Buongiorno Egitto
Abu Simbel

Abu Simbel

Abu Simbel nel 2026: come arrivare da Assuan (auto privata, minibus, volo), quanto dura, biglietti aggiornati, il sole del 22 febbraio e 22 ottobre e la storia vera dei templi spostati.

Stagione migliore

Novembre - Marzo

Temperatura

23-41°C

Da non perdere

Tempio Grande di Ramses II, scavato per 60 metri nella roccia

Attrazioni principali

  • Tempio Grande di Ramses II, scavato per 60 metri nella roccia
  • Tempio Piccolo di Nefertari, la regina alta quanto il re
  • Il sole che entra nel santuario il 22 febbraio e il 22 ottobre
  • Lo spostamento del 1964-68: 1.036 blocchi, 65 metri più in alto
  • Lago Nasser e i templi nubiani

In breve

Abu Simbel sono i due templi di Ramses II tagliati nella roccia a 280 km a sud di Assuan, vicino al Sudan. Si visita in giornata da Assuan: minibus alle 4, auto privata con autista dalle 5-6 (3 ore e mezza a tratta) o volo EgyptAir di 45 minuti. Biglietto 750-820 EGP, circa 14 euro, solo con carta. Da Sharm el Sheikh non conviene: Buongiorno Egitto consiglia di inserirlo in un viaggio sul Nilo.

Rispondiamo in italiano dall'ufficio di Sharm el Sheikh, tutti i giorni.

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Il 22 marzo 1813 un viaggiatore svizzero travestito da mercante musulmano scende una duna ripida per vedere un piccolo tempio di cui ha sentito parlare. Lo guarda, lo descrive nel diario, e sta per risalire dalla stessa parte. Poi, scrive, "avendo per fortuna girato più a sud", vede spuntare dalla sabbia la testa di una statua. Accanto, un'altra testa, rotta. Delle altre due si vedono solo le corone. Non riesce a capire se sono sedute o in piedi. Sopra, la figura di un dio con la testa di falco, e sotto, sospetta, "un vasto tempio".

Si chiamava Johann Ludwig Burckhardt, e aveva appena scoperto Abu Simbel. O meglio: l'aveva scoperto per gli europei, perché gli abitanti del villaggio sapevano benissimo cosa c'era sotto la sabbia, e quando tre anni dopo un altro straniero chiese loro di scavare si stupirono che qualcuno volesse aprire quella porta.

Questa guida racconta prima le cose che servono per decidere (come si arriva, da dove non conviene partire, quanto costa nel 2026, quando andare) e poi cosa c'è dentro quella porta, con una parte di storia che sui siti italiani non trovate, perché viene da un libro e non da Wikipedia.

Abu Simbel in due righe

Abu Simbel è un villaggio nell'estremo sud dell'Egitto, sulla riva del lago Nasser, a circa 40 km dal confine con il Sudan, nella regione che gli antichi chiamavano Nubia. Il nome indica due templi scavati nella roccia da Ramses II intorno al 1264 a.C.: il Tempio Grande, con i quattro colossi seduti alti 21 metri, e il Tempio Piccolo, dedicato alla regina Nefertari e alla dea Hathor. Sono patrimonio UNESCO dal 1979 e sono tra i templi più famosi d'Egitto, con Karnak, per due motivi: il sole che due volte l'anno entra fino al santuario, e il fatto che negli anni '60 sono stati tagliati a pezzi e spostati per non finire sott'acqua.

Dove si trova e quanto dista

Abu Simbel non è "vicino" a niente. È questo il primo dato da mettere in valigia.

DaDistanza su stradaTempoNote
Assuan280 km3-3,5 ore in auto, 45 minuti in aereoLa base giusta
Luxorquasi 500 km7-8 ore a trattaSolo come giornata di 16 ore
Cairooltre 1.100 kmvolo con scalo ad AssuanNessun volo diretto vero
Sharm el Sheikhdue voliSharm-Cairo, poi Cairo-AssuanSconsigliato

Sulla mappa dell'Egitto è il punto più a sud che un turista raggiunge. Tutto quello che viene dopo è Sudan.

Come arrivare da Assuan

Tutte le strade per Abu Simbel passano da Assuan, e Assuan è dove finisce (o inizia) ogni crociera sul Nilo. Da lì ci sono quattro modi (per il resto degli spostamenti in Egitto c'è la guida ai trasporti).

OpzionePartenzaDurata totaleCosto indicativoPer chi
Minibus di gruppoore 48-9 ore15-20 € a persona solo trasporto, 35-65 € con guida e ingressichi viaggia da solo con poco budget
Auto privata con autistaore 5-68-9 ore80-130 € per l'auto (90-150 USD), più ingressichi è in due o più e vuole i propri tempi
Volo EgyptAirmattinamezza giornata170-250 € andata e ritorno (190-290 USD)chi ha poco tempo
Crociera sul lago Nasser3-4 nottigiornida 700-1.000 € a personachi vuole la Nubia intera

Il minibus delle 4

La versione che gira su internet è quella del "convoglio militare alle 4 del mattino". Esisteva davvero: le auto dei turisti partivano in fila con la scorta. Nel 2026 la fila con le sirene non c'è più. Resta un transito controllato: il veicolo si registra alla polizia turistica all'uscita di Assuan, ai checkpoint chiedono il passaporto originale (non la fotocopia: qui la guida ai documenti), e la strada del deserto è chiusa al traffico turistico dalle 17 alle 5.

Il minibus di gruppo parte alle 4 perché deve caricare tutti gli hotel di Assuan e arrivare prima del caldo. È il modo più economico e il più stancante: tre ore e mezza di strada, due ore di visita, tre ore e mezza di ritorno, con i tempi del gruppo.

L'auto privata con autista

Con un autista privato la giornata cambia natura. Si parte alle 5 o alle 6, quando fa già chiaro, e si sta in una macchina dove ci si può allungare. A metà strada ci sono una specie di tende, caffetterie nel deserto con tè, bibite in lattina e bagni a mancia: il gruppo ci si ferma cinque minuti, voi quanto volete. Ad Abu Simbel si arriva quando i primi minibus stanno già ripartendo, e si torna con calma. La registrazione alla polizia turistica la fa l'autista al checkpoint, voi dovete solo avere il passaporto. Portate comunque colazione e due litri d'acqua a testa dall'hotel, perché la caffetteria del deserto è cara e non ha molto.

In due, l'auto privata costa quanto il minibus con guida e vale il doppio. Da soli, il minibus.

Il volo: 45 minuti, ma leggete gli orari

EgyptAir vola da Assuan ad Abu Simbel tre o quattro volte al giorno, la prima intorno alle 7, l'ultima all'ora di pranzo. Il volo dura 45 minuti e il biglietto andata e ritorno costa in genere tra i 170 e i 250 euro. I rientri sono concentrati nella tarda mattinata, quindi chi vola vede i templi nella stessa finestra di tutti gli altri, tra le 8 e le 12. Rotte e orari cambiano di stagione in stagione, e a gennaio 2026 i voli sono rimasti a terra per giorni per una tempesta di sabbia: controllate su egyptair.com prima di costruirci sopra un itinerario, e prenotate il volo prima dell'hotel di Assuan, non dopo.

Dal Cairo esiste un volo con lo stesso numero fino ad Abu Simbel, ma tocca terra ad Assuan: non è un diretto, anche se lo vendono così.

La crociera sul lago Nasser: per chi vuole la Nubia

È l'opzione che quasi nessuno conosce. Tre o quattro navi fanno la spola tra Assuan e Abu Simbel in 3-4 notti, fermandosi ai templi nubiani che l'UNESCO ha salvato insieme ad Abu Simbel e rimontato sulle rive del lago: Kalabsha, Wadi el Seboua, Amada. E alla fortezza di Qasr Ibrim, l'unica rimasta al suo posto, oggi un'isola che si guarda dal ponte. Si arriva ad Abu Simbel dall'acqua, come ci arrivavano gli egizi, e in genere si vede anche lo spettacolo serale. Prezzi da circa 700 euro a persona per tre notti sulla Kasr Ibrim, da 1.000 sulla Steigenberger Omar El Khayam per quattro. È una crociera per chi ha già fatto il Nilo classico.

Da Sharm el Sheikh, Luxor e Hurghada: la risposta onesta

Ce lo chiedono spesso, da Sharm: "possiamo fare Abu Simbel in giornata?". La risposta è no, e non per cattiveria. Da Sharm serve un volo per il Cairo, poi un secondo volo per Assuan, e solo a quel punto inizia la giornata di Abu Simbel. Sono due giorni di viaggio per due ore di templi. Chi è a Sharm e vuole l'Egitto dei faraoni fa bene a scegliere Luxor in aereo o le Piramidi, e a tenere Abu Simbel per un viaggio a parte, quello sul Nilo tra Luxor e Assuan, dove Assuan è la base naturale. Se lo state costruendo, vi aiutiamo a incastrarlo con la crociera e i voli.

Da Luxor esistono escursioni private in giornata su strada: partenza alle 5, quasi 500 km all'andata, altrettanti al ritorno, sedici ore in tutto. Costano intorno ai 160-170 euro a persona in due o più (180-190 USD). Si fanno, ma la parola giusta è "resistere".

Da Hurghada non si vende come giornata: è un pacchetto di due giorni e una notte, auto fino a Luxor, treno fino ad Assuan, notte, e Abu Simbel all'alba del secondo giorno. Intorno ai 350 euro a persona (300 sterline inglesi sui siti che lo vendono).

Stai organizzando un viaggio sul Nilo e vuoi capire come incastrare Abu Simbel con la crociera e i voli? Scrivici le date, ti diciamo cosa ha senso e cosa no.

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Quanto tempo ci vuole, e se dormire lì

Sul sito bastano un'ora e mezza, due ore per i due templi. La giornata intera da Assuan dura 8-9 ore in auto o mezza giornata in aereo. A noi una volta è successo di andarci ad agosto e di avere i giramenti di testa per il caldo: da maggio a settembre la visita si fa alle 7 del mattino o non si fa.

Dormire ad Abu Simbel ha senso per una categoria sola di persone: gli appassionati. Gli hotel sono pochi e sovrapprezzati rispetto alla qualità. Il Seti Abu Simbel Lake Resort, sul lago, costa intorno ai 220 euro a notte (250 USD); l'Eskaleh Nubian Ecolodge, una casa nubiana in mattoni crudi di proprietà di un musicista, sui 45-65 euro, ed è quello con più carattere. In cambio si ottiene una cosa che i giornalieri non hanno mai: i templi al tramonto e all'alba con una manciata di persone, perché i minibus e i voli ripartono tutti entro il primo pomeriggio. E lo spettacolo serale.

Biglietti, orari e costi 2026

Dati verificati a settembre 2026 sul portale ufficiale egymonuments e sulla pagina del Ministero delle Antichità. EGP è la sterlina egiziana: nel 2026 un euro vale circa 59 EGP.

VocePrezzo
Ingresso adulto straniero750 EGP alla cassa, 822 EGP online (circa 14 €)
Studente con tessera internazionalecirca la metà
Ingresso il 22 febbraio e il 22 ottobre1.200 EGP (circa 20 €)
Bambini sotto i 6 annigratis
Spettacolo suoni e luci20 USD sul sito ufficiale (circa 1.000 EGP, 17-18 €); alcuni operatori lo vendono ancora a 350 EGP
Parcheggio auto25 EGP

Per farsi un'idea del totale: una coppia che parte da Assuan con auto privata spende intorno ai 110-160 euro per l'auto e i due ingressi; con il volo, 370-530 euro. Una guida egittologa si aggiunge a parte e non è obbligatoria: i due templi si capiscono anche con questa pagina in mano.

Orari: tutti i giorni dalle 6 alle 17, ultimo ingresso alle 16. In Ramadan si apre alle 7 e si entra fino alle 15. Il biglietto si compra online sul portale scegliendo la data, oppure in biglietteria, in entrambi i casi solo con carta: ad Abu Simbel come quasi ovunque in Egitto nel 2026 i contanti alla cassa non li prendono (qui la guida su soldi e carte). Se comprate online, salvate il QR code sul telefono prima di partire: la rete ad Abu Simbel va e viene. Le foto con lo smartphone sono libere, niente flash dentro, treppiedi solo con permesso.

Consigli pratici e quando andare

Abu Simbel è nel Sahara. Non piove praticamente mai, e da maggio a settembre fa 39-41 gradi di giorno.

MeseMassimaMinima
Gennaio239
Febbraio2610
Aprile3619
Luglio4125
Ottobre3621
Dicembre2511

Il periodo giusto va da novembre a marzo. All'alba di febbraio fa 10 gradi: se partite alle 4 portate un pile, che a mezzogiorno vi sembrerà assurdo.

Cose da avere: passaporto originale, carta di credito (non c'è altro modo di pagare), cappello e occhiali, due litri d'acqua a testa, colazione al sacco, contanti piccoli per le mance ai bagni e all'autista. Vestitevi come per un sito archeologico, non c'è un codice di abbigliamento: spalle e ginocchia scoperte non sono un problema, il sole sì.

Sul posto: dal parcheggio si cammina qualche minuto costeggiando la collina fino a trovarsi davanti ai colossi. Qualche gradino per salire sulla terrazza davanti ai colossi, poi dentro i templi il pavimento è in piano, con una leggera salita verso il santuario: si visitano anche con bambini piccoli o con chi cammina poco. Ci sono bagni e un piccolo bar vicino all'ingresso, e poco altro: il pranzo è quello che avete portato o quello che trovate ad Assuan al ritorno. L'orario migliore è prima delle 8 o dopo le 11, quando i minibus delle 4 sono già ripartiti. Non serve prenotare l'ingresso con giorni di anticipo, tranne il 22 febbraio e il 22 ottobre.

Il piazzale davanti al Tempio Grande di Abu Simbel a metà mattina, con i gruppi dei minibus arrivati da Assuan davanti ai colossi

Metà mattina, quando arrivano insieme i minibus delle 4 e i voli: è l'ora da evitare. Foto Javierj, licenza CC BY 3.0.

Abu Simbel è pericoloso?

È una delle domande più cercate su Google, quindi rispondiamo. No, non per chi ci va da Assuan in giornata. La strada nel deserto è percorsa solo di giorno, con checkpoint della polizia turistica che controllano i passaporti, e il sito ha guardie e aeroporto. La scheda della Farnesina su Viaggiare Sicuri, aggiornata a luglio 2026, dice di evitare l'area in prossimità del confine con il Sudan: i templi non sono nella lista dei posti sconsigliati e le escursioni ci vanno ogni giorno, ma rileggete la scheda prima di partire, perché cambia. Nessuna fonte del 2025-2026 segnala incidenti a turisti ad Abu Simbel. Il rischio concreto ha un altro nome: 41 gradi a luglio.

Il Tempio Grande, raccontato come lo vedrete

I nomi degli dei e le posizioni dei rilievi li abbiamo già raccontati nella guida agli dei egizi. Qui seguiamo un altro filo: la luce.

Il tempio è tagliato nella collina per 60 metri, e la facciata è scolpita a forma di pilone, cioè il portale a due torri inclinate con cui iniziano i templi egizi costruiti in muratura. Non è una scelta estetica: la forma del pilone è quella del geroglifico "orizzonte", e tutto il tempio è progettato intorno al sole. Se arrivate presto potete vederlo scendere sulla facciata nell'ordine in cui lo vedevano i sacerdoti.

Prima si illumina la fila di babbuini in cima, gli animali che nella religione egizia salutano il sole che sorge. Poi due righe di geroglifici: i cartigli del re, cioè i suoi nomi chiusi in un ovale, con i cobra ai lati, e sotto i suoi titoli, "Toro potente amato dalla verità, re dell'Alto e del Basso Egitto, potente in giustizia è Ra, scelto da Ra, figlio di Ra, Ramses amato da Amon". Poi le teste dei quattro colossi, con la doppia corona e il copricapo a strisce. Tra le due coppie di teste c'è una statua del dio sole con la testa di falco, Ra-Horakhty, e qui c'è un rebus che quasi nessuna guida spiega: nella mano destra tiene il segno "user", potere, nella sinistra la piccola dea Maat, la giustizia. Insieme scrivono User-Maat-Ra, il nome del trono di Ramses. Ai lati, Ramses offre la statuetta di Maat al dio, cioè al proprio nome. Il faraone che adora se stesso, scolpito sulla porta di casa.

Ogni colosso ha un nome inciso sulla spalla, da sinistra: "il Sole dei sovrani", "il Sovrano delle Due Terre", "l'Amato di Amon", "l'Amato di Atum". Sotto le ginocchia ci sono le statue della famiglia, la madre Tuya, la regina Nefertari, i figli e le figlie: è un monumento a tutta la dinastia, e la presenza dei figli maggiori fa datare l'inizio dei lavori intorno al quinto anno di regno. Il secondo colosso da sinistra è rotto dal petto in su: è caduto in un terremoto poco dopo la costruzione, e nel 1968 gli ingegneri hanno scelto di rimettere i pezzi esattamente dove li avevano trovati.

Dentro, la prima sala ha otto statue di Ramses nella posa di Osiride, il dio dei morti, con le braccia incrociate sul petto, e tutta la parete nord è occupata dalla battaglia di Qadesh contro gli ittiti, il grande impero dell'Anatolia: i carri, l'accampamento circondato dagli scudi, le spie ittite interrogate, gli scribi che contano le mani mozzate dei nemici, e il re ittita che guarda indietro mentre l'auriga lo porta in salvo. È la prima battaglia dell'antichità che si può ricostruire dai testi, e anche la prima propaganda: la vittoria egizia è molto discutibile. In fondo al primo magazzino a sinistra c'è un rilievo che nessuno guarda e che vale la deviazione: è incompiuto. Si vede il contorno a inchiostro nero dell'artista e le prime scalpellate dello scultore. Così sono nati tutti i rilievi del tempio, e questo è rimasto a metà per tremila anni.

La prima sala e la parete di Qadesh. Foto Diego Delso, delso.photo, licenza CC BY-SA 4.0.

La seconda sala è più piccola, i soffitti scendono, il pavimento sale, e le scene di guerra spariscono: siamo nello spazio del rito. Ai lati della porta il re offre fiori e lattughe agli dei. Lattughe: in Egitto erano considerate afrodisiache, simbolo del dio della fertilità Min. Sul primo pilastro a destra, Ramses viene accolto da un dio che è lui stesso. Nella teologia egizia non era una contraddizione.

Ultima cosa, che nessuno vi dirà sul posto: le pareti che vi circondano non sono la montagna. Sono spesse 80 centimetri. Dietro c'è una cupola di cemento di 59 metri di luce. Ci arriviamo tra poco.

Il Tempio Piccolo: Nefertari alta quanto il re

Cento metri più a nord, il Tempio Piccolo è dedicato a Hathor e a Nefertari, la prima grande sposa di Ramses. Sulla facciata ci sono sei statue in piedi alte dieci metri: quattro del re, due della regina. E qui c'è il dettaglio che vale il tempio: le statue di Nefertari sono alte quanto quelle del marito. Di norma, nell'arte egizia, le regine arrivano al ginocchio del faraone, come le figlie sul Tempio Grande. Qui no, ed è una scelta rara. Anche un tempio dedicato a una regina ha un solo precedente, più di un secolo prima e 240 km più a sud: quello che Amenhotep III dedicò alla moglie Tiye a Sedeinga.

Dentro, i sei pilastri portano il volto di Hathor e le figure sono più allungate, più gentili. Nel vestibolo, a destra della porta centrale, c'è la scena più bella dei due templi: Nefertari con la parrucca nubiana incoronata da Hathor e Iside. Tutte e tre tengono in mano l'ankh, la croce ansata che significa vita e che di norma nelle scene dei templi portano solo gli dei. Nefertari morì pochi anni prima del trentesimo anniversario del regno, e forse questo tempio la stava già trasformando in dea. Nel santuario Hathor emerge dalla roccia in forma di vacca, e Ramses le offre fiori.

La facciata del Tempio Piccolo e, nel vestibolo, Nefertari incoronata da Hathor e Iside. Foto Diego Delso, delso.photo, licenza CC BY-SA 4.0.

Il sole del 22 febbraio e del 22 ottobre: cosa succede davvero

Nel novembre 1963 un ragazzo americano di ventun anni, Kent Weeks, arrivò in Egitto per la prima volta. La prima notte al Cairo finì in ospedale con l'appendicite. Una settimana dopo, senza aver visto ancora una pietra antica, prese la barca della spedizione di Yale sul Nilo e i primi monumenti egizi della sua vita furono i templi di Abu Simbel. Quella notte lui e i colleghi dormirono nell'ingresso del Tempio Grande, e li svegliò il sole che, essendo novembre, entrava a fondo nel tempio. Weeks avrebbe passato la vita nella Valle dei Re e scavato la tomba dei figli di Ramses II, e dice ancora che niente lo ha colpito come quell'alba.

Il fenomeno funziona così. La porta del tempio guarda a est. Per gran parte dell'anno il sole entra ma non va lontano. Due volte l'anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre, l'asse coincide: la luce percorre i 60 metri delle sale e arriva al santuario, dove sono sedute quattro statue. Illumina Ramses, Amon-Ra e Ra-Horakhty. La quarta, Ptah, il dio di Menfi che la tradizione lega al buio e al mondo dei morti, resta in ombra. Dura circa venti minuti: il 22 febbraio 2026 dalle 6:22 alle 6:44, a ottobre circa mezz'ora più tardi perché il sole sorge dopo.

Il santuario del Tempio Grande di Abu Simbel con le quattro statue sedute: Ptah, Amon-Ra, Ramses II divinizzato e Ra-Horakhty, in fondo ai 60 metri di sale

Le quattro statue del santuario: da sinistra Ptah, Amon-Ra, Ramses e Ra-Horakhty. Il sole del 22 febbraio e del 22 ottobre arriva fin qui. Foto Diego Delso, delso.photo, licenza CC BY-SA 4.0.

Cosa succede sul posto quel giorno: i cancelli aprono di notte, la coda per il santuario è controllata dalla polizia turistica che fa entrare a gruppi, e davanti alle statue si sta pochi secondi. Il 22 ottobre 2025 c'erano circa 4.000 persone, il 22 febbraio 2026 circa 2.000; il 22 febbraio 2025 le nuvole hanno coperto tutto. Nel piazzale il governatorato di Assuan organizza musica e danze nubiane, ci sono le televisioni, e il biglietto sale a 1.200 EGP. Un effetto quasi identico, un po' meno centrato, si vede anche il 21, con meno gente. Se non siete a caccia dell'evento in sé, un giorno qualunque di novembre o febbraio con il sole che entra "quasi" fino in fondo dà lo stesso brivido a un decimo della folla.

Si racconta ovunque che prima dello spostamento le date fossero il 21 e che il trasloco abbia fatto slittare tutto di un giorno. È una storia molto ripetuta che non abbiamo trovato documentata da una fonte primaria: la riportiamo com'è, una leggenda plausibile.

Prima e dopo: come hanno spostato una montagna

Nel 1958 l'ambasciatore americano e il direttore del Metropolitan Museum di New York andarono dal ministro della cultura egiziano, Tharwat Okasha, con un'idea: se l'Egitto non poteva proteggere i templi che la nuova diga avrebbe sommerso, gli Stati Uniti potevano comprarne uno o due. Okasha non accettò l'idea e fece una cosa più grande: chiese all'UNESCO di salvarli tutti.

Il problema era l'acqua. La vecchia diga di Assuan del 1902 aveva già alzato il lago due volte e già sommergeva Philae per gran parte dell'anno. La nuova, l'Alta Diga iniziata nel 1960 con i soldi e gli ingegneri sovietici, avrebbe creato un lago lungo 500 km, intitolato al presidente Nasser. La diga contiene diciassette volte il materiale della Grande Piramide. Abu Simbel sarebbe finito sott'acqua.

I francesi proposero di lasciare i templi dove erano e chiuderli dentro una diga di cemento. Un architetto e ingegnere italiano, Piero Gazzola, propose il contrario: sollevarli interi e portarli in alto. Vinse una versione modificata della sua idea, tagliarli a blocchi, affidata nel giugno 1961 a una società svedese e a un consorzio in cui c'era anche la milanese Impregilo. Il piano era, sulla carta, ingannevolmente semplice: segare i templi in blocchi, metterli da parte, ricostruirli 65 metri più in alto con lo stesso orientamento al millimetro.

I lavori iniziarono nel 1964 e il lago saliva già: otto metri nel primo anno. Davanti ai templi fu costruito un argine con le pompe sempre accese. Dentro, impalcature d'acciaio; sulle facciate, una coltre di sabbia protettiva con un cunicolo per entrare. Poi via tutta la collina sopra, e si cominciò a tagliare. Un giovane archeologo che scavava a cinque chilometri di distanza, lo stesso Kent Weeks dell'alba, restò di sasso vedendo gli operai usare le stesse lunghe seghe a mano dei boscaioli delle montagne del suo stato, Washington. Nei punti visibili il taglio era largo otto millimetri, a mano. Nessun taglio fu mai fatto sul volto di una statua. I blocchi dei soffitti furono divisi con fori e cunei, come avrebbero fatto gli antichi egizi.

Ne uscirono 1.036 blocchi, fino a 20 tonnellate quelli delle sale e 30 quelli della facciata, ognuno con due o quattro barre d'acciaio infilate in cima per sollevarlo senza toccare l'arenaria. Furono messi in un deposito all'aperto. In tutto il cantiere cadde un solo acquazzone. Nessun blocco fu perso o danneggiato oltre la superficie.

Cantiere di Abu Simbel nel 1966: la gru solleva il volto tagliato di un colosso di Ramses II mentre gli operai lavorano sulle spalle della statua

Il volto di un colosso sollevato dalla gru durante lo smontaggio. Foto Per-Olow Anderson, 1966-67, pubblico dominio.

Il rimontaggio cominciò il 26 gennaio 1966. L'ultimo blocco della facciata del Tempio Grande fu posato il 9 settembre 1967, quattordici giorni in anticipo. Sopra i templi furono gettate due cupole di cemento, la più grande di 59 metri di luce, per reggere la collina artificiale; è per questo che le pareti interne sono spesse 80 centimetri e non chilometri. Poi il paesaggio: blocchi di arenaria scalpellati a mano perché sembrassero roccia, con i soldi ormai finiti, "aiutati in seguito dalle tempeste di sabbia nubiane". Il 22 settembre 1968 i templi furono inaugurati nella posizione attuale alla presenza del presidente Nasser, 208 metri più a nord-ovest e 65 più in alto. Era il picco della guerra fredda, e l'UNESCO aveva raccolto impegni da 50 paesi.

C'è un ultimo pezzo di questa storia che ci piace. Nel 1960 non era accettabile che una giovane egiziana viaggiasse in Nubia. Fayza Haikal, 22 anni, appena laureata, "spinse e spinse" finché il Centro di Documentazione la lasciò partire: la prima egittologa egiziana in Nubia. Visse su due barche, senza modo di comunicare con casa se non tramite le altre spedizioni che passavano. Nel 1961 copiò i testi della battaglia di Qadesh dentro il Tempio Grande. Anni dopo, professoressa all'Università Americana del Cairo, ha riassunto così quegli anni in cui l'Egitto era isolato dal mondo e il mondo era lì a scavare: "la cultura è un ambasciatore migliore di qualsiasi altra cosa".

Chi ha aperto la porta: Belzoni, il gigante di Padova

Burckhardt vide le teste nel 1813 e non tornò mai. Morì di dissenteria al Cairo nel 1817, a 32 anni, e la sua scoperta la raccontò a un uomo che non poteva essere più diverso da lui.

Giovanni Battista Belzoni era nato a Padova nel 1778, figlio di un barbiere. Alto più di due metri, era arrivato a Londra senza un soldo e aveva trovato lavoro in un teatro come uomo forzuto, "il Sansone della Patagonia": il numero finale era una piramide umana, dieci o dodici persone appese a una struttura che lui sollevava. In Egitto era arrivato nel 1815 per vendere al pascià una ruota idraulica rivoluzionaria. Alla dimostrazione la ruota funzionò con un bue; il pascià volle provarla con quindici uomini, che saltarono tutti fuori tranne il servitore irlandese di Belzoni, che si ruppe una gamba. Fine della carriera da ingegnere.

Belzoni arrivò ad Abu Simbel l'8 settembre 1816, ignorò il Tempio Piccolo e andò dritto alle teste di Burckhardt. Calcolò che l'ingresso non poteva essere a meno di dieci metri sotto la sabbia, e che la sabbia era così fine che "la più piccola orma si riempiva subito". Fece un accordo con il capo del villaggio: se il tempio era pieno d'oro, metà a lui. Scavarono sei metri in una settimana, trovarono un'altra statua e nessuna porta, e lui dovette ripartire.

Tornò l'anno dopo, il 4 luglio 1817. Il 21 luglio liberarono il gomito di un colosso: erano seduti. Al tramonto del 31 luglio apparve nella parete un piccolo buco nero, l'angolo rotto di una porta. Belzoni aspettò il mattino. Il mattino, venerdì 1 agosto 1817, gli operai si presentarono armati chiedendo più soldi, e mentre si discuteva uno del gruppo, Giovanni Finati, si infilò nel buco: il primo uomo dentro il Tempio Grande da molti secoli. Dentro c'erano 54 gradi. Il sudore bagnava i taccuini al punto che rinunciarono a disegnare. Il graffito che lasciarono, Belzoni, Beechey, Irby e Mangles, è ancora lì, a destra del santuario. Nessuno di loro sapeva leggere i geroglifici: videro dappertutto lo stesso eroe che avevano visto a Luxor e Karnak, e non potevano dargli un nome.

Il nome arrivò cinque anni dopo, e arrivò proprio da qui. Il 14 settembre 1822 Jean-François Champollion ricevette a Parigi il disegno di alcuni cartigli copiati ad Abu Simbel. Nella forma più semplice avevano quattro segni: un sole, che dal copto, la lingua degli egiziani cristiani, lui sapeva leggere "ra"; un segno che indovinò come "m"; due segni "s" che conosceva dal cartiglio di Tolomeo. Ra-m-s-s. Ramses, un nome che conosceva dalle liste dei faraoni dello storico egizio Manetone. Non un nome greco o romano, come tutti credevano fossero i cartigli scritti per suono, ma un faraone egizio. Verso mezzogiorno corse nell'ufficio del fratello gridando "ce l'ho!" e svenne. Secondo la famiglia si risvegliò cinque giorni dopo. I geroglifici erano decifrati, e il primo nome di un faraone egizio mai letto era quello scritto sulla porta di Abu Simbel.

Un'ultima cosa, per quando sarete davanti al colosso più a nord. Nel 1827 uno scozzese, Robert Hay, ne fece fare un calco di gesso enorme, e il gesso lasciò la testa bianca per decenni: si vede nelle foto degli anni 1850. Nel 1873 la scrittrice Amelia Edwards fece spugnare la testa con litri di caffè nero per rimediare. Con la luce giusta, dicono gli archeologi, qualche macchia di gesso si vede ancora.

Come lo videro loro: il disegno di David Roberts del 1838 (litografia di Louis Haghe, Cleveland Museum of Art) e la fotografia di Francis Frith del 1857 (Rijksmuseum). Entrambe di pubblico dominio.

Lo spettacolo di suoni e luci

La sera i due templi diventano lo schermo di uno spettacolo con proiezioni e voce narrante, con cuffie in nove lingue, italiano compreso. Dura circa tre quarti d'ora; il primo spettacolo è verso le 18:30-19 in inverno e le 20-21 in estate, ma gli orari cambiano e vanno controllati su soundandlight.show. Il biglietto sul sito ufficiale costa 20 dollari, circa 17-18 euro. Attenzione a una regola che nessun sito scrive: si tiene solo con un minimo di dieci spettatori stranieri, quindi non tutte le sere. Chi dorme ad Abu Simbel o arriva con la crociera sul lago lo vede; chi fa la giornata da Assuan no, perché la strada chiude alle 17.

L'eclissi del 2 agosto 2027

Il 2 agosto 2027 una delle eclissi totali di sole più lunghe del secolo attraverserà l'Egitto: a Luxor il sole sparirà per 6 minuti e 22 secondi, dalle 13:02 alle 13:08. Abu Simbel non è nella fascia di totalità, vedrà secondo le stime un'eclissi parziale intorno al 90 per cento, e Assuan resta appena fuori. Conta per chi pianifica: gli hotel di Luxor sono già quasi tutti prenotati con contratti prepagati, le camere da 80 dollari vengono proposte a 200-400 per quella settimana, e chi va a Luxor per l'eclissi farà la crociera e andrà anche ad Abu Simbel. Se avete in mente un viaggio sul Nilo nell'estate 2027, o prenotate ora o scegliete un'altra data.

E se vi resta un'ora, alla fine, guardate i colossi da lontano, dalla riva: è da lì che li vedeva chi arrivava in barca tremila anni fa, ed è da lì che Burckhardt vide spuntare le teste.

Foto di apertura: Fanny Schertzer, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Aggiornata il 26 settembre 2026 dallo staff Buongiorno Egitto a Abu Simbel.

Domande frequenti su Abu Simbel

Cosa c'è ad Abu Simbel?
Due templi scavati nella roccia da Ramses II intorno al 1264 a.C.: il Tempio Grande, con quattro colossi seduti alti 21 metri e sale che entrano per 60 metri nella montagna, e il Tempio Piccolo dedicato alla regina Nefertari e alla dea Hathor. Intorno c'è il villaggio, l'aeroporto e il lago Nasser.
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Quale faraone fece costruire Abu Simbel?
Ramses II, il faraone che regnò per 66 anni nel XIII secolo a.C. I lavori iniziarono intorno al quinto anno di regno, come suggeriscono le statue dei figli maggiori ai piedi dei colossi. I templi servivano a impressionare la Nubia e a celebrare il re come dio.
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Perché hanno spostato Abu Simbel?
Perché l'Alta Diga di Assuan, costruita dal 1960, avrebbe sommerso i templi sotto il lago Nasser. Tra il 1964 e il 1968 una campagna UNESCO con 50 paesi li ha tagliati in 1.036 blocchi e ricostruiti 208 metri più indietro e 65 metri più in alto, nella stessa posizione rispetto al sole.
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Quanto tempo ci vuole per visitare Abu Simbel?
Sul posto bastano da un'ora e mezza a due ore per i due templi. La giornata intera da Assuan dura 8-9 ore in auto (partenza all'alba, rientro nel primo pomeriggio) o mezza giornata con il volo di 45 minuti.
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Quanto dista Abu Simbel da Assuan?
280 km di strada nel deserto, circa 3 ore e mezza in auto. In aereo il volo EgyptAir dura 45 minuti. Da Luxor sono quasi 500 km, dal Cairo più di 1.100.
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Quanto costa il biglietto di Abu Simbel nel 2026?
750 EGP alla cassa e 822 EGP con la commissione del portale ufficiale egymonuments, cioè circa 14 euro per gli adulti stranieri; studenti con tessera circa la metà. Nei giorni del sole, 22 febbraio e 22 ottobre, il biglietto sale a 1.200 EGP, circa 20 euro. Si paga solo con carta, i contanti non vengono accettati.
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Quando entra il sole nel tempio di Abu Simbel?
Il 22 febbraio e il 22 ottobre, all'alba, per circa venti minuti: nel febbraio 2026 dalle 6:22 alle 6:44, a ottobre circa mezz'ora più tardi. La luce percorre 60 metri e illumina le statue di Ramses, Amon-Ra e Ra-Horakhty, mentre Ptah resta al buio. Un effetto simile, meno centrato, si vede anche il giorno prima.
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Si può andare ad Abu Simbel da Sharm el Sheikh?
In teoria sì, in pratica non conviene: servono un volo per il Cairo, un secondo volo per Assuan e poi la giornata ad Abu Simbel. Il nostro consiglio è tenerlo per un viaggio sul Nilo, dove Assuan è la base naturale.
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Abu Simbel è pericoloso?
No, per chi ci va in giornata da Assuan con un autista o con un tour. La strada è controllata dai checkpoint della polizia turistica, chiusa di notte, e il sito è sorvegliato. La Farnesina dice di evitare l'area vicino al confine con il Sudan, ma i templi non sono nella lista dei posti sconsigliati e le escursioni ci vanno ogni giorno. Il rischio vero è il caldo da maggio a settembre.
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Conviene dormire ad Abu Simbel?
Solo se sei un appassionato: gli hotel sono pochi e cari per quello che offrono, ma chi dorme lì vede i templi al tramonto e all'alba senza i gruppi, che arrivano tutti tra le 7:30 e le 12. In più può assistere allo spettacolo serale di suoni e luci.
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