | 28 ottobre 1925, da Howard Carter (la tomba era stata trovata il 4 novembre 1922) |
| Dove si trova oggi | Grand Egyptian Museum (GEM), Giza, gallerie di Tutankhamon |
| Dove si trova la mummia | Tomba KV62, Valle dei Re, Luxor |
Chi era Tutankhamon: il ragazzo che nacque Tutankhaten
Il faraone più famoso del mondo non nacque con il nome che conosciamo. Si chiamava Tutankhaten, "immagine vivente di Aton", il disco solare che suo padre aveva imposto come unico dio d'Egitto. Salì al trono intorno ai nove anni e, dopo circa due anni di regno, cambiò nome in Tutankhamon, "immagine vivente di Amon". Anche la sua giovane sposa, la sorellastra Ankhesenpaaten, diventò Ankhesenamon.
Non era un capriccio. Quel cambio di nome era un manifesto politico: l'Egitto chiudeva la rivoluzione religiosa del padre, tornava agli antichi dei guidati da Amon, riapriva i templi chiusi e abbandonava la capitale costruita dal padre ad Amarna. Su una stele fatta incidere in quegli anni, la cosiddetta Stele della Restaurazione, il giovane re racconta di aver trovato i templi in rovina e gli dei offesi. Dietro le decisioni c'erano quasi certamente i suoi consiglieri più anziani, il dignitario Ay e il generale Horemheb, che dopo di lui diventarono entrambi faraoni.
Chi era il padre di Tutankhamon
Per decenni la domanda è rimasta aperta. La risposta più solida è arrivata nel 2010, con lo studio del DNA delle mummie reali condotto dal team di Zahi Hawass: il padre di Tutankhamon è la mummia trovata nella tomba KV55 della Valle dei Re, che quasi tutti gli egittologi identificano con Akhenaton, il faraone "eretico" del culto di Aton. Il nonno era il grande Amenofi III.
La madre è una mummia senza nome trovata nella tomba KV35 e chiamata dagli studiosi la "Giovane Signora". Il DNA dice una cosa che lascia sempre a bocca aperta chi la scopre: era sorella di Akhenaton, figlia degli stessi genitori. Tutankhamon era quindi figlio di due fratelli, una pratica non rara nelle famiglie reali egizie, che probabilmente spiega alcuni dei suoi problemi di salute. E no, secondo questo studio la madre non era la bellissima Nefertiti: Nefertiti era la moglie principale di Akhenaton, quindi la sua matrigna.
Come è morto Tutankhamon
Morì intorno ai diciotto o diciannove anni, verso il 1323 a.C. Sulla sua morte si è fantasticato per decenni, tra colpi in testa e congiure di palazzo. Le analisi moderne hanno ridimensionato il giallo: la TAC del 2005 indica che la frattura del cranio è avvenuta dopo la morte, e il DNA del 2010 indica come causa più probabile una combinazione di malaria, una malattia delle ossa e una frattura alla gamba.
Paradossalmente, la sua fama nasce proprio dall'essere stato un re minore. Le tombe dei grandi faraoni furono saccheggiate già nell'antichità. Quella di Tutankhamon, piccola e quasi dimenticata, è rimasta sepolta sotto i detriti di altre tombe per oltre tremila anni: è l'unica tomba reale egizia arrivata a noi praticamente intatta.
4 novembre 1922: Howard Carter trova la tomba di Tutankhamon
Howard Carter, archeologo inglese con un carattere difficile e una testardaggine leggendaria, cercava la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re dal 1917. Non per caso, come si legge spesso: per anni scavò in modo sistematico, settore dopo settore, finanziato da un aristocratico inglese, Lord Carnarvon.
Nell'estate del 1922 Carnarvon era pronto a chiudere i rubinetti. Cinque stagioni di scavi, quasi nulla in mano. Carter lo convinse a pagare un'ultima stagione.
Il 4 novembre 1922 gli operai egiziani trovarono un gradino scavato nella roccia. Si racconta che a scoprirlo sia stato un ragazzo che portava l'acqua alla squadra, Hussein Abdel Rassoul: non ci sono prove certe, ma la sua famiglia lo ripete da un secolo, ed è un buon promemoria del fatto che dietro ogni grande scoperta "inglese" in Egitto c'erano decine di egiziani di cui nessuno ricorda il nome.
Sedici gradini più in basso c'era una porta sigillata con i sigilli della necropoli reale. Carter ricoprì tutto e mandò un telegramma a Carnarvon, che arrivò dall'Inghilterra il 23 novembre.
Il 26 novembre Carter praticò un piccolo foro nella seconda porta e ci infilò una candela. L'aria calda che usciva faceva tremare la fiamma. Carnarvon, dietro di lui, gli chiese se vedesse qualcosa. La risposta è passata alla storia: "Sì, cose meravigliose". Nell'anticamera c'erano letti funerari a forma di animale, carri smontati, statue, scrigni: oro ovunque.
L'apertura ufficiale avvenne il 29 novembre 1922. La camera funeraria, con il sarcofago del re, fu aperta solo nel febbraio del 1923.
La maledizione di Tutankhamon e la morte di Carnarvon
Lord Carnarvon non vide mai la maschera. Il 5 aprile 1923, al Cairo, morì per un'infezione: una puntura di zanzara sulla guancia, tagliata mentre si faceva la barba, si infettò e degenerò in setticemia.
Bastò questo ai giornali dell'epoca per inventare la maledizione di Tutankhamon: chi aveva disturbato il faraone sarebbe morto. È una delle leggende più fortunate del Novecento, e anche una delle più fragili. Howard Carter, l'uomo che aveva aperto la tomba con le proprie mani, visse altri sedici anni e morì a Londra nel 1939. Se esisteva una maledizione, aveva una pessima mira.
28 ottobre 1925: il giorno in cui apparve la maschera
Svuotare la tomba richiese anni. Carter catalogò ogni oggetto, uno per uno, e lo fece fotografare da Harry Burton: le sue immagini in bianco e nero sono ancora oggi il modo in cui il mondo "ricorda" la scoperta.
Il sarcofago di quarzite era chiuso dentro quattro tabernacoli di legno dorato, incastrati uno nell'altro come scatole cinesi. Dentro il sarcofago di pietra c'erano tre sarcofagi a forma di uomo, uno dentro l'altro. L'autunno del 1925 è la cronaca di un'apertura lenta, quasi ossessiva:
- 13 ottobre 1925: si solleva il coperchio del primo sarcofago, in legno dorato.
- 24 ottobre: sotto il secondo si scopre il terzo, in oro massiccio, oltre 110 kg di metallo, incollato al secondo da uno strato spesso di resina.
- 28 ottobre: si solleva il coperchio d'oro. Appare la mummia, e sul suo volto la maschera.
- 11 novembre: inizia l'esame della mummia con l'anatomista Douglas Derry.
- 16 novembre: la maschera viene finalmente rimossa.
Diciannove giorni per staccare una maschera. Il motivo è poco romantico. Durante il funerale i sacerdoti avevano versato sul re grandi quantità di unguenti e resine profumate, che in trentatré secoli si erano indurite come pece, saldando il corpo al sarcofago e la maschera alla testa. Carter provò a scaldare il sarcofago al sole del deserto, senza risultato. Alla fine si usarono coltelli arroventati per separare la testa dalla maschera, e il corpo del faraone fu smontato per poterlo estrarre.
Questa parte della storia Carter la tenne per sé: nel suo libro scelse una fotografia che nascondeva i danni. Le foto di Burton, invece, mostrano tutto. In occasione del centenario, nel novembre 2025, diversi studiosi sono tornati a raccontare quei giorni non come un trionfo ma come una ferita. Vale la pena saperlo, perché cambia lo sguardo con cui guarderai la teca.
Una cosa da tenere chiara, perché molti articoli la confondono: la tomba fu scoperta nel 1922, la maschera nel 1925. Due date diverse, tre anni di lavoro in mezzo.
Cosa simboleggia la maschera di Tutankhamon
Per gli antichi egizi l'oro era la carne degli dei: incorruttibile, eterno, luminoso come il sole. Una maschera d'oro non era un ritratto né un gioiello. Serviva a dare al re un volto divino e indistruttibile per il viaggio nell'aldilà, e a permettere all'anima di riconoscere il proprio corpo.
Ogni dettaglio ha un significato. Il copricapo a strisce blu e oro è il nemes, riservato al faraone. Sulla fronte ci sono le due divinità protettrici dell'Egitto unito: il cobra Uadjet per il Basso Egitto e l'avvoltoio Nekhbet per l'Alto Egitto. La barba intrecciata è quella degli dei, in particolare di Osiride, a cui il re defunto si identifica. Gli occhi sono di quarzo e ossidiana, contornati di lapislazzuli. Se vuoi conoscere meglio Amon, Aton, Osiride e gli altri, abbiamo una guida dedicata agli dei egizi.
Sul retro e sulle spalle è inciso il capitolo 151 del Libro dei Morti, un incantesimo di protezione che comincia con "Il tuo occhio destro è la barca della notte". Quasi tutti i visitatori lo ignorano, perché guardano solo il volto.
La maschera era stata fatta per Nefertiti? Il mistero delle orecchie forate
Qui la storia diventa un giallo. Da anni alcuni egittologi sostengono che la maschera non sia nata per Tutankhamon, ma per un'altra persona della sua famiglia: Nefertiti, la moglie di Akhenaton. Attenzione a non confonderla con Nefertari, la sposa di Ramses II vissuta circa un secolo dopo: qui si parla di Nefertiti, la matrigna di Tutankhamon.
Dopo la morte di Akhenaton, per un breve periodo l'Egitto fu governato da un faraone misterioso chiamato Neferneferuaten, che molti studiosi identificano proprio con Nefertiti diventata re. Questo sovrano non ebbe mai una sepoltura reale conosciuta. L'ipotesi è che parte del suo corredo funerario, già pronto, sia stato riutilizzato per Tutankhamon, morto giovane e all'improvviso. Per alcuni oggetti è un fatto accertato: i piccoli sarcofagi d'oro che contenevano gli organi del re portano tracce del nome di Neferneferuaten sotto quello di Tutankhamon.
Per la maschera gli indizi citati sono tre:
Le orecchie forate. I lobi della maschera sono bucati. Nell'arte egizia di quel periodo gli orecchini si vedono soprattutto su regine, principesse e bambini, mentre i faraoni adulti sono raffigurati quasi sempre senza. Per chi sostiene la teoria, un volto maschile da re con le orecchie forate è un dettaglio "femminile" rimasto lì per errore.
Il volto montato a parte. La maschera è fatta di più pezzi, e il volto è stato lavorato separatamente e poi unito al copricapo. Ha anche un oro diverso: 18,4 carati sul viso e sul collo, 22,5 sul resto. Secondo l'egittologo Nicholas Reeves, che ha rilanciato la teoria nel 2015, è il segno che il volto originale fu sostituito con quello di Tutankhamon.
I cartigli. Reeves sostiene di aver visto, nei cartigli incisi sulla maschera, tracce di un nome più antico cancellato e riscritto: quello di Neferneferuaten.
Prima di innamorarti della teoria, ascolta anche l'altra campana, perché è forte. La mummia stessa di Tutankhamon ha i lobi forati, come quelle di altri re: le orecchie bucate su un suo ritratto quindi non sorprendono. Nel 2015 il restauratore Christian Eckmann ha smontato e studiato la maschera da vicino per il restauro della barba, e ha spiegato che la costruzione in più pezzi era il metodo normale per oggetti di questo tipo, senza trovare segni di un volto sostituito. Zahi Hawass definisce la teoria "infondata". Anche l'idea di Reeves che la tomba di Nefertiti fosse nascosta dietro una parete della tomba di Tutankhamon è stata smentita dalle indagini radar.
La nostra opinione? È una delle ipotesi più affascinanti dell'egittologia, ma resta un'ipotesi. Quando sarai davanti alla teca, guarda le orecchie e il punto in cui il volto si unisce al copricapo, e decidi tu.
Gli altri dettagli che quasi nessuno nota
I due ori. Viso e collo hanno una tonalità leggermente più pallida rispetto al copricapo, proprio per la differenza di carati. Dal vivo, con la luce giusta, si vede.
La barba, staccata due volte. Alla scoperta era già separata dal mento, e fu fissata con un perno solo nel 1944. Nell'agosto 2014, durante una pulizia della teca al vecchio museo, si staccò di nuovo e qualcuno pensò bene di riattaccarla con colla epossidica a presa rapida, storta, lasciando graffi sull'oro nel tentativo di togliere gli eccessi. Nel 2015 il team di restauratori tedeschi ed egiziani guidato da Eckmann rimosse la colla e fissò la barba con cera d'api, lo stesso materiale usato dagli antichi egizi. Avvicinati e cerca l'attacco: è la piccola cicatrice più famosa del mondo.
Dal Museo Egizio di piazza Tahrir al Grand Egyptian Museum
Dal dicembre 1925 la maschera ha vissuto quasi un secolo al Museo Egizio del Cairo, il palazzo rosa di piazza Tahrir. Era la star assoluta, ma il museo poteva esporre solo una parte del corredo di Tutankhamon: il resto stava nei magazzini.
Nel 2025 la maschera è stata trasferita al Grand Egyptian Museum di Giza, a 10 minuti dalle Piramidi, in vista dell'apertura completa del museo, avvenuta il 1 novembre 2025. Qui, per la prima volta dal 1922, il tesoro di Tutankhamon è esposto tutto insieme: circa 5.400 oggetti in due gallerie di circa 7.500 metri quadrati, sei volte lo spazio che avevano a Tahrir. Ci sono i quattro tabernacoli dorati, i carri, il trono, i sandali e la biancheria di lino del re, e le piccole mummie delle sue due figlie nate morte, esposte al pubblico per la prima volta.

Il museo di Tahrir resta aperto e merita comunque una visita, ma se il tuo obiettivo è la maschera, l'indirizzo giusto oggi è uno solo: il GEM.
Come vedere la maschera di Tutankhamon oggi
Tutto quello che ti serve per organizzare la visita (biglietti, orari, come arrivare, quanto tempo serve, dove mangiare) lo trovi nella nostra guida completa al Nuovo Museo Egizio del Cairo (GEM). Qui ti diamo solo i consigli che riguardano la maschera.
Prenota online e scegli la fascia giusta. I biglietti si comprano sul sito ufficiale visit-gem.com scegliendo una fascia oraria di ingresso, e nei periodi di punta le fasce si esauriscono. Il biglietto per un adulto straniero costa 1.700 EGP, circa 31 euro: controlla sempre il prezzo sul sito ufficiale, perché in Egitto le tariffe cambiano spesso. Non serve un biglietto separato per le gallerie di Tutankhamon.
Vai dritto alla maschera. La sala della maschera è la più affollata di tutto il museo, e davanti alla teca si forma spesso la fila. Se entri con la prima fascia del mattino, salta il resto e vai subito alle gallerie di Tutankhamon. In alternativa scegli la sera del mercoledì o del sabato, quando le gallerie restano aperte fino alle 21:00 e i gruppi in escursione sono già ripartiti.
Parti dalla scoperta. Le gallerie si possono percorrere dalla vita del re fino alla sepoltura, oppure al contrario, partendo dalla ricostruzione della tomba con le foto di Burton del 1922. Ti consigliamo la seconda: arrivare alla maschera dopo aver rivissuto il 1922 e il 1925 è un'altra emozione.
Le foto. A differenza del vecchio museo, qui la maschera si può fotografare, ma solo con il telefono e senza flash. Segui i cartelli: in alcune zone delle gallerie le foto non sono permesse.

Fatti raccontare la storia in italiano. La visita guidata ufficiale del museo è solo in arabo o in inglese. Con una guida egittologa che parla italiano, come quella del nostro tour privato al Grande Museo Egizio, capisci davvero cosa hai davanti: le orecchie forate, la barba, il nome cambiato. È la differenza tra vedere un oggetto d'oro e sentirne la storia.
Tutankhamon è diviso in due: la mummia è ancora a Luxor (KV62)
C'è un dettaglio che sorprende quasi tutti: la maschera è a Giza, ma il faraone no. La mummia di Tutankhamon non ha mai lasciato la Valle dei Re. È ancora nella sua tomba, la KV62, dal 2007 dentro una teca climatizzata che la protegge dall'umidità e dal calore portato dai visitatori.
| Dove | Cosa vedi | |
|---|---|---|
| La maschera | Grand Egyptian Museum, Giza | Il tesoro completo, circa 5.400 oggetti |
| La mummia | Tomba KV62, Valle dei Re, Luxor | Il corpo del re, il sarcofago di quarzite, il primo sarcofago dorato |
Cosa c'è dentro la tomba oggi
La KV62 è piccola, quasi spoglia rispetto alle grandi tombe vicine. Dentro restano tre cose: il sarcofago di quarzite con il coperchio del primo sarcofago antropoide in legno dorato, le pitture della camera funeraria con le famose macchie scure di muffa antica, e soprattutto lui, nella teca accanto alla parete. Il volto scuro e consumato di un ragazzo di diciannove anni. Chi ha visto prima l'oro di Giza e poi questo viso esce con una sensazione difficile da descrivere.
Lo diciamo con la stessa onestà della nostra guida a Luxor: con la KV62 paghi la leggenda, non le pareti. Se cerchi le tombe più belle della Valle, sono altre. Se cerchi Tutankhamon, è qui e solo qui.
Biglietti e prezzi della KV62 (verificati 2026)
La tomba non è compresa nel biglietto della Valle dei Re e richiede un supplemento.
| Biglietto | Prezzo |
|---|---|
| Valle dei Re (3 tombe a scelta tra quelle base) | 750 EGP |
| Supplemento tomba di Tutankhamon (KV62) | 700 EGP |
| Trenino "tuf-tuf" dal parcheggio | 20 EGP |
I biglietti si comprano in biglietteria oppure online sul portale ufficiale egymonuments.gov.eg, con pagamento con carta e ingresso con QR code. Le tariffe in Egitto cambiano spesso: nella guida a Luxor teniamo aggiornata la tabella con tutti i prezzi della Valle dei Re e il confronto con il Luxor Pass.
Come organizzare la visita
Arriva all'apertura. La Valle apre alle 6:00 e i gruppi delle crociere arrivano tra le 8:00 e le 9:30. Dopo metà mattina fa caldo e c'è poca ombra. Entra per primo nella KV62, poi usa le tre tombe del biglietto base, e se hai ancora energie aggiungi la KV9 di Ramses VI, il miglior supplemento della Valle per pochi euro.
La guida resta fuori. Per legge le guide non possono entrare nelle tombe della Valle dei Re. La tua guida ti spiega tutto prima dell'ingresso e ti aspetta all'uscita: dentro la KV62 sei da solo con il faraone, e forse è giusto così.
Scegli le tombe prima. Il custode fora il biglietto a ogni ingresso: alla terza foratura è finito. Decidi le tre tombe base a casa, non in fila sotto il sole. Nella guida a Luxor trovi la nostra combinazione consigliata.
Se dormi a Luxor. La mattina della Valle si abbina bene al volo in mongolfiera all'alba: si atterra verso le 7:00 a pochi minuti dalle tombe. E se stai pensando al 2027, Luxor è sulla traccia dell'eclissi solare totale del 2 agosto 2027.
Dal Mar Rosso a Tutankhamon: come organizzare la visita da Sharm el-Sheikh
Se sei in vacanza a Sharm el-Sheikh puoi vedere tutte e due le metà della storia, ma vanno organizzate in due giornate diverse, perché Cairo e Luxor sono in direzioni opposte.
La maschera: Cairo in giornata
Con l'escursione Cairo in aereo vedi Piramidi, Sfinge e Grand Egyptian Museum con una guida egittologa in italiano e torni in hotel la sera. Se preferisci risparmiare c'è la versione Cairo e Piramidi in minibus: stesso programma, viaggio molto più lungo. In entrambi i casi il museo è il GEM, quello della maschera, non il vecchio museo di Tahrir.
Per una visita più lenta, con il tempo di fermarti davanti alla teca quanto vuoi, c'è il nostro tour privato al Grande Museo Egizio con guida egittologa che parla italiano.
La mummia: Luxor in giornata
Per la tomba e la mummia c'è l'escursione a Luxor in aereo. Un avvertimento onesto: è un'escursione di gruppo, i tempi nella Valle sono stretti e la KV62 è un supplemento da pagare sul posto. Si riesce quasi sempre a entrare, ma non è garantito. Nella guida escursione a Luxor da Sharm spieghiamo cosa si vede davvero in un giorno.
Se la mummia di Tutankhamon è il motivo per cui vai a Luxor, la scelta sicura è un tour privato. Con il Luxor Riva Ovest dedichi la giornata intera alla città dei morti: Valle dei Re, Hatshepsut, Deir el-Medina e Medinet Habu, con la tomba di Tutankhamon come extra a tua scelta. Con il Luxor in giornata aggiungi nel pomeriggio Karnak e il Tempio di Luxor. In tutti e due il programma lo decidi tu, e la KV62 entra nella lista senza correre.
Hai dubbi su quale scegliere o sulle date? Scrivi al nostro staff su WhatsApp: rispondiamo in italiano dal nostro ufficio di Sharm.
E se vuoi rivivere la scoperta prima di partire, sul nostro canale YouTube stiamo preparando "La candela", il video in cui ricostruiamo la notte del 26 novembre 1922 e il giorno in cui apparve la maschera.
Domande frequenti
Hai domande su questa guida?
Il nostro staff a Sharm risponde in italiano entro poche ore, tutti i giorni dalle 9 alle 22 (ora del Cairo).
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